Pelle più tonica con la Radiofrequenza

Autore: Dott. Giuseppe Di Toro

La Radiofrequenza è un trattamento mininvasivo che contrasta efficacemente i danni provocati dall’invecchiamento cutaneo

A partire dai 25-30 anni la nostra cute inizia ad invecchiare a causa di due principali fattori: l’avanzare dell’età e l’eccessiva esposizione solare, subendo così una serie di cambiamenti che la portano ad una progressiva perdita di elasticità. Queste modificazioni sono dovute soprattutto alla diminuzione del collagene, il principale componente del tessuto connettivo, e all’alterazione delle fibre elastiche.
Il collagene diminuisce a causa di alterazioni delle cellule del tessuto connettivo, che ne producono in misura minore e per l’aumento dell’attività di alcuni enzimi, dovuto soprattutto all’esposizione ai Raggi Ultravioletti che ne provocano una maggiore degradazione. Tutte queste modificazioni portano ad una riduzione del rinnovamento cellulare determinando l’assottigliamento del derma e la diminuzione dell’effetto tensorio.

Radiofrequenza, come agisce?

Per contrastare i danni provocati dall’invecchiamento cutaneo esiste una vasta possibilità di trattamenti mininvasivi che non determinano lesioni di continuità a carico dell’epidermide e al tempo stesso possono ringiovanire la pelle. Tra questi rientra a pieno titolo la Radiofrequenza, una tecnologia con diverse indicazioni in Medicina Estetica e che si caratterizza per la sua versatilità, efficacia e sicurezza.
Il meccanismo di funzionamento della Radiofrequenza è rappresentato da un’onda elettromagnetica che produce effetti sui tessuti biologici. L’applicazione di questo campo elettrico alternato genera calore all’interno del corpo. L’onda elettromagnetica modifica le cariche elettriche inducendo un aumento controllato della temperatura. Il calore provoca un rimodellamento termico del collagene: si determina una rottura della struttura a tripla elica del collagene, che si contrae e si accorcia, producendo un effetto tensorio e un aumento di consistenza del derma. Il calore svolge inoltre sulle cellule del tessuto connettivo un effetto di stimolo alla produzione di nuove fibre elastiche e collagene.
A seconda della frequenza del campo elettromagnetico, varia la profondità di penetrazione nei tessuti: più bassa è la frequenza maggiore sarà la profondità di penetrazione, che può arrivare anche a 6-8 mm di profondità. 


Quale tipo di trattamento?

In base al tipo di applicatore utilizzato esistono due tipi di Radiofrequenza: resistiva e capacitativa. Nelle Radiofrequenze resistive l’applicatore è posto a diretto contatto con il corpo. Nelle Radiofrequenze capacitative, invece, gli elettrodi sono isolati dal corpo per mezzo di un materiale isolante.
A seconda, invece, del posizionamento degli elettrodi, i generatori di Radiofrequenza vengono poi classificati in monopolari e bipolari. Nel dispositivo monopolare, l’energia è applicata alla cute attraverso un unico elettrodo (+), ma è condotta all’elettrodo di riferimento (-) che rappresenta il secondo polo abitualmente applicato sotto la schiena del Paziente. Poiché questo processo può risultare fastidioso per il Paziente, per limitare il disagio durante il trattamento si applicano specifiche testine vibranti o treni d’onda impulsivi seguiti da impulsi di raffreddamento che limitano la trasmissione del dolore.
Nel dispositivo bipolare, nel manipolo sono presenti contemporaneamente i due elettrodi non necessitando, pertanto, di un elettrodo di riferimento per chiudere il circuito. La corrente erogata ha una distribuzione più controllata all’interno del tessuto rendendo la Radiofrequenza bipolare meno fastidiosa.
Un’altra più recente modalità di trattamento è la Radiofrequenza frazionata, in cui vengono utilizzati una serie di microaghi disposti a coppia che erogano energia direttamente nel derma reticolare. Il riscaldamento termico risulta più mirato e profondo e limitato a microzone, mentre le aree circostanti sono lasciate indenni e rappresentano le parti di tessuto da cui partirà il processo rigenerativo.


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