“Dottore, mi deve aiutare: ho una brutta Gastrite!” “Signora, che sintomi ha?” “Ho sempre bruciore e acidità fino alla gola” “Quindi, Signora, lei ha problemi di Reflusso gastroesofageo, non di Gastrite.” “No, no! Il mio Medico mi ha toccato qui sullo stomaco e ha detto che ho una brutta Gastrite!” Quante volte un Gastroenterologo viene interpellato con questo quesito... Cerchiamo allora di fare un po’ di chiarezza.
Che cos’è la Gastrite
Si tratta di un’infiammazione della mucosa gastrica che può essere diagnosticata solo attraverso una gastroscopia accompagnata da adeguate biopsie allo stomaco. In pratica, la diagnosi di Gastrite è istologica, si basa cioè sull’analisi microscopica dei tessuti, in quanto all’osservazione endoscopica la mucosa gastrica può apparire normale. Pertanto, non è possibile fare una diagnosi clinica di Gastrite, cioè semplicemente visitando il Paziente.
Può diventare cronica
Per quanto esistano forme acute, alcune Gastriti diventano croniche. Questa infiammazione può rimanere totalmente silente o dare sintomi che, complessivamente, si definiscono con il termine di “dispepsia” (cattiva digestione). I sintomi sono sostanzialmente di due tipi: dolore o fitta nella parte alta dell’addome, subito al disotto dello sterno, prevalentemente a digiuno, che tende a migliorare con l’assunzione di cibo (“... ogni tanto devo mangiare qualcosa altrimenti questo dolore non mi lascia in pace”, questo riferisce il Paziente) oppure, nell’altra forma, si ha la sensazione di sazietà precoce (“...mi viene un peso o una stretta proprio qui nello stomaco tanto da non riuscire a finire neanche un pasto”). Questo dipende dal tipo di alterazione della secrezione dell’acido nello stomaco, causato dalle diverse forme di Gastrite, alcune delle quali determinano un incremento dell’acidità gastrica, mentre altre addirittura una marcata riduzione e questo comporta terapie e accorgimenti dietetici differenti.
L’ABC delle Gastriti
Le Gastriti croniche più frequenti possono essere descritte con l’ABC delle Gastriti, dove A sta per autoimmune, B per batterica e C per chimica. La Gastrite autoimmune è poco diffusa e colpisce circa il 3-9% della popolazione. Si tratta una Gastrite cronica causata da un processo autoimmunitario irreversibile, simile alla Tiroidite autoimmune con la quale peraltro si associa frequentemente, innescato da una causa non nota. La Gastrite autoimmune determina un aumentato rischio di sviluppare Tumori neuroendocrini e Cancro nello stomaco, che fortunatamente si verificano solo in una piccola percentuale di Pazienti. La Gastrite batterica rappresenta di gran lunga la forma di Gastrite cronica più frequente ed è causata dall’Infezione da “Helicobacter pylori”. L’infezione si contrae in genere in età pediatrica o adolescenziale e persiste per tutta la vita, se non adeguatamente curata con specifici schemi di terapie antibiotiche di cui oggi disponiamo. Questa forma di Gastrite espone il Paziente al rischio di insorgenza di Ulcera (gastrica o duodenale), di Carcinoma e di Linfoma dello stomaco. Le Gastriti chimiche sono causate principalmente dai farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS), usati prevalentemente per i dolori osteoarticolari o come prevenzione cardiovascolare. Per i soggetti con più di 65 anni di età che assumono questi farmaci è prevista la contemporanea assunzione di gastroprotettori in grado di contrastare l’insorgenza di Gastrite erosiva e di Ulcere. Altre cause di Gastrite chimica sono l’eccessiva e reiterata assunzione di alcol e il Reflusso di bile nello stomaco (la cosiddetta Gastrite biliare).






