Dipartimento di Patologia Umana e dell’età evolutiva “Gaetano Barresi” UOC di Urologia - Università degli Studi di Messina SIU (Società Italiana di Urologia)
Causate dalla crescita incontrollata di cellule che determinano la formazione di una massa nel tessuto del rene, deputato a svolgere la funzione renale, le Neoplasie maligne del rene rappresentano il 2-3% di tutti i Tumori solidi e si riscontrano più frequentemente nel sesso maschile con un rapporto pari a 2 a 1 rispetto al sesso femminile.
Nell’uomo i Tumori del rene costituiscono il 5% di tutti i Tumori solidi e rappresentano per frequenza la sesta Neoplasia. Nel sesso femminile costituiscono il 3% di tutti i Tumori solidi e rappresentano per ordine di frequenza la decima Neoplasia. Il Tumore del rene si riscontra più frequentemente tra la quinta e la settima decade di vita.
L’aumento dei casi
Nel corso degli ultimi vent’anni si è assistito ad un continuo incremento dell’incidenza di tale Neoplasia (nell’ordine di circa il 2% su base annua) principalmente come conseguenza dell’aumento delle diagnosi incidentali effettuate in corso di esami radiologici (ecografia addominale e/o tomografia assiale computerizzata TAC), eseguiti per altri motivi. Più raramente le Neoplasie renali possono essere diagnosticate a seguito della comparsa di segni o sintomi quali la presenza di sangue nelle urine, il dolore al fianco e il riscontro di una massa palpabile a livello del fianco. Inoltre, i Pazienti la cui diagnosi viene effettuata in una fase avanzata di malattia possono presentare un quadro sintomatologico legato alla presenza di metastasi a distanza (dolore osseo, tosse persistente, sindromi paraneoplastiche, anemia, importante perdita di peso corporeo). L’incremento del numero di Tumori del rene diagnosticati in fase asintomatica e in maniera incidentale si è associato ad un incremento del numero di Tumori diagnosticati in una fase precoce, di piccole dimensioni, a migliore prognosi e, soprattutto, suscettibili di un trattamento chirurgico conservativo che prevede l’asportazione della sola Neoplasia e la preservazione della quota rimanente di tessuto renale sano. Tuttavia, ancora oggi una quota pari al 20% di tutti i Tumori del rene viene diagnosticata all’esordio in fase già avanzata con la presenza di metastasi a distanza. Le localizzazioni più comuni delle metastasi di Tumore del rene sono polmone, ossa, linfonodi locoregionali, fegato, ghiandole surrenali ed encefalo.
Quanto è frequente
La frequenza e la mortalità del Tumore del rene varia in maniera significativa nelle diverse parti del mondo in relazione ad una serie di fattori ambientali e comportamentali. In Italia, nel 2020 sono stati registrati 12.306 nuovi casi di Tumore del rene, di cui 7.640 nel sesso maschile e 4.666 in quello femminile. Nello stesso anno i dati del “Global Cancer Observatory” attribuiscono a questa neoplasia circa 4.200 decessi, con tassi di mortalità che sono rimasti sostanzialmente sovrapponibili nell’ultimo decennio.
Il Nord America, l’Europa e l’Australia sono i continenti in cui i Tumori maligni del rene sono più frequenti. I dati europei indicano che nel 2020 sono stati registrati circa 138.000 nuovi casi di Tumori del rene con tassi d’incidenza più elevati soprattutto nelle regioni baltiche e nell’Europa dell’est. Su un totale di 54.054 decessi riportati in Europa, i tassi più elevati di mortalità sono stati osservati in Lituania, Repubblica Ceca, Lettonia ed Estonia. Il Nord America registra la più alta incidenza di Tumore renale del mondo, con un tasso standardizzato per età di 12.2 per 100.000 abitanti e con dati d’incidenza e mortalità stimati al 2022 di 79.000 nuovi casi e 13.920 decessi.
Le diverse tipologie
I Tumori renali maligni costituiscono sul piano istologico un insieme di diverse tipologie con diversa frequenza e andamento prognostico. Le tipologie di più frequente riscontro sono rappresentati dal Carcinoma renale a cellule chiare (70-80% dei casi), dal Carcinoma papillare (10-15% dei casi) e dal Carcinoma cromofobo (5% dei casi). I Carcinomi della midollare del rene ed i Carcinomi dei dotti di Bellini costituiscono le varianti più aggressive e a prognosi peggiore. Al contrario, nel corso degli ultimi anni, gli Oncocitomi del rene sono stati riclassificati tra le Neoplasie ad andamento benigno, essendo stati riportati nel mondo solo eccezionali casi di metastasi dovuti a questa particolare tipologia.

