Dott. Angelo Zullo
U.O.C. Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva
Ospedale Nuovo Regina Margherita-Roma
Associazione Italiana Gastroenterologi ed Endoscopisti digestivi Ospedalieri (AIGO)

“Dottore, mi deve aiutare: ho una brutta Gastrite!” “Signora, che sintomi ha?” “Ho sempre bruciore e acidità fino alla gola” “Quindi, Signora, lei ha problemi di Reflusso gastroesofageo, non di Gastrite.” “No, no! Il mio Medico mi ha toccato qui sullo stomaco e ha detto che ho una brutta Gastrite!” Quante volte un Gastroenterologo viene interpellato con questo quesito... Cerchiamo allora di fare un po’ di chiarezza.

Che cos’è la Gastrite

Si tratta di un’infiammazione della mucosa gastrica che può essere diagnosticata solo attraverso una gastroscopia accompagnata da adeguate biopsie allo stomaco. In pratica, la diagnosi di Gastrite è istologica, si basa cioè sull’analisi microscopica dei tessuti, in quanto all’osservazione endoscopica la mucosa gastrica può apparire normale. Pertanto, non è possibile fare una diagnosi clinica di Gastrite, cioè semplicemente visitando il Paziente.

Può diventare cronica

Per quanto esistano forme acute, alcune Gastriti diventano croniche. Questa infiammazione può rimanere totalmente silente o dare sintomi che, complessivamente, si definiscono con il termine di “dispepsia” (cattiva digestione). I sintomi sono sostanzialmente di due tipi: dolore o fitta nella parte alta dell’addome, subito al disotto dello sterno, prevalentemente a digiuno, che tende a migliorare con l’assunzione di cibo (“... ogni tanto devo mangiare qualcosa altrimenti questo dolore non mi lascia in pace”, questo riferisce il Paziente) oppure, nell’altra forma, si ha la sensazione di sazietà precoce (“...mi viene un peso o una stretta proprio qui nello stomaco tanto da non riuscire a finire neanche un pasto”). Questo dipende dal tipo di alterazione della secrezione dell’acido nello stomaco, causato dalle diverse forme di Gastrite, alcune delle quali determinano un incremento dell’acidità gastrica, mentre altre addirittura una marcata riduzione e questo comporta terapie e accorgimenti dietetici differenti.

L’ABC delle Gastriti

Le Gastriti croniche più frequenti possono essere descritte con l’ABC delle Gastriti, dove A sta per autoimmune, B per batterica e C per chimica. La Gastrite autoimmune è poco diffusa e colpisce circa il 3-9% della popolazione. Si tratta una Gastrite cronica causata da un processo autoimmunitario irreversibile, simile alla Tiroidite autoimmune con la quale peraltro si associa frequentemente, innescato da una causa non nota. La Gastrite autoimmune determina un aumentato rischio di sviluppare Tumori neuroendocrini e Cancro nello stomaco, che fortunatamente si verificano solo in una piccola percentuale di Pazienti. La Gastrite batterica rappresenta di gran lunga la forma di Gastrite cronica più frequente ed è causata dall’Infezione da “Helicobacter pylori”. L’infezione si contrae in genere in età pediatrica o adolescenziale e persiste per tutta la vita, se non adeguatamente curata con specifici schemi di terapie antibiotiche di cui oggi disponiamo. Questa forma di Gastrite espone il Paziente al rischio di insorgenza di Ulcera (gastrica o duodenale), di Carcinoma e di Linfoma dello stomaco. Le Gastriti chimiche sono causate principalmente dai farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS), usati prevalentemente per i dolori osteoarticolari o come prevenzione cardiovascolare. Per i soggetti con più di 65 anni di età che assumono questi farmaci è prevista la contemporanea assunzione di gastroprotettori in grado di contrastare l’insorgenza di Gastrite erosiva e di Ulcere. Altre cause di Gastrite chimica sono l’eccessiva e reiterata assunzione di alcol e il Reflusso di bile nello stomaco (la cosiddetta Gastrite biliare).

Quale regime alimentare?

