Prof.ssa Annunziata Dattola
Professore Associato di Dermatologia Clinica Dermatologica
Università La Sapienza di Roma

La pelle è l’organo più esteso del corpo umano, rappresenta infatti la prima barriera di protezione contro l’ambiente e gli agenti esterni. Oltre a essere una barriera fisica, è anche un organo immunologicamente attivo, che partecipa alla risposta innata e adattativa del sistema immunitario. Proprio per questo, è anche uno dei primi sistemi a risentire dei cambiamenti climatici e delle variazioni stagionali: temperature estreme, umidità, vento e raggi ultravioletti possono influenzare notevolmente lo stato di salute della pelle, causando o aggravando diverse condizioni dermatologiche.

Conseguenze sulla pelle dell’inquinamento

L’esposizione all’ambiente urbano, e in particolare all’inquinamento atmosferico, compromette l’integrità dell’epitelio cutaneo e delle mucose, aumentando infatti l’incidenza di patologie allergiche e infiammatorie. I principali inquinanti chimici coinvolti sono: ozono, particolato sottile, gas serra e ossidi di azoto. Questi inquinanti fanno parte del cosiddetto “esposoma”, ossia l’insieme degli stimoli ambientali che entrano in contatto con il corpo e sono stati collegati sia all’insorgenza che al peggioramento di malattie cutanee, in particolare della Dermatite atopica. Tutto questo è dovuto al fatto che le molecole inquinanti, a seguito del difetto di barriera, riescono a penetrare lo strato corneo ed a raggiungere il derma per via sistemica attraverso la circolazione sanguigna. Questo si traduce in una risposta infiammatoria che può attivare condizioni dermatologiche come: Dermatite atopica, Rosacea, Psoriasi e anche invecchiamento cutaneo precoce.

Ruolo del microbioma cutaneo e sua possibile alterazione

La nostra pelle possiede un microbioma diversificato che svolge un ruolo fondamentale come parte del sistema immunitario e fornisce protezione contro i microrganismi patogeni. Nonostante l’esposizione costante all’ambiente esterno, il microbioma cutaneo tende a rimanere stabile nel tempo. Tuttavia, i cambiamenti climatici potrebbero alterare l’equilibrio del microbioma cutaneo, soprattutto nel contesto del riscaldamento globale. Le emissioni di gas serra hanno già determinato un aumento di 1,2°C delle temperature globali rispetto ai livelli preindustriali. L’aumento delle temperature, conseguente al riscaldamento globale, potrebbe disturbare il microbioma cutaneo, influenzando così anche l’incidenza di malattie dermatologiche. L’aumento della temperatura e dell’umidità è stato associato a una crescita complessiva dei batteri e miceti sulla pelle che sono responsabili di diverse condizioni dermatologiche.

Surriscaldamento e termoregolazione

La pelle gioca un ruolo fondamentale nella termoregolazione, grazie alla vasoreattività e alla produzione di sudore da parte delle ghiandole eccrine. In caso di surriscaldamento, la vasodilatazione favorisce la dispersione del calore dalla superficie cutanea, mentre la sudorazione permette il raffreddamento per evaporazione. Patologie dermatologiche, come ad esempio le Ittiosi congenite, sono frequentemente associate a ipo- o anidrosi, a causa dell’ostruzione dei dotti delle ghiandole eccrine.

Nei mesi invernali

Durante i mesi invernali, le basse temperature e l’aria secca (sia all’esterno che negli ambienti riscaldati artificialmente) riducono l’umidità cutanea. Questo può determinare condizioni come: Xerosi (pelle secca), prurito, Dermatiti irritative, peggioramento di patologie come Eczema atopico o Psoriasi. Le labbra e le mani sono particolarmente vulnerabili. Una corretta idratazione e l’uso di creme barriera aiutano a proteggere la pelle in inverno.

In estate

L’estate porta con sé un’altra serie di sfide per la pelle. Il calore eccessivo e l’aumento della sudorazione possono contribuire allo sviluppo di Acne, Follicolite, Miliaria, nota anche come “sudamina”, infezioni fungine come la Tinea, la Pitiriasi versicolor o le Candidosi, Dermatiti da sudore o da contatto. Inoltre, la maggiore esposizione ai raggi UV può provocare scottature solari, Iperpigmentazioni, come il Melasma, Fotoinvecchiamento precoce e l’aumento del rischio di Tumori cutanei, come il Carcinoma basocellulare o il Melanoma.

Nei cambi di stagione

Anche i cambi di stagione possono rappresentare momenti critici per chi ha la pelle sensibile. Durante la primavera e l’autunno, si può assistere a: reazioni allergiche cutanee (legate ai pollini o ad agenti atmosferici), peggioramento di Rosacea e Couperose, fluttuazioni nel microbiota cutaneo, con alterazioni della barriera cutanea.

Quale prevenzione?

La prevenzione resta lo strumento più efficace, in particolare si consiglia di utilizzare fotoprotettori tutto l’anno sulle aree foto-esposte al sole, e adattare la routine cosmetica alle stagioni (più ricca in inverno, più leggera in estate), mantenere una buona idratazione, proteggersi dagli sbalzi di temperatura e rivolgersi a un Dermatologo in caso di sintomi persistenti o problematici. L’esposizione prolungata a temperature elevate e a radiazioni ultraviolette potenziate aumenta significativamente il rischio di scottature, invecchiamento precoce della pelle e Tumori cutanei. Un ulteriore fattore aggravante è la diminuzione dello strato di ozono: si stima che per ogni riduzione dell’1% dello spessore dell’ozono, vi sia un aumento dell’1-2% dei casi di Melanoma, fino al 4,6% dei Carcinomi squamocellulari e al 2,7% dei Carcinomi basocellulari. Anche il freddo estremo può essere pericoloso. Non è solo il caldo a rappresentare una minaccia per la salute: anche le temperature rigide hanno un impatto significativo. In Cina, è stato registrato un aumento del 160% delle visite per Dermatite atopica quando la temperatura scende al di sotto dello zero, rispetto alla temperatura considerata ottimale di 22,8°C. In Giappone, uno studio condotto su oltre 100.000 bambini ha evidenziato che una bassa pressione di vapore atmosferico può aumentare del 26% il rischio di sviluppare Dermatite atopica nei primi tre anni di vita. Il clima influisce profondamente sulla salute della pelle. Essere consapevoli di come le condizioni ambientali influenzano la nostra cute permette di adottare strategie preventive efficaci e di ridurre il rischio di problemi dermatologici.                                                                                                 



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