Specialista in Ingegneria Biomedica, imprenditore ed esperto di Telemedicina
A cura della Redazione
Ing. Rangoni, si parla sempre più spesso di Telemedicina, ci può dare una definizione più precisa di questa modalità medica?
Si parla di Telemedicina quando si effettua un servizio medico, ma il Medico e il Paziente non sono nello stesso luogo. Si tratta quindi di “spostare” i dati (gli esami clinici, l’Elettrocardiogramma, la TAC, ecc.) invece che spostare il Paziente. Essa comprende una vasta gamma di attività e servizi, come la diagnosi a distanza, il monitoraggio remoto dei Pazienti, il trattamento a distanza, il telemonitoraggio delle condizioni croniche oltre alla conservazione e condivisione dei dati clinici. In sostanza, la Telemedicina utilizza strumenti digitali per migliorare l’accesso alle cure, ridurre i tempi di attesa, e facilitare la comunicazione tra Pazienti e Professionisti della salute.
Questo in pratica come si traduce?
In pratica, mediante la Telemedicina si possono svolgere esami diagnostici a distanza. I Medici possono effettuare consulti via videoconferenza, permettendo ai Pazienti di ricevere assistenza senza doversi recare fisicamente negli ambulatori. I Pazienti affetti da malattie croniche come Diabete o Ipertensione possono ricevere supporto e monitoraggio continuo, riducendo la necessità di visite in Ospedale e migliorando la loro qualità di vita. La Telemedicina è particolarmente utile anche in ambito psichiatrico, offrendo supporto a Pazienti che possono difficilmente accedere ai servizi di persona.
Quali sono i benefici della Telemedicina?
Il più ovvio è un accesso semplificato per il Paziente alla diagnosi e alla cura, una migliore compliance con la terapia e quindi, alla fine, un miglior risultato clinico. Ridurre gli spostamenti dei Pazienti inoltre diminuisce l’impatto sulla CO2 e aumenta il PIL del Paese perché i Pazienti si devono allontanare di meno dal lavoro.
Riguardo alla Telemedicina qual è la situazione in Italia?
In Italia, la Telemedicina ha subito una notevole accelerazione, soprattutto in risposta alla pandemia del Covid-19. Prima di questo periodo, la Telemedicina era già un settore in sviluppo, ma l’emergenza sanitaria ha forzato una rapida adozione di tali tecnologie. Le consultazioni a distanza sono diventate una pratica comune e molti Ospedali e Medici generici hanno implementato sistemi per facilitare le visite virtuali. Tuttavia, rimangono alcune sfide da risolvere. L’accesso alla Telemedicina è disomogeneo: le aree rurali e svantaggiate spesso mancano di una connessione internet adeguata e delle infrastrutture tecnologiche necessarie. Inoltre, permangono questioni relative alla privacy e alla sicurezza dei dati, essenziali in un contesto così delicato come quello sanitario.
Quali sono le prospettive, anche in relazione al PNRR?
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) rappresenta un’importante opportunità per rafforzare e far crescere la Telemedicina in Italia. Con i fondi destinati al settore sanitario, si prevede un’ulteriore implementazione delle tecnologie digitali e un miglioramento dell’accessibilità ai servizi sanitari. Le principali aree di intervento devono includere:
• investimenti nelle infrastrutture digitali: un potenziamento delle reti di connessione in tutto il Paese è fondamentale per garantire che tutti i cittadini abbiano accesso alla Telemedicina;
• formazione del personale sanitario: investire nella formazione dei Professionisti della salute affinché possano utilizzare in modo ottimale le tecnologie digitali è essenziale per garantire la qualità delle cure;
• standardizzare ed espandere i servizi di Telemedicina: sviluppare Linee Guida chiare per l’implementazione della Telemedicina e garantire che i servizi siano omogenei in tutto il territorio nazionale.
• integrazione con il Sistema Sanitario Nazionale: assicurare che la Telemedicina sia parte integrante del SSN, rendendo le prestazioni telematiche rimborsabili e sostenibili nel lungo termine.
Lei svolge la sua attività nel settore della Cardiologia, per concludere ci vuole indicare alcune importanti applicazioni della Telemedicina che hanno portato benefici in questo settore?
Innanzitutto, oggi con la “farmacia dei servizi” è possibile fare un Elettrocardiogramma o un esame Holter a pochi passi da casa, senza liste d’attesa e senza doversi recare in Ospedale. In pratica, se ci viene prescritto un esame diagnostico, tipo Elettrocardiogramma o Holter cardiaco (esame ECG per 24 ore) o Holter pressorio (misura della pressione durante le 24 ore), molte farmacie sono oggi attrezzate per svolgere questo tipo di esami, prenotabili normalmente entro poche ore e appunto, a pochi passi da casa. Gli esami vengono refertati da aziende specializzate che impiegano Cardiologi, in regime di Telemedicina. In alcune regioni d’Italia queste prestazioni sono rimborsate dal Sistema Sanitario Nazionale, in altre ancora no e vanno pagate direttamente. I costi però sono bassi e non superano di molto il ticket.
E per i malati cronici?
Pazienti che debbano essere seguiti con continuità, come ad esempio quelli affetti da Scompenso cardiaco cronico, possono quotidianamente inviare alcuni semplici dati, come pressione sistemica e peso. Il Medico è cosi in grado di aggiustare le dosi del farmaco con continuità, prevenendo inutili ricoveri.
L’effetto più evidente dello Scompenso cardiaco cronico è una importante ritenzione di liquidi, fino a che il Paziente deve essere ricoverato in Ospedale per essere riequilibrato. Questi ricoveri possono durare anche settimane e possono essere anche molto frequenti, fino a 6 o 7 all’anno con grave peggioramento per la qualità della vita dei Pazienti. La terapia più comune prevede l’uso di diuretici che però, per essere efficaci, vanno dosati con precisione, giorno per giorno in base allo stato del Paziente e alla ritenzione idrica.
La Telemedicina consente un rilievo quotidiano di parametri (peso e pressione sistemica) che consentono un dosaggio accurato del diuretico. Si elimina cosi la necessità di tanti ricoveri, migliorando di molto la qualità della vita del Paziente e consentendo un significativo risparmio a carico del SSN.
La Telemedicina può essere utile nell’emergenza sanitaria?
Un esempio per tutti: l’Infarto del miocardio. A causa di un blocco del flusso di sangue, quindi di ossigeno, nelle arterie coronarie, una parte di muscolo cardiaco va in sofferenza, provocando dolore e, se non si interviene urgentemente, la morte delle cellule di una parte del cuore. A seconda della localizzazione e dell’intensità dell’Infarto, i sintomi possono essere forti e chiari (dolore toracico intenso esteso al braccio sinistro) oppure lievi e non specifici, potendosi confondere con una indigestione o un semplice mal di schiena. Un semplice elettrocardiogramma effettuato in ambulanza e trasmesso all’Ospedale può fare distinguere al personale preposto la presenza di un Infarto cardiaco o meno. Nel primo caso si può decidere di non fare transitare il Paziente dal Pronto Soccorso dove perderebbe tempo, ma di portarlo direttamente in sala di emodinamica per il trattamento dell’Infarto. Più tempo si risparmia in questa fase, più vite possono essere salvate.
