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Sistema immunitario e psiche

Autore: Dott. Gioacchino Pagliaro

Tra questi due sistemi esiste una fitta rete di comunicazione da cui dipende la nostra salute psico-fisica

La Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) è un settore di ricerca e applicazione clinica che nasce nell’ambito della Biologia e che, rivalutando il ruolo della mente nel mantenimento e ristabilimento della salute, coinvolge oltre che la Psicologia numerose discipline mediche.
La PNEI studia quindi le relazioni tra i Sistemi nervoso, endocrino, immunitario e la psiche, e analizza il modo in cui le emozioni, gli eventi della vita, attraverso l’elaborazione cognitiva, influenzano i processi normali e patologici della persona.
Negli ultimi anni, attraverso la Neurodinamica Quantistica, intesa come l’insieme delle teorie e delle ricerche che evidenziano i legami tra i processi quantistici, la Medicina, la Psicologia e la PNEI, ha preso forma un’interessante teoria che evidenzia come i processi fisiologici, biologici, ormonali e nervosi sarebbero sottesi dalla dimensione quantistica. Tale dimensione sarebbe in stretta relazione con i processi di interazione tra le menti e i campi energetici delle persone. Questo affascinante ambito di ricerca ha recentemente assunto il nome di PNEI Quantistica.

Le origini della PNEI

Le radici della PNEI le ritroviamo negli studi condotti dal Neuroendocrinologo Hans Selye sullo stress, il quale ne diede una prima definizione descrivendo i complessi interscambi che si attivano a livello fisiologico nell’individuo sottoposto a questa particolare forma di disturbo.
Al lavoro di Selye seguiranno gli studi di L. Lazarus, K. Jerne, H. Besedowsky, R. Bartrop, E. Blalock, R. Glaser e di J. Kielcot che specificheranno ulteriormente gli effetti debilitanti dell’azione prolungata dello stress sulle persone. Inoltre, le ricerche di questi Studiosi evidenziano in particolare che i tre grandi Sistemi del nostro corpo (Nervoso, Immunitario, Endocrino) non funzionano in modo separato, ma interagiscono tra loro.
I successivi lavori di ricerca di R. Ader, N. Cohen e di D. Felten costituiranno la poderosa struttura teorica della PNEI.


 

 

Il Sistema immunitario secondo la PNEI

Per quanto riguarda il Sistema immunitario, la metafora che lo rappresenta come apparato di difesa ha limitato possibili spiegazioni meno semplicistiche. Infatti le acquisizioni scientifiche degli ultimi trent’anni hanno articolato una concezione più complessa del Sistema immunitario, evidenziando tra l’altro che le reazioni immunitarie, oltre che benefiche, possono anche rivelarsi nocive all’organismo.
Secondo la PNEI, il Sistema immunitario può adeguarsi in tempi rapidi a situazioni mutevoli ed è in grado di dirigersi velocemente verso nuovi agenti estranei; intreccia connessioni reciproche e complesse con altri organi e apparati dell’organismo e, a livello biologico, è inestricabilmente collegato ai Sistemi nervoso ed endocrino, che regolano l’interazione dell’organismo con la realtà esterna. Sono state inoltre sottolineate anche le funzioni immunitarie della cute. È soltanto in tempi recenti che gli Esperti occidentali hanno iniziato a descrivere i nessi tra il Sistema Immunitario e la miriade di stazioni cellulari e di identificatori chimici di cui si compone. Tutta questa complessità di funzionamento è garantita dall’interconnessione strutturale e funzionale del Sistema immunitario con gli altri componenti e processi dell’organismo. 

Nuove rappresentazioni del Sistema immunitario

In contrapposizione alla descrizione del Sistema immunitario come apparato difensivo di tipo bellico, possono essere proposte tre nuove metafore, tra esse complementari, la cui integrazione offre una rappresentazione più esaustiva di quella precedente:

  • la metafora cognitiva descrive il Sistema Immunitario come un sistema cognitivo, ovvero come un “secondo cervello” o, meglio ancora, come un sistema in grado di elaborare informazioni con capacità di autoregolazione e di risposta all’ambiente circostante;
  • la metafora sensoriale lo descrive come un organo di senso, una specie di “occhio interno” dell’organismo (inteso come unità mente-corpo), rivolto al suo monitoraggio e alla promozione del suo equilibrio;
  • la metafora del Tao, sviluppata dall’Immunologo Marc Lappè, considera il Sistema immunitario all’interno di una visione molto più ampia e articolata, si potrebbe dire di tipo olistico, e lo intende come un sistema di autoregolazione dell’organismo programmato per conservare l’omeostasi, cioè il proprio equilibrio interno, nonostante il variare delle condizioni esterne.

Il Sistema Immunitario secondo Marc Lappè avrebbe la capacità di adeguarsi, anziché di rigenerare, di trovare un equilibrio, anziché eliminare. Il prezzo di questo adattamento è una “difesa” soltanto parziale dell’organismo umano dall’ambiente esterno. Un importante vantaggio deriverebbe però dalla reattività ai cambiamenti e dalla maggiore apertura e capacità di accettare e cogliere le differenze. Infatti, emerge che l’immunità è più reattiva ai cambiamenti di quanto non si credesse in passato. Di non poco conto anche il fatto che se il Sistema immunitario non è messo a dura prova, piegato a sforzi eccessivi o sfruttato in maniera sproporzionata, può essere efficace nel suo funzionamento anche nella vecchiaia.
Per concludere, la concezione che vede il Sistema immunitario come un meccanismo di bilanciamento e di compensazione programmato per conservare l’omeostasi, rappresenta la vera innovazione di questi ultimi anni che potrebbe aprire interessanti scenari per la comprensione e la cura di molte patologie croniche e degenerative.