Autore: Dott.ssa Maria Teresa Merenda

Sia durante la gravidanza che dopo la nascita del bambino è essenziale riuscire a riconoscere e interpretare le proprie emozioni 

I nove mesi della gravidanza e il periodo successivo al parto sono periodi in cui la donna vive un susseguirsi di intense esperienze fisiche, emotive e psicologiche. Tali esperienze riguardano soprattutto la protagonista della gravidanza ma, dal punto di vista emotivo, possono essere condivise anche dal partner e dal nucleo familiare a lei vicino che, per questo, hanno un ruolo molto importante nel sostegno della neomamma.

Un periodo di cambiamenti fisiologici

Durante la gravidanza si verificano mutamenti biologici naturali nell’attività ormonale dell’organismo; queste variazioni predispongono favorevolmente mamma e nascituro all’evento del parto. Successivamente alla nascita, si manifestano altre rapide variazioni biologiche finalizzate a predisporre e mantenere l’allattamento; particolarmente importante risulta la produzione di endorfine, prolattina e ossitocina che svolgono spiccate azioni antidepressive. La gravidanza, il parto e l’allattamento, spesso visti come naturale conseguenza l’uno dell’altro, sono in realtà momenti molto ben distinti dal punto di vista fisiologico, ormonale e psicologico: in ciascuno di questi momenti può verificarsi una condizione delicata che può predisporre la madre a sperimentare diversi disagi emotivi e psicologici.

Disturbi depressivi durante la gravidanza

Durante la gravidanza possono verificarsi episodi minori e maggiori, anche a seconda della loro intensità (come ad esempio difficoltà ad accettare lo stato di gravidanza, sentimenti contrastanti di felicità ma anche di paura e di preoccupazione) che si manifestano sia in gravidanza sia nei dodici mesi successivi al parto. Nella identificazione dei Disturbi depressivi è di fondamentale importanza differenziare i sintomi di una vera e propria Depressione clinica dalle più comuni conseguenze che una gravidanza può comportare, come l’astenia (stanchezza, senso di debolezza, calo di energia) e i cambiamenti sia nel peso (anche a causa di un’alimentazione inadeguata) che nel sonno.

Maternity blues

Nei primi giorni dopo il parto può accadere che la mamma provi una profonda tristezza e scoppi a piangere all’improvviso, senza apparenti ragioni specifiche. Se il problema è tollerabile e si risolve, migliorando gradualmente in 1-2 settimane, come quasi sempre avviene, non c’è da preoccuparsi: si tratta del “maternity blues” (o “baby blues”) una reazione determinata dal forte stress psico-fisico associato al parto e allo stravolgimento ormonale che esso comporta.
È essenziale che la donna riesca a riconoscere e interpretare le proprie emozioni e reazioni psichiche dopo la nascita del bambino, così da poter comprendere se stia vivendo un più comune “baby blues” o se si possa trattare di una “vera” Depressione. Tra i sintomi del baby blues figurano:

  • umore instabile;
  • ansia e nervosismo;
  • tristezza non giustificata;
  • irritabilità;
  • pianto improvviso e immotivato;
  • difficoltà di concentrazione;
  • disturbi del sonno (insonnia o sonni agitati).

In ogni caso è opportuno che la neo mamma riferisca al proprio Medico di fiducia tali sintomi in quanto, anche se stesse attraversando soltanto un periodo di “maternity blues”, non si può escludere una possibile evoluzione verso la Depressione post-parto.

Depressione post-parto, quali sintomi?

A volte può accadere che, nonostante la donna nelle prime settimane successive al parto si senta perfettamente in forma, dopo un periodo di tempo variabile da 1 a 12 mesi, insorga una vera e propria Depressione.
La Depressione post-parto, anche se si manifesta in forma lieve o moderata, non deve mai essere trascurata perché, oltre a creare un serio disagio psicofisico alla mamma, può interferire altresì con le possibilità di accudimento del bambino.
I sintomi della Depressione nel post-parto sono sostanzialmente gli stessi del Disturbo Depressivo Maggiore (Depressione unipolare), in quanto si tratta della medesima patologia, con l’unica particolarità che in questo caso è la nascita del bambino ad agire da evento scatenante.
Ecco le principali manifestazioni di questo disturbo psicologico:

  • umore depresso per la maggior parte della giornata;
  • perdita di interesse per quasi tutte le attività e incapacità di provare piacere anche in situazioni normalmente gratificanti;
  • significativo aumento o diminuzione di peso, non associati a diete;
  • alterazioni dei ritmi del sonno che si manifestano con Insonnia (difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno) o Ipersonnia (anche con bisogno di dormire durante il giorno);
  • agitazione o rallentamento psicomotorio (nei movimenti e nei riflessi);
  • facile affaticabilità e/o mancanza di energia;
  • diminuzione dell’autostima con sentimenti di autosvalutazione e/o di colpa eccessivi e ingiustificati;
  • diminuzione della capacità di pensare e concentrarsi e/o di prendere decisioni anche su questioni che non presentano difficoltà;
  • pensieri ricorrenti di morte e/o di suicidio.

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