U.O.C. di Cardiologia, Ospedale Garibaldi-Nesima ARNAS “Garibaldi”
U.O.C. Cardiologia Utic ed Emodinamica P.O. S. Antonio Abate - Trapani - Catania
S.C. Cardiologia Utic Ospedale S. Giovanni Bosco - Napoli
U.O.C Cardiologia Ospedale San Camillo - Roma
I dati del Ministero della Salute mostrano come le Malattie cardiovascolari rappresentino ancor oggi la prima causa di morte in Italia. Ogni anno sono responsabili di quasi il 35% del totale dei decessi nel nostro Paese, percentuale che varia in base al sesso: 31,7% negli uomini e 37,9% nelle donne. Tra queste, la Cardiopatia ischemica coinvolge oltre il 10% del totale dei casi che si registrano.
Infarto, quale prevenzione?
Se è vero che è molto difficile, se non impossibile, prevedere il momento in cui può verificarsi un Infarto al cuore, è pur vero che è possibile prevenirlo seguendo uno stile di vita sano minimizzando o, ancor meglio, eliminando alcuni “fattori di rischio” che svolgono un ruolo importantissimo per lo sviluppo di un Infarto.
Il cuore è il muscolo più importante del nostro corpo; il suo funzionamento è imprescindibile alla nostra sopravvivenza. Si calcola che, nel corso della vita di ognuno, il cuore batta in media oltre 3 miliardi di volte. L’azione di pompa del nostro cuore, pur svolgendosi in modo involontario e indipendente dal nostro controllo, è di fondamentale rilevanza e va salvaguardata prendendosene cura nella vita di tutti i giorni.
Controllare i fattori di rischio
Per prevenire un Infarto possiamo agire controllando i cosiddetti fattori di rischio definiti “modificabili”, in particolare seguendo queste indicazioni:
• evitare/abolire l’abitudine del fumo;
• evitare o ridurre il consumo di alcolici;
• svolgere frequente attività fisica;
• seguire una sana alimentazione;
• controllare e mantenere nei limiti la pressione sanguigna e i valori del colesterolo;
• monitorare e mantenere nei limiti il peso corporeo.
Lo stile di vita
Condurre uno stile di vita sano è il miglior deterrente per evitare o prevenire le più importanti malattie di cuore. Una vita sedentaria è sinonimo di scarsa attività fisica, che incide inevitabilmente sul peso corporeo e sui valori di colesterolo e trigliceridi che rappresentano la principale causa di Infarto cardiaco.
Il consumo di alcolici e il fumo vengono considerate altre cause primarie di attacchi cardiaci. Per questa ragione, si consiglia di eliminare o ridurre sensibilmente l’utilizzo di alcool e ai fumatori di smettere immediatamente di fumare. È dunque buona norma tenersi in forma con il movimento: è sufficiente anche una camminata veloce di 20-30 minuti al giorno, senza dover necessariamente iscriversi in palestra o svolgere attività agonistica. Coloro che svolgono regolare attività fisica presentano una salute cardiovascolare migliore, riducendo così i rischi di un Infarto. Oltre a fare movimento, monitorare costantemente il peso corporeo permette di contrastare i disturbi legati all’obesità (altro fattore di rischio). In tal senso, è fondamentale seguire un’alimentazione che preveda un consumo moderato di carni rosse, evitando possibilmente condimenti non necessari, cibi grassi, fritti e dolci, ai quali preferire: pesce, carni bianche/magre, legumi, cereali e vegetali.

I controlli periodici
Tenersi in forma, ma non solo: è importante controllare la pressione sanguigna e sottoporsi periodicamente agli esami del sangue per monitorare il valore del colesterolo cosiddetto “cattivo”, meglio noto come colesterolo-LDL, il cui target terapeutico da raggiungere rappresenta il maggiore obiettivo delle terapie ipocolesterolemizzanti. Chi soffre, infatti, di Ipertensione arteriosa o di Ipercolesterolemia ha una maggiore probabilità di sviluppare l’Aterosclerosi e quindi l’Infarto miocardico. Tra i soggetti più a rischio ci sono i diabetici poiché l’eccessiva presenza di glucosio nel sangue danneggia le arterie, favorendo di fatto la comparsa dell’Arteriosclerosi. Senza dimenticare che il Diabete è spesso accompagnato dalla presenza di Ipertensione arteriosa e la macro- e micro-Angiopatia diabetica.
I fattori non modificabili
Oltre ai fattori modificabili, ce ne sono altri definiti “non modificabili” perché indipendenti dal comportamento della persona. Si tratta cioè di condizioni che non possono essere contrastate e includono:
• l’età, perché i casi di Malattie cardiovascolari aumentano al sopravanzare dell’età;
• il sesso, perché, soprattutto in età non avanzata, le donne sono meno a rischio degli uomini, anche se questa disparità si annulla al sopraggiungimento della menopausa;
• la familiarità, perché i livelli di colesterolo nel sangue, così come l’Ipertensione, potrebbero essere ereditati geneticamente.
La visita cardiologica
La prevenzione dell’Infarto passa anche per un monitoraggio costante del proprio rischio cardiovascolare, soprattutto dopo i 40 anni. È proprio a questa età, anche in assenza di campanelli d’allarme, che è consigliato sottoporsi ad una visita cardiologica con esami ematochimici di routine, ad Elettrocardiogramma e, se necessario, ad un Ecocardiogramma e un Ecocolordoppler dei tronchi sopraortici, o eventualmente anche ad altri esami di approfondimento specialistico (Scintigrafia miocardica, ECG Holter delle 24 ore, CoroTC e/o la Coronarografia) secondo il giudizio esperto del Cardiologo di fiducia.
