Eventi e Notizie

Per chi desidera approfondire i vari argomenti legati al mondo della salute e della prevenzione, ecco una selezione dei prossimi appuntamenti:

Durante il mese di novembre, periodo dell’anno dedicato alla prevenzione dei tumori maschili, la LILT – Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori promuove una campagna di sensibilizzazione focalizzata sulle patologie tumorali della sfera genitale maschile.
Dal 23 al 30 novembre le associazioni provinciali aderenti all’iniziativa Percorso Azzurro - LILT for Men saranno impegnate a diffondere conoscenza su queste patologie al fine di incentivare la consapevolezza e invitare ogni uomo a sottoporsi gratuitamente alle visite di controllo messe a disposizione nei relativi ambulatori.
La LILT con questa campagna di sensibilizzazione annuale rivolta a tutti gli uomini vuole contribuire a promuovere l’informazione corretta e l’educazione alla salute, elementi basilari per un’efficace prevenzione.
La guida per approfondire: https://www.lilt.it/sites/default/files/guide/2021-11/LILT%20UOMO%20WEB.pdf 

Promuovere l'attività fisica e uno stile di vita attivo come componenti importanti del percorso di cura delle malattie oncologiche; supportare il valore delle terapie integrate impiegate a completamento dei trattamenti convenzionali; offrire ai pazienti un punto di riferimento informativo sui benefici di un'attività fisica regolare e avviarli a programmi di esercizi personalizzati da eseguire dietro indicazione e sotto la supervisione del proprio medico curante. Nasce intorno a questi obiettivi Oncowellness, progetto dedicato al benessere psico-fisico delle persone con storia di tumore: una piattaforma digitale, trainer certificati, schede di allenamento e videotutorial aiuteranno i pazienti nel loro percorso di cura, con un focus specifico su quattro tipologie di tumori: tumore della mammella, tumore del polmone, tumori genitourinari e tumori del sangue", si legge nella nota diffusa dall'organizzazione di Oncowellness.
A promuovere Oncowellness è Pfizer- si legge ancora- insieme a una 'coalition' di oncologi, fisiatri, riabilitatori, trainer e in partnership con AIL- Associazione Italiana contro le leucemie, i linfomi e il mieloma, Europa Donna Italia, IncontraDonna Onlus, Susan G. Komen Italia, PaLiNUro - Pazienti Liberi dalle Neoplasie Uroteliali e WALCE - Women Against Lung Cancer Europe.
Riduzione degli effetti collaterali legati ai trattamenti, riduzione del rischio di ricomparsa della patologia, miglioramento dello stato funzionale e della qualità di vita sono alcuni dei benefici dell'attività fisica nei tumori, in fase preventiva, durante e dopo le cure, messi in evidenza da un numero crescente di studi. L'attività fisica viene oggi considerata alla stregua di un trattamento non farmacologico complementare che aiuta i pazienti oncologici ad affrontare nelle migliori condizioni il percorso di cura. Ma le loro particolari esigenze richiedono di andare oltre le attività necessarie a mantenere il fisico nelle migliori condizioni e di considerare il loro benessere globale, ovvero il 'Wellness, che comprende anche gli aspetti legati alla sfera psicologica, all'umore e all'immagine di sé.
Tutte le attività, le schede di allenamento e i video-tutorial qui: www.oncowellness.it 

