Autore: Dott.ssa Nicoletta Musacchio

 

Zucchero e Diabete

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, per abbassare il rischio di ammalarsi di gravi patologie croniche, gli zuccheri semplici non devono superare il 10% delle calorie giornaliere. Lo zucchero è una sostanza che, se presente in quantità eccessiva nel sangue, può diventare un “dolce veleno”. Questo accade quando l’ormone deputato al suo metabolismo, l’insulina, viene prodotto in quantità non sufficiente dal pancreas oppure le cellule dell’organismo rispondono in modo alterato alle sue sollecitazioni. Questo provoca un aumento della concentrazione di zucchero nel sangue che ha effetti nocivi. Per fare un esempio facciamo un piccolo esperimento: se si scioglie un cucchiaino di zucchero in un bicchiere d’acqua, lo zucchero non ne altera le caratteristiche. Ma se si prova a scioglierne, nello stesso bicchiere, 50 grammi, l’acqua diventa sciroppo. La stessa cosa succede con il sangue che, come un fiume, trasporta tutte le sostanze utili all’organismo, permettendone gli scambi con i vari organi e i tessuti.
L’eccesso di zucchero può, in modo progressivo e silente, inquinare il nostro “fiume”. Ma se in una prima fase l’acqua rimane “potabile”, quindi non ci sono sintomi visibili, nel lungo periodo diventa sempre più inquinata, tanto da provocare la morte dei pesci che, nel caso del nostro organismo, rappresentano gli organi vitali che vengono danneggiati. Le persone con Diabete presentano un’eccessiva concentrazione di zucchero nel sangue quindi occorre intervenire attraverso una terapia efficace associata ad un cambiamento nell’alimentazione e nello stile di vita.

Terapia mirata e personalizzata

Nelle persone con Diabete conclamato, attività fisica e alimentazione sana contribuiscono quindi a migliorare lo stato di salute. Oggi abbiamo molti ottimi farmaci ed intervenire con una terapia efficace, associata ad un cambiamento nell’alimentazione e nello stile di vita, permette di incidere positivamente su eventuali gravi danni causati dalla malattia: complicazioni che possono arrivare a determinare problemi anche gravi, dagli effetti devastanti (come ad esempio dialisi, amputazioni e cecità) oltre che mortali (è anche una delle prime cause di morte per Malattie cardiovascolari).
Il controllo glicemico rimane uno degli obiettivi primari nel trattamento del Diabete, e per ottenere questo importante risultato è necessario personalizzare la terapia e l’assistenza ai Pazienti in base ai loro bisogni e alla loro peculiarità. La vasta gamma di molecole oggi a disposizione ci permette di fare interventi molto mirati: lo Specialista deve prendere in considerazione il contesto personale e sociale del Paziente, tenendo conto delle sue necessità e fragilità, per definire la terapia più appropriata in linea con gli obiettivi glicemici, personalizzati secondo età, profilo metabolico, eventuali complicanze e altre eventuali malattie presenti.
La strategia terapeutica deve inoltre essere condivisa con il Paziente, che deve essere aiutato a prendere coscienza della propria condizione perché anche il farmaco migliore è inutile se la persona non segue correttamente la terapia e non cambia stile di vita, a qualunque stadio della malattia si trovi.

I nuovi farmaci antidiabetici

La ricerca ci è venuta in aiuto. Infatti, i nuovi antidiabetici, per via iniettiva o in compresse, facilitano la gestione della malattia perché superano alcuni dei difetti delle terapie del passato: alcuni aiutano a perdere peso, hanno “effetti collaterali” positivi come la riduzione della pressione, soprattutto riducono il rischio di ipoglicemia, e agiscono riducendo il rischio cardiovascolare. Il nostro impegno come Diabetologi si sta oggi indirizzando sempre più verso una cura a 360 gradi del Paziente, che comprende non solo la definizione della terapia più appropriata e su misura, ma una vera e propria educazione alla cura complessiva della persona in grado di rendere attivo il Paziente stesso nella gestione della sua condizione. Gli aspetti educativi infatti sono importanti tanto quanto la scelta delle modalità di trattamento, ma qualunque sia la terapia, se al Paziente manca la consapevolezza della malattia, l’effetto combinato stile di vita-terapie non sarà sufficiente per un controllo ottimale del Diabete, con i rischi che questo comporta.


« Pagina precedente 2/2 Pagina successiva