Dott. Gianluca Gandini
U.O. Otorinolaringoiatria Ospedale Guglielmo da Saliceto Piacenza
Direttore Prof. Domenico Cuda

Il russamento è definito come la produzione di suoni dovuta alla vibrazione delle strutture respiratorie del tratto aero-digestivo superiore (bocca, lingua, labbra, gola, laringe e organo della voce) durante il sonno. Il russamento semplice, non accompagnato da sonnolenza diurna e affaticamento o da Apnea ostruttiva notturna (OSAS), è chiamato russamento primario. Il russamento semplice è noto anche come russamento non apneico.

Fattori di rischio

Per il russamento i fattori di rischio comprendono: congestione nasale, ostruzione/infiammazione delle vie aeree superiori, aumento dell’indice di massa corporea, sesso maschile o assunzione di alcol, droghe o tabacco. La sua incidenza varia tra il 2% e l’85%.

Disturbi respiratori

Tra i disturbi respiratori ostruttivi del sonno, correlati al russamento, secondo la AASM, “American Academy of Sleep Medicine”, si riconoscono tre tipi di eventi respiratori correlati: le Apnee, definite come una interruzione completa o quasi del respiro per almeno 10 secondi, associata spesso a risveglio; le Ipopnee, caratterizzate da una riduzione parziale del respiro associata ad una desaturazione di ossigeno del 3-4% della linea base o a risveglio (arousal); le Rera (Respiratory effort related arousal), cioè una riduzione del flusso di aria con un aumento dello sforzo inspiratorio che non soddisfa i criteri di Apnea o Ipopnea associato a risveglio.
Questi disturbi rappresentano anche un fattore di rischio importante per la salute generale delle persone che ne sono affette: sono note e dimostrate correlazioni fra le OSAS e le Malattie cardiovascolari e metaboliche ma anche gli effetti negativi sulle funzioni cognitive, sulla vigilanza e sulla sonnolenza diurna. Questi ultimi aspetti hanno fatto sì che la recente normativa sulle patenti di guida indichi che i soggetti affetti da apnee con sonnolenza diurna non possono conseguire o rinnovare la patente se non dimostrano di avere un adeguato trattamento.

Bruxismo, ha un’origine multifattoriale

Un fenomeno molto comune è il Bruxismo che viene definito dall’AASM come “attività ripetitiva dei muscoli masticatori caratterizzata dal serramento o digrignamento dei denti e/o dal rinforzo o spinta della mandibola”. Questa condizione può avere due forme: Bruxismo del sonno (SB) e Bruxismo della veglia, e non dovrebbe essere considerato un disturbo del movimento o un disturbo del sonno, in individui altrimenti sani. La prevalenza stimata del Bruxismo notturno varia con l’età, dal 13% nei giovani adulti al 3% negli anziani. L’origine multifattoriale del Bruxismo del sonno comprende: una condizione di vulnerabilità genetica, l’età, la modalità di trasmissione nervosa, i disturbi nell’architettura del sonno, la percezione dello stress e dell’ansia, l’assunzione di alcol e droghe, il fumo e la presenza concomitante di diverse patologie tra cui: OSAS, Diabete, Disturbo da reflusso gastroesofageo, aumento dell’indice di massa corporea, Ipertensione, eccessiva sonnolenza diurna e russamento.

Può causare altri problemi

Anche il Bruxismo del sonno è un disturbo che preoccupa, soprattutto il Dentista poiché usura i denti, le ricostruzioni conservative e protesiche e rappresenta un co-fattore causale dei Disordini temporo-mandibolari. Poiché è associato ai risvegli corticali del sonno, riduce la qualità del sonno e, secondo recenti indicazioni, potrebbe anche essere causa di eccessiva sonnolenza diurna.

Diagnosi e Polisonnografia

La valutazione diagnostica si basa sulla regolare presenza di rumori di digrignamento dei denti durante il sonno associata o a eccessiva usura dei denti compatibile con l’attività di digrignamento o a dolore/fatica ai muscoli masticatori e/o blocco delle articolazioni temporo-mandibolari al mattino. Per la diagnosi certa è necessaria la Polisonnogafia completa con registrazione della attività dei masseteri (muscoli masticatori) e con segnale audio-video.

La valutazione del Dentista

Il Bruxismo deve essere considerato un campanello d’allarme per molti specialisti, da non sottovalutare. Gli Odontoiatri, tra i primi ad accorgersi di questa patologia perché legata ai denti e alla loro usura, possono e devono approfondire con un’anamnesi accurata e diagnostica e la collaborazione in équipe con altri specialisti anche l’eventuale presenza di una Roncopatia. Una buona valutazione da parte degli Odontoiatri, insieme ad una polisonnografia e ad una Endoscopia del sonno (“sleep endoscopy”), può aiutare a intercettare e risolvere molti casi di Roncopatia, patologia molto diffusa tra gli uomini e tra le donne (specie dopo la menopausa), ma non rara neppure tra i bambini, che nel lungo periodo può essere la causa di importanti ripercussioni sulla salute come Ipertensione, Cardiopatie, sonnolenza diurna che può causare incidenti stradali e infortuni sul lavoro.

Bite, apparecchio personalizzato

In molti casi il Bruxismo viene curato semplicemente e in modo efficace con l’utilizzo di bite personalizzati: si tratta di piccoli “apparecchi” odontoiatrici che vengono utilizzati di notte; sono una forma di protezione per le arcate dentali poiché evitano il digrignamento dei denti. In altri casi invece l’approccio deve prevedere terapie combinate. Spesso con l’utilizzo di un bite si assiste ad un miglioramento della patologia; se non si arrivasse ad una sua risoluzione definitiva, si potrebbe procedere anche con un intervento chirurgico mininvasivo associato.

L’esame endoscopico

Per indagare quale sia l’approccio terapeutico migliore, il Medico potrebbe richiedere per il Paziente un esame endoscopico, come lo “sleep endoscopy”, che si esegue in Ospedale: durante un sonno indotto, il Medico esegue la manovra di “pull-up mandibolare”, portando manualmente la mandibola leggermente in avanti di qualche millimetro (simulando quindi un dispositivo orale) e capendo così subito se una terapia con il bite può ridurre o annullare sia il russamento che le Apnee ostruttive del sonno.
Grazie alla “sleep endoscopy”, il Chirurgo riesce anche capire a quale tipo di intervento sottoporre il Paziente e in quale sede delle vie aeree. Nei casi in cui il Bruxismo e la Roncopatia fossero più gravi, la Terapia combinata di Chirurgia e Terapia odontoiatrica con dispositivi chiamati MAD (“Mandibular Advancement Device”) simili ad un bite, risulta certamente la più valida soluzione, a volte persino migliore della Terapia ventilatoria assistita con la macchina respiratoria (CPAP) consigliata nei casi di grave Roncopatia.

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