Trapianto di Fegato, attualità e prospettive

Autore: Prof. Salvatore Gruttadauria

I progressi raggiunti nella tecnica chirurgica hanno permesso di codificare una modalità standard di esecuzione per questa complessa operazione 

Il Trapianto di fegato rappresenta la cura di scelta per tutte quelle patologie che esitano in Insufficienza epatica terminale acuta o cronica come anche di un numero limitato di Tumori del fegato, sia primitivi che secondari.
I progressi raggiunti nell’ultimo decennio in Chirurgia, diagnosi precoce e gestione delle complicanze, hanno permesso di codificare una modalità standard di esecuzione per questa complessa operazione che richiede un attento lavoro organizzativo multi-specialistico. Essa prevede, infatti, l’asportazione di un fegato irreversibilmente ammalato, e la sostituzione con un altro fegato sano, intero o parziale a seconda dei casi.

Quando intervenire

Il Trapianto di fegato ha due scopi principali, da un lato il miglioramento dell’aspettativa di vita e dall’altro della qualità di vita del Paziente. Tanto da rappresentare il trattamento standard per l’Insufficienza epatica acuta irreversibile e cronica, con una sopravvivenza a 1 anno riportata dalla maggior parte dei centri, pari a circa l’85-90%.
Le indicazioni al Trapianto, negli ultimi anni, si sono ampliate sensibilmente grazie a metodiche diagnostiche sempre più raffinate, all’introduzione di nuovi immunosoppressori, più efficaci e di minore tossicità, ma soprattutto alla migliore valutazione dei fattori e degli indicatori di rischio.
Le indicazioni per il Trapianto di fegato dipendono dal tipo di malattia epatica e dal rischio di mortalità e morbilità a breve e lungo termine, correlato allo stadio di malattia. In particolare nel nostro Paese, negli ultimi anni, si è assistito a un cambiamento delle indicazioni al Trapianto con una drastica riduzione dei trapianti eseguiti per Cirrosi post infezione da Epatite C, grazie all’azione dei farmaci antivirali recentemente impiegati in questo settore.

La valutazione dei tempi e i possibili candidati

Un ruolo chiave è svolto dal tempo che intercorre tra il Trapianto di fegato e l’inserimento in lista d’attesa. Per quanto riguarda il primo aspetto, è centrale nella valutazione dei candidati la scelta del momento migliore della malattia per effettuare il Trapianto. Non bisogna tuttavia dimenticare che anche nelle migliori condizioni, l’intervento di Trapianto di fegato è gravato da una mortalità precoce (entro il primo anno) del 10-15% e tale dato va comparato con la probabilità di morte del Paziente trattato con terapie mediche convenzionali.
Un’altra indicazione definita per il Trapianto di fegato è rappresentata dalla patologia tumorale, con particolare riferimento ai Tumori primitivi in fase iniziale, quali l’Epatocarcinoma e le metastasi da Tumore neuroendocrino. Più recentemente si stanno considerando per il Trapianto anche alcune patologie neoplastiche secondarie come le metastasi epatiche da Tumore colo-rettale. La candidabilità del Paziente al Trapianto è sempre definita su base individuale. Alcune condizioni vengono però universalmente considerate come controindicazioni assolute, ad esempio la presenza di: Malattie cardiopolmonari che non possono essere corrette prima del trapianto e che comportano un rischio operatorio talmente elevato da ritenersi inaccettabile, neoplasie extraepatiche attive, il consumo di alcol e/o stupefacenti. L’età avanzata non è da considerarsi una controindicazione assoluta per il Trapianto di fegato.


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