Malva, tutte le proprietà

Autore: Dott.ssa Giulia BainiDott. Giorgio CappellucciDott.ssa Anna Rosa Magnano

Oltre alle note proprietà benefiche su intestino e gola, questa umile pianta può vantare molte altre virtù tra cui un’importante azione antimicrobica 

Durante una passeggiata all’aria aperta non è difficile imbattersi in una pianta comune in tutta Italia, che cresce al margine dei campi, lungo le strade e le siepi, nei prati, nei luoghi erbosi dei boschi, dal mare alla regione montana, la Malva. Originaria dell’Europa, dell’Asia e dell’Africa settentrionale, il suo nome scientifico è “Malva sylvestris L.”; si tratta di una delle specie più note e studiate in Fitoterapia. Il nome deriva dal greco “malátto” (io rammollisco) e “malákhe” (emolliente, benevola) in riferimento alle sue principali attività terapeutiche.

Una storia molto antica

Le prime testimonianze storiche dell’utilizzo di questa pianta sono state datate intorno al 3000 a. C., in Siria, successivamente al ritrovamento dei suoi semi tra i denti di un cranio umano fossilizzato. I romani la utilizzavano già nel 700 a.C. come alimento e soprattutto per le sue proprietà lassative.
In Italia, ma più in generale in gran parte della regione mediterranea, “Malva sylvestris L.” gode ancora di un larghissimo impiego popolare, in quanto tutt’oggi utilizzata come espettorante e come collutorio, in caso di gengiviti e di infiammazioni del cavo oro-faringeo.

Dalla pianta ai preparati

“Malva sylvestris L.” appartiene alla famiglia delle Malvaceae, è una specie perenne di aspetto erbaceo. I fiori sono formati rispettivamente da 5 sepali triangolari e da 5 petali bilobati di color rosa-violaceo. Generalmente raggiunge i 60 cm di altezza, ma talvolta può presentare steli che possono arrivare 1,5 m di lunghezza.
La parte essiccata della pianta che contiene i principi attivi e che viene utilizzata per realizzare i preparati fitoterapici, è rappresentata da foglie e fiori, in quanto in essi si riscontra la maggior concentrazione dei principi attivi di interesse fitoterapico, tra i quali spiccano mucillagini, flavonoidi e antociani (soprattutto nei fiori), complessi vitaminici A, B e C, carotene, ossalati di calcio e potassio.
Le mucillagini sono uno dei principali componenti responsabili degli effetti terapeutici della malva e se ne ritrovano elevate percentuali in foglie, fiori e radici. Queste sono costituite principalmente da acido glucuronico, galatturonico, uronico, ramnosio, galattosio, fruttosio, glucosio e saccarosio.

Proprietà emollienti e non solo

Un importantissimo parametro necessario per la determinazione della qualità della parte essiccata è rappresentato dall’indice di rigonfiamento: questo è definito da un valore che rappresenta la quantità di acqua che un campione di parte essiccata riesce ad assorbire nell’unità di tempo. In termini più semplici, il campione viene messo a contatto con acqua per un certo periodo; al termine del lasso temporale, viene calcolato l’aumento di volume della droga che sarà tanto maggiore quanto la sua capacità di assorbire l’acqua. A tal proposito la Farmacopea Europea prescrive un indice di rigonfiamento non inferiore a 7 per le foglie di Malva e non inferiore a 20 per i fiori. Quest’ultimo è un valore davvero elevato, a conferma delle ottime proprietà lassativo-emollienti di cui gode la specie e che ne testimonia il suo largo utilizzo. Tra le molteplici proprietà attribuite alle preparazioni a base di Malva, le principali sono la regolarizzazione del transito intestinale, la fluidificazione delle secrezioni bronchiali e gli effetti antinfiammatori che esercita sul cavo orofaringeo. Questi effetti sono prettamente dovuti all’abbondante presenza di mucillagini che, grazie alle loro proprietà idrofile e osmotiche, sono in grado di trasportare discreti volumi di acqua, determinando gli effetti emollienti e lenitivi.


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