In occasione della Giornata Mondiale della Sicurezza Alimentare (7 giugno), l’EFSA – European Food Safety Authority, in collaborazione con il Ministero della Salute, lanciano la seconda edizione della campagna di comunicazione #EUChooseSafeFood con l’obiettivo di dare risposte alle domande che i consumatori si pongono nella quotidianità in tema di alimentazione. 
L’obiettivo della campagna #EUChooseSafeFood è, dunque, quello di incoraggiare a compiere nel quotidiano scelte alimentari sicure e consapevoli, evidenziando il ruolo fondamentale della scienza e le direttive formulate dagli esperti dell’EFSA, grazie a cui il cibo sulle nostre tavole è garantito. L’importanza della sicurezza alimentare è stata evidenziata da diversi casi di cronaca nazionale e internazionale, recenti. L’edizione 2022 amplia la gamma di argomenti approfonditi, che per quanto concerne la campagna in Italia riguardano: benessere degli animalifood packaging (MOCA) integratori alimentari. Per esempio, qual è la differenza tra «da consumarsi entro il» e «da consumarsi preferibilmente entro il» sulle etichette degli alimenti? Ci sono regole di igiene alimentare nell’ambiente domestico che dovremmo rispettare per tenere al sicuro i cibi? Dobbiamo preoccuparci degli additivi negli alimenti?  Dare risposte certe a domande di questo tipo è l’obiettivo della campagna #EUChooseSafeFood, rivolta a tutti i cittadini europei.

Per approfondire:https://campaigns.efsa.europa.eu/EUChooseSafeFood/#/index-it 

L’Italia è un Paese a elevato processo di invecchiamento: secondo i dati ISTAT la popolazione di 65 anni e più, che rappresenta oggi il 23,2% del totale, potrebbe toccare il 35% entro il 2050, l’età media, che nel 2020 era di 45,7 anni è destinata a salire a 50,7, così come il rapporto tra giovani e anziani che sarà di 1 a 3 entro il 2050. Consapevole di questo scenario, il team di esperti della terza età di Orpea Italia ha collaborato per spiegare in modo semplice e chiaro quali siano gli stili di vita, le buone abitudini e i suggerimenti da promuovere per invecchiare in salute e continuare a partecipare attivamente alla vita sociale all’interno della propria comunità. Orpea Italia, divisione italiana del Gruppo francese Orpea con head quarter a San Maurizio Canavese (TO), è presente sul territorio nazionale con 24 strutture tra RSA e cliniche riabilitative distribuite tra Piemonte, Lombardia, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Veneto e Sardegna.

ALIMENTAZIONE SANA E IDRATAZIONE sono alleati di giovinezza e sono fondamentali per garantire il corretto funzionamento di mente e corpo:

  • Sostituire i grassi saturi (es. derivati animali) con gli insaturi (es. oli vegetali)
  • Mangiare cibi che contengano omega-3 (es. pesce, verdure a foglia larga, noci, mandorle)
  • Ridurre l’apporto di sale
  • Prediligere cibi che contengano antiossidanti (es. pomodori, kiwi, mirtilli e frutti di bosco, prugne, melograno)
  • Limitare la caffeina e le bevande alcoliche
  • Bere 8-10 tazze colme di liquidi al giorno, di cui almeno 5 di acqua
  • Via libera ai centrifugati di frutta e verdura: sono dei veri e propri “farmaci naturali” poiché consentono di assumere grandi quantità di frutta e verdura di stagione che, diversamente, non saremo mai in grado di mangiare, senza tralasciare il fatto che si tratta di cibi freschi e crudi, quindi al pieno del loro potere energetico e nutritivo. I centrifugati sono anche dei potenti disintossicanti, capaci di attenuare disturbi quali la colite, la cistite o irritazioni dell’apparato gastrointestinale

CURARE IL SONNO:

  • Evitare i sonnellini durante il giorno, soprattutto in prossimità delle ore serali
  • La sera coricarsi a letto quando ci si sente stanchi e si sente il bisogno di dormire
  • Cercare di mantenere degli orari regolari e constanti
  • Rendere la camera da letto confortevole e rilassante
  • Cercare di non guardare la TV a letto e limitare l’utilizzo di computer e tablet prima di andare a dormire

MANTENERE IL CERVELLO ALLENATO per aumentare la propria “riserva cognitiva”

  • Affiancare alle proprie abitudini e routine quotidiane idee e attività nuove, anche sfidanti; non è mai troppo tardi per imparare
  • Leggere, fare le parole crociate, scrivere appunti e ricordi
  • Guardare il calendario usandolo per programmare il proprio futuro
  • Giocare a carte, dama, scacchi e giochi di società in generale
  • Tenersi al passo con l’informazione

FARE ATTIVITÀ FISICA, MEGLIO SE IN COMPAGNIA migliora forza muscolare, resistenza fisica, flessibilità e mobilità. Inoltre favorisce la riduzione dello stress, il compenso della pressione arteriosa e dei disturbi metabolici.

