Alimentazione per vivere a lungo

Autore: Dott. Domenico Tiso

Attenzione alle dimensioni del piatto
Al giorno d’oggi, in cui regna l’abbondanza, anche i piatti sono aumentati di dimensioni. Quelli delle nostre nonne avevano un diametro di 20-25 centimetri; i nostri, quelli che usiamo quotidianamente a casa o al ristorante, misurano 30-35 centimetri di diametro. Pensiamo quindi all’effetto che faranno 100 grammi di spaghetti in un piatto di 25 centimetri oppure in un piatto di 35 centimetri. Nel primo sembreranno molti, troppi alla vista; nel secondo appariranno come una porzione inadatta a sfamarci. L’inganno dei sensi, la vista in questo caso, ci fornirà percezioni differenti secondo le dimensioni del contenitore:

  • piatto piccolo: porzione apparentemente grande - percezione visiva di sazietà - basta mangiare;
  • piatto grande: porzione apparentemente piccola - percezione visiva di fame inappagata - mangiamo ancora.

Quindi, i piatti grandi ci inducono a mangiare di più? Sembra di sì. E noi, per natura, tendiamo a riempire i nostri recipienti senza tener conto della loro misura. E poiché fin da bambini siamo stati abituati a consumare tutta la porzione che abbiamo nel piatto, è probabile che ancora oggi la mangeremo tutta. In definitiva, la vergogna della maleducazione può procurarci danni alla salute. Ecco perché sarebbe buona abitudine porre attenzione al diametro dei piatti: meglio quelli di una volta, se desideriamo ritornare al nostro pesoforma senza sacrifici e con gusto. 

La fretta

Ma i sensi sono ingannati anche da altri fattori, come la fretta. La percezione cronica della mancanza di tempo può peggiorare l’irresponsabilità delle nostre scelte alimentari. Ci sembra di non avere mai tempo, eppure il tempo lo abbiamo ma lo dissipiamo. Ogni giorno, secondo l’ISTAT, dedichiamo più di 4-5 ore al tempo libero, e buona parte di questo lo spendiamo davanti alla televisione. In Italia, il sesso maschile trascorre quasi due ore al giorno davanti alla televisione, mentre le donne 1 ora e mezza. La pubblicità gioca un ruolo di primo piano nel riempimento del nostro tempo libero. 

I bambini

I bambini rappresentano un target molto interessante per il marketing, in quanto una delle priorità del marketing, è proprio quella di “allenarli” a diventare degli ottimi consumatori. Già nel lontano 1957 la rivista Advertising Age sottolineava che i bambini sono alleati ideali per convincere gli adulti all’acquisto di prodotti. E suggeriva: “se volete delle vendite veramente cospicue, servitevi dei bambini come aiuto-commessi”. Eravamo nel 1957.

Verso la consapevolezza

Abbiamo bisogno di riappropriarci della coscienza critica, del buon senso, del tempo. Sì, perché chi ha tempo mangia meglio di chi percepisce di non averne. La consapevolezza è il motore per cambiare il nostro comportamento e mettere in discussione le abitudini errate ed inveterate. Ciò non è facilmente attuabile perché il cambio di abitudini ci sposterà da una zona di “confort” ad una di “disconfort”. E ciò è faticoso, almeno all’inizio. Ma possiamo rendere più agevole questo passaggio lavorando sui momenti quotidiani già “in agenda”. Non abbiamo bisogno di inserire altri impegni, soprattutto se ci “manca” il tempo. Usiamo meglio gli appuntamenti già “programmati”: la colazione, lo spuntino mattutino, il pranzo, la merenda, la cena. E cominciamo a “non saltarli”: è già un decisivo e grande passo verso la salute. Sono 5 momenti al giorno, 1.825 in un anno, circa 20.000 in 10 anni. Quante occasioni, già programmate, per investire in salute!


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