Per quanto concerne la dieta, non sono noti alimenti che possono causare una Gastrite cronica, escludendo il consumo eccessivo e ripetuto di alcol (etilismo). Quindi, l’assunto molto diffuso che “mangiare spesso i panini o mangiare a mensa causi la Gastrite” non ha alcuna giustificazione scientifica. Tuttavia, esistono alcuni alimenti e abitudini voluttuarie che possono aggravare i sintomi legati alla infiammazione della mucosa gastrica. L’eccessivo consumo di caffè (caffeina), così come il fumo di sigaretta (nicotina), fa aumentare la secrezione acida nello stomaco che causa un aggravamento dei sintomi in chi è affetto da Gastrite e soffre già di dolore allo stomaco a digiuno. Lo stesso si verifica con l’eccessivo consumo di cioccolata (teobromina) o cibi molto speziati che stimolano la secrezione dell’acido gastrico. I cibi molto grassi o il bere vino in eccesso, invece, determinano un rallentamento dello svuotamento gastrico per cui gli alimenti rimangono più a lungo nello stomaco, causando sensazione di nausea e ripienezza, risultando particolarmente indigesti a chi già soffre di digestione lenta o difficoltosa legata a una Gastrite cronica. Il ruolo di alcune bibite, molto consumate dai giovani e giovanissimi, che può causare sintomi dispeptici viene spesso trascurato. È noto che in una lattina di cola è contenuta una quantità di caffeina pari a mezza tazzina di caffè, oltre a sostanze molto acide (acido ortofosforico) e anidride carbonica che stimola eruttazioni, un mix non proprio benefico per i Pazienti con Gastrite cronica.

Il ruolo dell’acido ascorbico

D’altra parte, non ci sono alimenti che siano in grado di far guarire le Gastriti. In alcune forme di Gastrite autoimmune con marcata riduzione della secrezione acida gastrica, tuttavia, l’assunzione di vitamina C (acido ascorbico) con la frutta fresca o spremute può risultare utile a migliorare i sintomi dispeptici, oltre a essere un antiossidante potenzialmente efficace nel contrastare l’evoluzione del processo infiammatorio. Infatti, nei Pazienti con Gastrite cronica atrofica, si verifica una netta riduzione della normale secrezione di acido ascorbico nel succo gastrico.

La prevenzione dell’Infezione da Helicobacter pylori

Esistono comportamenti e stili di vita utili per prevenire la Gastrite batterica da Helicobacter pylori che, come si è detto, rappresenta la forma più comune di Gastrite cronica. La trasmissione di questa infezione avviene principalmente per via oro-fecale, vale a dire attraverso l’ingestione di alimenti, particolarmente verdure e ortaggi, contaminati da feci umane e non adeguatamente lavate. Inoltre, nei Paesi dove l’acqua non viene clorata o può essere contaminata da acqua di pozzi, esiste il rischio di contrarre l’Infezione da Helicobacter pylori anche utilizzando l’acqua della rete di distribuzione. Questo è stato dimostrato in alcuni paesi dell’America Latina e in altri africani e asiatici in via di sviluppo. Pertanto, è consigliabile adottare misure preventive quando si viaggia in tali aree geografiche.

Se la Gastrite cronica viene trascurata

Il processo infiammatorio tende a evolvere nel tempo, in genere di anni, portando a un progressivo “assottigliamento” della mucosa gastrica (atrofia) e alla sostituzione delle normali ghiandole gastriche con ghiandole di tipo intestinale (metaplasia intestinale) che non producono più il normale acido cloridrico, ma muco. Quando queste due condizioni (atrofia e metaplasia) si estendono a tutta la mucosa gastrica, come avviene in meno del 10% di tutti i Pazienti con Gastrite cronica, vi è una predisposizione all’insorgenza di neoplasie nello stomaco. Pertanto, solo i Pazienti con Gastrite cronica evoluta in atrofia o metaplasia intestinale diffusa in gran parte dello stomaco necessitano di controlli con gastroscopia ogni 3 anni per identificare precocemente l’eventuale sviluppo di lesioni neoplastiche che, nelle forme iniziali, possono essere rimosse in endoscopia. D’altra parte, i Pazienti con Gastrite cronica ma senza atrofia e metaplasia estesa non necessitano di controlli endoscopici. Non è mai inopportuno ricordare che il fumo di sigaretta, oltre a aumentare il rischio di numerose neoplasie (polmoni, laringe, pancreas, esofago e vescica), rappresenta un fattore di rischio indipendente anche per il Cancro gastrico, particolarmente nei Pazienti che soffrono già di Gastrite cronica con atrofia o metaplasia intestinale. In sintesi, possiamo concludere che le Gastriti croniche più frequenti si possono descrivere con l’ABC delle Gastriti, alcune delle quali sono curabili (Gastrite da H. pylori e da farmaci anti-infiammatori) mentre per altre (Gastrite autoimmune) non ci sono terapie risolutive. Solo le Gastriti croniche che evolvono in atrofia e metaplasia necessitano di controlli endoscopici cadenzati.

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