  • Iniziare la giornata con semplici esercizi di riscaldamento muscolare appena alzati (lente circonduzioni di spalle, capo, polsi e caviglie, da seduti sul letto piegare e stendere alternatamente le gambe, seduti con le mani sulle ginocchia incurvare e distendere il dorso e la parte lombare della colonna vertebrale, con le braccia stese in avanti aprire e chiudere le dita delle mani)
  • Ridurre il più possibile il tempo che si trascorre seduti
  • Iscriversi a corsi e terapie di gruppo (kinesiterapia, geromotricità, acquagym, ginnastica dolce, pilates)
  • Camminare almeno due volte a settimana e per almeno 30 minuti ogni volta, preferibilmente nel verde.

COLTIVARE LE RELAZIONI SOCIALI

  • Mantenere e frequentare – con costanza – un gruppo di amici e/o familiari
  • Essere coinvolti nella propria comunità (anche religiosa)
  • Essere informati sulla rete territoriale di centri di aggregazione in cui conoscere nuove persone che potranno diventare nuovi amici con cui condividere hobby e interessi
  • Partecipare a progetti di volontariato
  • Dedicarsi ad animali da compagnia e prendersi cura di piante e giardini, l’”accudire” aiuta a star bene.

 

Attraverso uno stile di vita più salutare e un adeguato controllo medico nei soggetti ad elevato rischio cardiovascolare si potrebbero evitare il 40-50% degli eventi cerebrovascolari. A dirlo è il "Documento informativo per il cittadino sulla prevenzione delle malattie cerebrovascolari lungo il corso della vita", prodotto dall’Alleanza italiana per le malattie cardio-cerebrovascolari, patto volontario volto al contrasto delle patologie cardio e cerebrovascolari sottoscritto tra Ministero della Salute, Società scientifiche, Associazioni dei pazienti e altri Enti operanti nel settore.
Il documento mira a fornire alla popolazione informazioni basate sull’evidenza scientifica in materia di prevenzione delle malattie cerebrovascolari, sviluppando, in particolare, i fattori di rischio, la promozione degli stili di vita salutari e la prevenzione primaria per fasce di età e in gravidanza; contiene anche indicazioni su come riconoscere l’insorgenza dei segni e dei sintomi dell’ictus e dell’attacco ischemico transitorio (TIA) e sulle azioni da intraprendere tempestivamente quando si sospetta un ictus o un attacco ischemico transitorio (TIA).

Per scaricare il documento: https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pagineAree_5782_0_file.pdf 

