Autore: Prof. Domenico Inzitari

Per la sua prevenzione è fondamentale conoscere i fattori che da soli o in combinazione tra loro ne aumentano il rischio di insorgenza 

Nel mondo, ogni anno, 15 milioni di persone sono colpite da Ictus, di queste quasi 6 milioni muoiono. Terza causa di morte, prima di invalidità e seconda di Demenza: l’Ictus cerebrale è una malattia grave e disabilitante che nel nostro Paese colpisce circa 200.000 persone ogni anno. In Italia i soggetti che hanno avuto un Ictus e sono sopravvissuti sono oggi circa 940.000 ma il fenomeno è in costante crescita, considerando che oggi si vive più a lungo e che l’Italia è tra i Paesi europei con aspettativa di vita più elevata.

Che cos’é l’Ictus

Si tratta di una malattia che colpisce il cervello, danneggiando o distruggendo una parte di esso, causata dall’improvvisa chiusura o rottura di un’arteria.
Il cervello è diviso in aree, ognuna delle quali è responsabile per il movimento e il funzionamento di diverse parti del corpo. Ogni lato del cervello controlla il lato opposto del corpo. Per esempio, se è danneggiato il lato destro del cervello, la parte sinistra del corpo ne porterà le conseguenze.  

Due tipi di Ictus

L’Ictus può essere ischemico o emorragico. Il primo è dovuto alla chiusura di un’arteria cerebrale e, in questo caso, si parla di Ischemia cerebrale: le cellule che prima venivano nutrite da quell’arteria subiscono un infarto e muoiono. L’Ischemia cerebrale rappresenta l’80% di tutti i casi di Ictus cerebrale.
Un’arteria si può chiudere perché al suo interno si forma un coagulo (trombo) che va ad ostruire definitivamente un’irregolarità della parete dell’arteria stessa (la placca ateromasica): si parla in questo caso di Trombosi cerebrale. Oppure l’arteria si può chiudere a causa di coaguli partiti da lontano (emboli), nella grande maggioranza dei casi dal cuore: in questo caso si parla di Embolia cerebrale.
L’Ictus emorragico è invece dovuto alla rottura di un’arteria cerebrale. Questo rappresenta il 20% dei casi di Ictus cerebrale. Nel 15% dei casi si tratta della rottura di un’arteria danneggiata dalla pressione arteriosa troppo alta, o da un accumulo nelle pareti di una sostanza detta amiloide. L’emorragia cerebrale può essere anche favorita da una terapia anticoagulante condotta in modo inappropriato. Nel 5% dei casi l’emorragia è conseguente alla rottura di vasi malformati, aneurismi o malformazioni arterovenose.

Non colpisce solo gli anziani

L’Ictus non è soltanto una malattia dell’anziano (dagli 85 anni in su l’incidenza dell’Ictus è fra il 20 e il 35%): infatti, dei 200.000 nuovi casi di Ictus che si verificano ogni anno nel nostro Paese, circa 10.000 riguardano soggetti con età inferiore ai 54 anni. I fattori che favoriscono l’Ictus nel giovane sono soprattutto errati stili di vita, fumo, alcool e droghe, sport estremi, in altri casi scarsa attività fisica e obesità.


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