Autore: Dott.ssa Tatiana CastellottiDott.ssa Gabriella Lo Feudo

Dotato di importanti proprietà benefiche anti-stanchezza, questo frutto fornisce un buon apporto di vitamine e sali minerali 

La Castagna, nome botanico “Castanea Sativa”, fa parte della famiglia delle Fagaceae e insieme ai suoi derivati è stata, per lungo tempo, la base dell’alimentazione contadina, soprattutto nelle aree montane: più di qualsiasi altro alimento infatti, ha permesso la sopravvivenza di intere famiglie ai lunghi periodi di carestia e ai rigidi inverni. Questo non soltanto per la facilità di conservazione, se essiccata o ridotta in farina, ma anche per le sue straordinarie caratteristiche nutritive e il benefico senso di sazietà che il suo consumo produce, motivo per cui il Castagno è conosciuto, fin dall’antichità, come l’Albero del Pane.

Alimento tramandato nei secoli

Senofonte, scrittore e storico greco del IV sec. a.C., definiva la Castagna il “pane dei poveri”, riconoscendole un ruolo importantissimo come fonte di sostentamento. Apicio invece, gastronomo, cuoco e scrittore romano del I sec. a.C., ne consigliava l’uso al posto delle lenticchie, mentre Marziale, poeta latino suo contemporaneo, le gustava alla fine del pranzo, cotte a fuoco lento e abbrustolite.
Ancora oggi la Castagna soddisfa le esigenze di tutti i consumatori che cercano cibi sani, digeribili, nutrienti e naturali: nelle zone votate alla sua produzione, infatti, non necessitano di alcun fitofarmaco.

I principi nutritivi

La Castagna è composta per più del 50% da acqua e per la parte rimanente da carboidrati, proteine, grassi, fibre, sali minerali e vitamine.
L’assenza di glutine la rende un alimento particolarmente adatto alle persone affette da Celiachia. Contiene inoltre numerosi sali minerali come: potassio, indispensabile per diversi processi metabolici, e la cui carenza può determinare aritmia cardiaca, crampi muscolari e stanchezza; fosforo, importante per i tessuti nervosi e determinante, insieme al calcio, per la corretta struttura delle ossa; zolfo, funzionale all’irrobustimento dello scheletro e precursore di importanti amminoacidi essenziali e di alcune vitamine; poi ancora magnesio, ottimo equilibratore dell’umore e regolatore della circolazione sanguigna; sodio, ferro, zinco, rame e manganese.
La Castagna apporta infine discrete quantità di vitamina E, B2 e PP, oltre alla vitamina C che però, per via della particolare sensibilità al calore, si dissolve durante i processi di trasformazione del frutto. Nonostante possa essere considerata un piccolo tesoro per la nostra salute, tuttavia, la Castagna va consumata con parsimonia soprattutto dai soggetti Diabetici: durante la cottura, infatti, una parte degli amidi in essa contenuti si trasforma in zuccheri semplici e ciò, pur conferendole un gusto più dolce e piacevole, la rende inadatta a chi deve seguire una dieta ipoglicemica; per l’apporto calorico e di carboidrati, infatti, 100 g di Castagne equivalgono ad un piatto di pasta. Può però rappresentare un’ottima alternativa per le persone allergiche al lattosio ed è molto utile nell’alimentazione degli sportivi.

La produzione italiana

Purtroppo la castanicoltura da frutto italiana vive oggi una crisi lenta ma costante: il motivo sta nel cambiamento del nostro stile di vita e del tipo di alimentazione che ha portato ad una notevole riduzione del consumo di Castagne, favorendo un progressivo abbandono delle terre coltivate o la loro conversione a castagneto per la produzione di legname.
Nonostante tutto, la castanicoltura rappresenta un’importante fonte di reddito per molti territori italiani, senza contare che la Castagna è uno dei prodotti più rappresentativi del “made in Italy”: le esportazioni italiane, infatti, sono seconde solo a quelle cinesi, anche se nel 2011, a seguito di un’importante battuta d’arresto dovuta all’emergenza fitosanitaria della cosiddetta vespa cinese, la produzione nazionale si è notevolmente ridotta.


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