L’emicrania è una malattia ad andamento cronico ed è, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, la terza patologia più frequente del genere umano e la più disabilitante in assoluto se si considerano le donne di età fino ai 50 anni. In Italia sono 15 milioni le persone che hanno manifestato almeno un episodio di emicrania nella loro vita, di questi 11 sono donne. Secondo l’indagine “Vivere con l’emicrania” condotta nel 2019 dal Censis, che analizza in maniera approfondita il fenomeno, si può parlare a pieno titolo di patologia “di genere”. Ad esempio, la malattia appare più debilitante per le donne, che definiscono “scadente” il proprio stato di salute nel 34 per cento dei casi contro il 15 per cento degli uomini mentre il tempo medio per arrivare a una diagnosi è doppio per le donne, quasi 8 anni, rispetto agli uomini, per cui parliamo di 4 anni.
Per richiamare l’attenzione sul tema dell’emicrania e portare avanti un impegno corale che coinvolga non solo la società civile e la classe medica ma anche le Istituzioni, Fondazione Onda ha realizzato il documento “Emicrania: una patologia di genere” che contiene il Manifesto in dieci punti “Uniti contro l’emicrania” presentato con il patrocinio di AIC (Associazione Italiana per la Lotta contro le Cefalee), AINAT (Associazione Italiana Neurologi Ambulatoriali Territoriali), AL.CE – (Alleanza Cefalalgici Group CIRNA Foundation ONLUS ), ANIRCEF (Associazione Neurologica Italiana per la Ricerca sulle Cefalee), FISC (Fondazione Italiana per lo Studio delle Cefalee Onlus), SNO (Società dei Neurologi Neurochirurghi Neuroradiologi Ospedalieri italiani) e con il contributo incondizionato di Allergan an Abbvie Company, Lundbeck e Teva.
Tra i punti principali del Manifesto: la necessità di promuovere campagne di sensibilizzazione, potenziare i collegamenti e le sinergie tra i professionisti del territorio e i centri cefalee, garantire un accesso tempestivo ai percorsi diagnostico-terapeutici riducendo i tempi della diagnosi, potenziare la formazione dei medici della medicina generale e specialistica, promuovere l’innovazione terapeutica e facilitarne l’accesso, ridurre l’impatto economico della malattia attraverso la presa in carico precoce del paziente.

Per saperne di piùhttps://ondaosservatorio.it/it/ 

Estendere l’approccio di utilizzo delle cellule Car-T, già destinate al trattamento delle leucemie, anche ai tumori solidi, in particolare al glioblastoma, il tumore cerebrale primitivo più maligno che ancora necessita di cure efficaci è l'obiettivo di una ricerca di laboratorio appena pubblicata e promossa dall’Università di Modena e Reggio Emilia (UniMoRe) e sviluppata dal gruppo di Massimo Dominici, direttore della struttura complessa di Oncologia medica dell’Aou di Modena, con Giacomo Pavesi, direttore della struttura complessa di neurochirurgia, insieme a un gruppo di lavoro che coinvolge altri centri in Italia.
Le cellule Car-T sono una terapia cellulare e genica che prevede il prelievo nel paziente dei linfociti T, ovvero gli artefici della risposta immunitaria contro i tumori, i quali, portati in laboratorio, vengono modificati e resi capaci di riconoscere target specifici sulle cellule tumorali, per poi essere reinfusi nel paziente.
Ad oggi le Car-T hanno faticato nel combattere i tumori solidi, ma lo studio pubblicato ne ha dimostrato l’efficacia.
I centri che hanno partecipato allo studio sono l’Icgeb di Trieste, l’Università di Verona e il Tecnopolo Mario Veronesi di Mirandola, grazie a finanziamenti dell’Associazione Aseop di Modena, di Diana Laneri Post-Doctoral Fellowship e del Progetto Dipartimenti Eccellenti MIUR 2017 di UniMoRe.

Per approfondire: https://www.aou.mo.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/4790 

Pelle secca, aumento di peso, calo di energia e malessere sono sintomi a cui non si riesce a dare una risposta e che spesso si imputano a fattori di stress mentre potrebbe essere un problema legato alla tiroide. Le disfunzioni della tiroide sono molto diffuse, solo l'ipotiroidismo colpisce in Italia quasi 3 milioni di persone (circa il 5% della popolazione) con un'incidenza spiccata nelle donne tra i 55 e i 64 anni. La diagnosi precoce è fondamentale nella cura della malattia, così come lo è l'aderenza da parte del paziente alla terapia, una volta individuato il trattamento più adeguato.
Per migliorare le conoscenze sull'ipotiroidismo e sulla disfunzione nasce la campagna educazionale "E TI DIRÒ" promossa da IBSA Farmaceutici: un percorso educazionale sull'ipotiroidismo per accrescere la conoscenza e la consapevolezza su questa malattia e, al tempo stesso,  una testimonianza concreta di come sia possibile coniugare qualità della vita, gestione della patologia e della terapia, che nella maggior parte dei casi è una terapia cronica da assumere per tutta la vita.
l progetto è stato ideato come ecosistema digitale con diversi strumenti: una web serie, un nuovo sito e una pagina Facebook per condividere esperienze, offrire informazioni e fare chiarezza sulla patologia. A supporto del racconto, la campagna prevede anche il lancio del sito web dedicato che ospita gli episodi della docufiction, i consigli di Vanessa Ferrari e gli approfondimenti medico-scientifici curati dagli specialisti che hanno collaborato al progetto.