Fattori di rischio
L’obesità, l’Ipertensione arteriosa e il fumo di sigaretta sono i principali fattori di rischio dei Tumori del rene. Altri fattori di rischio possono essere legati all’esposizione occupazionale (cadmio, arsenico, amianto), all’assunzione prolungata di anti-infiammatori (FANS) e all’esposizione ambientale alle radiazioni ionizzanti. Sebbene la maggior parte delle Neoplasie maligne sia sporadica, nel 4-6% dei casi queste Neoplasie possono avere un’origine genetica, ereditaria. In genere le Neoplasie renali a carattere ereditario si caratterizzano per una elevata probabilità di essere multiple e bilaterali. Altri fattori di rischio che determinano un aumento del rischio di Neoplasie del rene sono il Diabete mellito di tipo 2, l’utilizzo di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), l’Infezione da virus dell’epatite B e C, la Sindrome metabolica (costituita dall’aumento dell’indice di massa corporea, alti livelli di colesterolo LDL e trigliceridi, insulino-resistenza, Ipertensione arteriosa e bassi livelli di colesterolo HDL), le Malattie renali croniche e l’assunzione dei nitriti derivanti dalla lavorazione della carne. In particolare, quest’ultima associazione è stata rilevata quasi esclusivamente negli individui di sesso femminile mentre non sembra essere presente nel sesso maschile.
Obesità
Sovrappeso e obesità sono comunemente collegati allo sviluppo di diversi tipi di Neoplasie, inclusi i Tumori del rene. I dati forniti dal “World Cancer Research Fund” (WCRF) hanno evidenziato un aumento del 30% di rischio di Tumore renale per ogni aumento di 5 kg/m2 del peso corporeo. Inoltre, è stato documentato un aumento del rischio dell’11% per ogni aumento di 10 cm della circonferenza vita e del 26% per ogni aumento di 0,1 unità di rapporto vita-fianchi. I meccanismi biologici che stanno alla base di questa associazione sono al momento ancora poco chiari, sebbene studi recenti suggeriscano un potenziale ruolo degli ormoni circolanti quali l’insulina e le adipochine.
Ipertensione arteriosa
Un altro fattore di rischio riconosciuto per i Tumori del rene è l’Ipertensione arteriosa. Diversi studi hanno dimostrato un’associazione tra valori elevati di pressione arteriosa e aumento del 67% di rischio di Tumore del rene. In particolare, ogni aumento di 10mmHg della pressione arteriosa è associato ad un aumento del 10-22% di rischio di sviluppare tale Neoplasia. Tale rischio sembrerebbe essere indipendente dall’assunzione di farmaci antipertensivi o diuretici. Tuttavia, anche i meccanismi biologici alla base di questa potenziale correlazione rimangono ancora poco chiari.
Fumo di sigaretta
È un noto fattore di rischio dei Tumori del rene. I fumatori hanno rispetto ai non fumatori un rischio di sviluppare un Tumore del rene che è aumentato di circa il 52%. Tale incremento è ridotto al 25% se si considera la categoria degli ex fumatori. L’effetto del fumo di sigaretta sull’insorgenza dei Tumori del rene sembra essere legato al sesso e alla quantità di tabacco quotidianamente consumato. Inoltre, alcuni autori hanno osservato una minore sopravvivenza nei Pazienti fumatori.
Alimentazione
I dati attualmente disponibili non permettono di stabilire una conclusione soddisfacente sull’influenza della alimentazione nello sviluppo del Tumore renale. Tuttavia, un’alimentazione prevalentemente ricca in proteine e povera di fibre vegetali potrebbe comportare un incremento del rischio di sviluppare un Tumore del rene.
Quale prevenzione
Sebbene non vi siano delle misure mirate in maniera specifica ad una prevenzione delle Neoplasie del rene, è innegabile che opportuni interventi sullo stile di vita e sull’alimentazione possano giocare un ruolo positivo nel ridurre il rischio di sviluppare questa Neoplasia soprattutto attraverso un intervento indiretto sui fattori di rischio precedentemente indicati.
Pertanto, interventi finalizzati a ridurre o eliminare il fumo di sigaretta così come interventi finalizzati a favorire un’appropriata attività fisica sono misure preventive da sostenere e divulgare tra la popolazione generale. Infatti, una corretta e costante attività fisica può essere essenziale a ridurre l’incremento del peso corporeo così come a proteggere dall’Ipertensione arteriosa.
Interventi in ambito alimentare finalizzati a ridurre l’assunzione di proteine derivanti da carni rosse a favore di carni bianche, pesce, frutta e verdura possono giocare un ruolo altrettanto importante. Al momento attuale non sono disponibili specifici marcatori tumorali per le Neoplasie renali. Sebbene siano stati studiati numerosi biomarcatori sierici e urinari, al momento attuale nessuno di questi ha fornito risultati interessanti per una sua routinaria applicazione nella pratica clinica.
Tra le metodiche d’immagine, l’ecografia addominale, in quanto esame non invasivo e dal costo contenuto, rappresenta ad oggi uno strumento idoneo a consentire una precoce identificazione delle Neoplasie renali. Tuttavia, a causa dell’alta variabilità inter-operatore e della sua bassa sensibilità per la rilevazione di piccole neoformazioni renali, ancora oggi, non emergono dati affidabili che giustifichino un programma di screening ecografico per la popolazione generale.
