Autore: Dott.ssa Manuela Navacci

Fonte di iodio e fibre

Il Sedano è ricco di iodio che stimola la tiroide, velocizzando così il metabolismo. L’azione sui grassi ematici è probabilmente dovuta anche alla presenza di fibre che riducono l’assorbimento dei grassi ingeriti con la dieta.
Altra interessante virtù del Sedano è quella di proteggere l’apparato gastrointestinale: è stato infatti osservato, su campioni animali, che il consumo del Sedano può modulare l’acidità gastrica, proteggendo la mucosa, con conseguenti benefici in caso di Gastrite ed Ulcere.
Nota anche l’attività digestiva, grazie alla sua azione di stimolo sulla motilità gastrica. Meno univoca la posizione degli scienziati sull’azione del Sedano sul sistema nervoso centrale: secondo alcuni infatti il consumo sistematico di questo ortaggio potrebbe agire come blando antidepressivo e ansiolitico ma, come detto, su questo punto non ci sono testi concordanti. Vero è che il sistema nervoso può giovare dell’azione rimineralizzante del Sedano.

Utile in menopausa

L’azione dei fitoestrogeni presenti in questo ortaggio rende il consumo di Sedano utile durante la menopausa. Secondo alcuni studi, poi, avrebbe capacità di stimolare l’attività delle ghiandole surrenali e sessuali, grazie alla presenza di ormoni steroidi Delta-16.

Uso in erboristeria

In erboristeria, del Sedano, si usano anche le foglie, le radici e i semi.
In particolare i semi, somiglianti a quelli del Cumino, hanno effetti simili ai semi di Finocchio sulla digestione e sulla riduzione dei gas intestinali. Con i semi di Sedano si può inoltre preparare un infuso rilassante e antistress.
L’olio essenziale ricavato dal Sedano è utile contro Artrite e Gotta, grazie alle sue proprietà antidolorifiche e antinfiammatorie.

In cucina

Sarebbe riduttivo utilizzare il Sedano solo per le sue virtù salutistiche perché... è anche buono! È infatti elemento indispensabile, insieme a cipolle e carote, del classico soffritto per il sugo, per la preparazione di minestre, insalate, brodi. Non c’è piatto che non giovi della presenza del Sedano, dalla carne al pesce, dai formaggi ai legumi ai cereali. In questi piatti se ne usano quasi esclusivamente le coste più croccanti, eliminando le foglie, che però sono base ottimale per un pesto, in abbinamento a frutta secca e parmigiano. Anche affiancato ad altri ortaggi ne esalta il gusto, dal classico abbinamento con carote e cipolle, a quella con i finocchi, i peperoni e i pomodori, senza dimenticare la buona abitudine di iniziare il pasto con delle crudités di verdure che aiutano a modulare la risposta immunitaria. Non dimentichiamo poi che consumare fibre prima di iniziare un pasto aiuta a ridurre l’appetito e l’impatto glicemico del pasto stesso, con azione positiva sulla glicemia e sulla linea. Il cibo cotto, infatti, induce una lieve attivazione dei leucociti (leucocitosi digestiva), che l’assunzione di verdura cruda (non solo il Sedano) tendono a mitigare. A proposito di linea, come accennato all’inizio dell’articolo, il Sedano è ingrediente base di molti frullati detox, ai quali conferisce un sapore molto netto che può essere mitigato dalla dolcezza della mela o del kiwi o dalla piccantezza dello zenzero.

Sedano Rapa, dolce e delicato

Il Sedano Rapa, o Sedano di Verona, poco conosciuto nel nostro Paese, di cui viene consumata la radice, ha un sapore dolce e delicato e si caratterizza per la forma tondeggiante e tozza e per la polpa bianca e turgida. Questa varietà di Sedano ha la caratteristica di conservarsi a lungo dopo la raccolta, sembra anzi che la conservazione in luogo buio e asciutto, anche per diversi mesi, ne migliori le caratteristiche organolettiche. La consistenza molto compatta di questa varietà la rende adatta a sostituire un altro tubero, la patata, nelle ricette “low carb”. Il Sedano Rapa viene infatti utilizzato in ricette della cucina chetogenica per preparare “finte” patate al forno e purè.


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