Autore: Dott. Domenico GabrielliDott. Michele Massimo GuliziaDott. Federico NardiDott. Fortunato Scotto di Uccio

Caratterizzata da disturbi che interessano questi due organi, la Sindrome gastro-cardiaca può essere prevenuta adottando uno stile di vita più corretto 

Stomaco e cuore, due organi non troppo distanti ma enormemente differenti per funzioni e per forme. Così nella strada che unisce empiricamente chi “agisce di testa” e chi “di pancia” troviamo un’importante dogana: il cuore. Infatti, nell’immaginario comune, dal cuore partono i sentimenti, gli istinti più puri, che sono forse più appropriati per chi “ragiona di pancia”, anche se questi ne pagano le maggiori conseguenze! Questi due organi sono divisi da una sorta di sottile cortina, il diaframma e, come due adolescenti, possono origliare attraverso la sottile parete divisoria le gioie e i dolori dell’uno e dell’altra.

La Sindrome gastro-cardiaca

Da un punto di vista più scientifico, una malattia che unisce stomaco e cuore esiste davvero: si tratta della Sindrome gastro-cardiaca, meglio conosciuta come “Sindrome di Roemheld”. Questa sindrome è caratterizzata da un complesso di disturbi cardiaci scatenati da una distensione gastrica (aumento delle dimensione dello stomaco). La persona affetta da questa sindrome si rivolge spesso al proprio Medico curante per il sospetto di una malattia cardiovascolare maggiore.
In questi casi, il sintomo più frequente è rappresentato dal tipico dolore al petto con irradiazione al giugulo, tachiaritmia, respirazione difficoltosa, dolore nella parte superiore dell’addome in corrispondenza dello stomaco, accompagnati da quei cosiddetti segni neurovegetativi tipici di una Malattia ischemica acuta, quali nausea, sudorazione e astenia (sensazione di stanchezza psico-fisica).
In questi casi si rende necessario escludere immediatamente una Sindrome coronarica acuta e in seguito ricercare le cause di questi disturbi, tranquillizzando la persona sull’assoluta benignità della propria condizione.

Il fattore scatenante

La causa scatenante della Sindrome di Roemheld è da ricercarsi nella stimolazione dei riflessi gastrocardiaci dovuta a una eccessiva presenza di aria nel fondo dello stomaco, la cosiddetta “bolla gastrica”, prevalentemente a seguito di un pasto abbondante e ricco in grassi di origine animale, eccesso di spezie, insaccati, caffè e dolci.
A seguito di un’accurata anamnesi, in queste persone, spesso in sovrappeso, ritroviamo ad esempio una storia di pirosi gastrica (sensazione di bruciore allo stomaco) con Reflusso gastro-esofageo, episodi di tachicardia e meteorismo.

Come reagisce il nostro organismo

Il momento che scatena l’insorgenza dei sintomi è rappresentato dall’eccessiva stimolazione del nervo vago (uno dei dodici nervi cranici) che determina un iniziale rallentamento del battito cardiaco e una ipotensione arteriosa.
In queste condizioni il nostro organismo risponde con dei cosiddetti “fenomeni compensativi”, inducendo di conseguenza il rilascio di due specifici ormoni, l’adrenalina e la noradrenalina, che sovrintendono l’incremento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa.
Tale fenomeno di adattamento fisiologico, purtroppo, non avviene lentamente e con regolarità, bensì induce un’azione brusca che viene avvertita dalla persona con la sintomatologia sopra descritta. Diversi studi affermano però che alla base di tale condizione, in molti casi, potrebbe esserci un’eccessiva paura di morire dovuta a Sindromi ansiosodepressive che ampliano a dismisura la sintomatologia, collocandola alla sfera cardiovascolare.


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