Per approfondire: http://www.ioelatiroide.it/  - pagina Facebbok: https://www.facebook.com/ioelatiroide 

Dolori articolari persistenti, emicrania, rigidità nei movimenti, stanchezza: sono i sintomi di alcune patologie reumatologiche che possono richiedere fino a sette anni per essere individuate. La diagnosi infatti è spesso tardiva in queste malattie, anche a causa della genericità dei sintomi, comuni a tante altre, al “fai da te” troppo diffuso e ai disturbi dovuti all’età. Una situazione che causa, oltre a un ritardo nella presa in carico dei pazienti, anche alti costi al sistema sanitario. Di fronte a questa vera e propria emergenza la SIR (Società Italiana di Reumatologia) lancia la prima campagna nazionale sulla Diagnosi Precoce, con l’obiettivo di raggiungere milioni di cittadini ancora ignari della propria patologia per indirizzarli al reumatologo, ricevere la corretta diagnosi e, se è il caso, la giusta terapia. Una campagna che coinvolge direttamente i farmacisti, attraverso un accordo con Federfarma Servizi.
La campagna, resa possibile grazie al contributo non condizionato di BMS, Pfizer e Roche, prevede la realizzazione di booklet e leaflet sulle principali e più diffuse patologie, che saranno distribuiti ai cittadini, e una forte sensibilizzazione verso la non sottovalutazione dei sintomi. Naturalmente la campagna avrà anche un rilevante riscontro sui social istituzionali di SIR e Federfarma servizi. L’obiettivo è ridurre al minimo i tempi per la corretta diagnosi.

Per saperne di più: https://www.reumatologia.it/ 

Un corretto stile di vita unito ad una sana alimentazione possono aiutare concretamente le donne che soffrono di endometriosi, una malattia invalidante che colpisce circa 3 milioni di persone in Italia. Per questo A.P.E. Associazione Progetto Endometriosi – storica associazione che unisce pazienti volontarie in tutta Italia, impegnate nel creare consapevolezza sulla malattia – è stata promotrice di un lavoro interdisciplinare, le “Linee Guida sull’alimentazione e corretto stile di vita per endometriosi”, che ha coinvolto diversi esperti sui temi della nutrizione. Le linee guida, in distribuzione agli ospedali e ai centri sanitari che ne fanno richiesta sottoforma di vademecum e block notes (scrivendo a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) e sul sito di A.P.E. in modo più approfondito, sono state stampate grazie ai contributi del 5x1000 da parte delle tante persone che sostengono le iniziative dell’associazione.
Tra le esperte che hanno collaborato alla redazione delle linee guida, la biologa nutrizionista Martina Scavone e la dietista Arianna Rossoni.
L'Associazione Progetto Endometriosi - A.P.E. nasce con l'obiettivo di promuovere  informazioni in relazione all’endometriosi per le donne, i loro famigliari, il personale sanitario e le istituzioni al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica e sostenere chi ne è affetta. L’A.P.E. grazie all’aiuto concreto dei gruppi di AUTO MUTUO AIUTO, con l’organizzazione di convegni e manifestazioni pubbliche, pensa alle donne di domani creando consapevolezza nelle donne di oggi attraverso la relazione interpersonale, l’ascolto, l’accoglienza e la corretta informazione  relativa dati caratteristici della patologia.

Per approfondire: www.apendometriosi.it