Angina Pectoris, un problema di coronarie

Autore: Prof. Daniele Bracchetti

Esami per la diagnosi 

La diagnosi di Angina si basa sulla descrizione da parte del Paziente del caratteristico dolore. L’Elettrocardiogramma è molto utile se eseguito al momento della comparsa del dolore. Nei casi dubbi, ne è consigliabile la registrazione in corso di una prova da sforzo che può documentare la comparsa di specifiche alterazioni (i cosiddetti segni di Ischemia).
Prima dell’introduzione della Coronarografia, la terapia dell’Angina si basava esclusivamente sull’uso dei farmaci, tutti ugualmente efficaci nel curare i sintomi, pur non essendo in grado di prevenire eventi gravi soprattutto nelle forme instabili.
Il più antico dei farmaci è la nitroglicerina che viene impiegata al momento della crisi di dolore. Altri prodotti, come i calcio-antagonisti e i beta-bloccanti sono utili nel prevenire le crisi. Un ruolo fondamentale  hanno i farmaci con effetto antiaggregante piastrinico (aspirina, ticlopidina, clopidogrel).  

La Coronarografia  

Il ruolo diagnostico, e a volte terapeutico, più rilevante è da attribuire alla Coronarografia. Questa indagine si esegue introducendo un catetere nelle coronarie, iniettando un mezzo di contrasto radiologico che permette di visualizzare i rami arteriosi e di identificare le stenosi.
L’esame delle coronarie può essere eseguito anche con un particolare tipo di TAC (Tomografia Assiale Computerizzata) multistrato che non richiede l’introduzione di cateteri. Il mezzo di contrasto viene iniettato attraverso una via venosa periferica e quindi l’esame può essere eseguito ambulatorialmente. La tecnica, pur molto interessante, non è peraltro indicata in Pazienti con Angina.
Infatti, grazie alla facilità di esaminare le coronarie con la Coronarografia invasiva e agli sviluppi di questa tecnica fino all’uso in corso di Infarto acuto, è stata del tutto rivoluzionata la terapia dell’Angina, poiché col passare degli anni la tecnica è diventata sicura e di applicazione quasi routinaria.   

L’Angioplastica

Nei Pazienti con Angina può essere necessario un intervento di Angioplastica, che ormai è diventata procedura preferenziale sia ai farmaci sia al by-pass, soprattutto in presenza di lesioni coronariche caratterizzate da un restringimento o occlusione in un ramo coronarico principale all'inizio dell'arteria. L'arteria coronarica ristretta viene dilatata per mezzo di un catetere introdotto in essa e munito di un palloncino  all’estremità che viene gonfiato in corrispondenza del restringimento fino a eliminarlo.
La procedura può essere eseguita in modo molto rapido con una degenza di pochi giorni. Ulteriori miglioramenti sono stati ottenuti con l’uso degli stents, costituiti da retine metalliche espandibili che mantengono aperta l’arteria dilatata e ne impediscono la ri-occlusione.
Il by-pass aorto-coronarico, è l'unica via percorribile quando le arterie coronarie presentano restringimenti (stenosi) diffusi, non trattabili con farmaci o Angioplastica.
Il termine by-pass (letteralmente "passo attraverso") indica un intervento che permette di superare il restringimento di un'arteria inserendo un pezzo di un'altra arteria (l'arteria mammaria) o di una vena (la vena safena prelevata a livello della gamba). All’Angioplastica, come d'altra parte al by-pass, deve far seguito una terapia con farmaci che hanno lo scopo di mantenere il sangue parzialmente fluido al fine di evitare il riformarsi di coaguli e quindi del restringimento dell'arteria.
Anche dopo l’intervento di bypass, come dopo l’Angioplastica, è opportuno eseguire controlli periodici e assumere, oltre agli antiaggreganti, medicine per correggere i vari fattori di rischio (valori elevati di colesterolo, Diabete, Ipertensione) che favoriscono il deposito di colesterolo all’interno delle arterie.               


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