Autore: Dott. Michele AntonelliDott. Davide DonelliProf. Fabio Firenzuoli

Una dieta bilanciata, ricca di fibre e con il giusto apporto di vitamine e micronutrienti, può essere un valido alleato per la salute del sistema immunitario

Il Sistema Immunitario è una formidabile rete interconnessa di cellule, anticorpi e sostanze biochimiche che contribuiscono alla difesa del nostro corpo. Una delle sue funzioni principali è quella di distinguere ciò che appartiene all’organismo e contribuisce al suo buon funzionamento (in inglese “self”) da quello che invece gli è estraneo (“non-self”).
Quando il Sistema Immunitario individua adeguatamente ciò che può danneggiare l’organismo (virus, batterio, cellula tumorale), è in grado di combattere la minaccia con tutte le armi biochimiche e cellulari che ha a disposizione; ecco perché, ad esempio, in soggetti che hanno un sistema immunitario indebolito da condizioni genetiche, malattie acquisite o dall’uso di alcuni farmaci, la prevalenza di infezioni e Cancro risulta superiore rispetto al resto della popolazione. Ogni volta che, invece, non c’è un’adeguata distinzione “self” e “non-self” e la risposta immunitaria viene rivolta erroneamente verso un organo o un apparato, sorge una patologia autoimmune. Il buon funzionamento del Sistema Immunitario, tuttavia, non dipende solo dall’assenza di certe malattie, ma anche dalle caratteristiche dello stile di vita, innanzitutto della dieta.

Una dieta per il Sistema Immunitario?

Il Sistema Immunitario costituisce un insieme complesso e articolato di strutture e funzioni per potenziare le quali non esiste un regime dietetico specifico; quando decontestualizzato da una precisa cornice scientifica, infatti, il concetto stesso di “potenziamento” del Sistema Immunitario attraverso determinate scelte nutrizionali può essere fuorviante, in quanto pare alludere alla necessità di dover “sovra-eccitare” o “sovraccaricare” le difese dell’organismo per renderle più efficienti. In realtà, l’obiettivo principale di un regime alimentare adeguato dovrebbe essere quello di fare in modo che il Sistema Immunitario abbia tutto ciò di cui ha bisogno per funzionare in modo ottimale.
In questo senso, evidenze scientifiche indicano che la carenza di alcuni micronutrienti può compromettere l’efficienza delle difese immunitarie, tra questi, le vitamine A, B6, B9, B12, C ed E, nonché zinco, selenio, ferro e rame. Recentemente, inoltre, vari studi scientifici si sono concentrati sul ruolo della vitamina D, la cui importanza sembra andare ben oltre la regolazione della composizione minerale delle ossa, interessando anche le difese immunitarie e lo sviluppo delle malattie autoimmuni. Ulteriori evidenze suggeriscono che un consumo eccessivo di zuccheri o una dieta ricca di farine raffinate possono “indebolire” il Sistema Immunitario, deprimendo alcune sue funzioni e creando uno stato infiammatorio di base che, alla lunga, costituisce terreno fertile per lo sviluppo di varie malattie degenerative: ciò sembra essere causato sia da un effetto diretto di queste sostanze sul metabolismo, sia da azioni indirette come l’accumulo adiposo e la modulazione in senso negativo della flora intestinale.

Microbiota e risposta immunitaria

Negli ultimi anni, l’attenzione scientifica si è concentrata sullo studio del microbiota intestinale e sui legami tra la sua composizione e lo stato di salute degli individui. Il termine microbiota indica tutti i microorganismi “buoni” che compongono la flora batterica e che sono coinvolti non soltanto nei processi digestivi, ma anche nel regolare il buon funzionamento dell’organismo: un microbiota sano aiuta a proteggere da germi patogeni esterni, a mantenere l’integrità della barriera intestinale e a stimolare il Sistema Immunitario quel tanto che basta a mantenerlo attivo ed efficiente; microbiota e Sistema Immunitario, quindi, interagiscono tra di loro e qualunque elemento condizioni le caratteristiche di tale interazione o la composizione della flora intestinale non può che influenzare anche la risposta immunitaria dell’organismo.

L’importanza delle fibre...

Cosa scegliere a tavola per “nutrire” il microbiota intestinale in modo che contribuisca a mantenere sano e attivo anche il Sistema immunitario? Il punto chiave sta nelle fibre. Una dieta come quella occidentale basata sul modello statunitense, per esempio, povera di fibre e ricca di cibi ad elevata densità calorica, può indurre un’alterazione della flora batterica che può facilitare l’insorgenza di varie patologie; questo meccanismo, inoltre, sembra contribuire, insieme ad altri fattori, ad un aumento della suscettibilità individuale alle infezioni, allo sviluppo di uno stato infiammatorio cronico e alla possibile comparsa di Allergie o anomalie della risposta immunitaria. Al contrario, il metabolismo di alcuni microrganismi “buoni” trasforma le fibre insolubili assunte con l’alimentazione in acidi grassi a catena corta in grado di modulare positivamente la funzionalità di alcune cellule del Sistema Immunitario, riducendo l’infiammazione; ecco perché, L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), suggerisce per un individuo sano in età adulta un consumo giornaliero di almeno 25 g di fibre: una mela di 100 g, ad esempio, contiene in media circa 2.5 g di fibre, mentre un quantitativo analogo di legumi, come le lenticchie, può presentarne anche il triplo. Inoltre, per aumentare l’apporto giornaliero di fibre, è utile preferire pane e pasta integrali, evitando prodotti a base di farine raffinate.


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