Tumore della tiroide, l'importanza degli Screening

Autore: Dott.ssa Francesca Cavaliere

Sebbene si tratti spesso di formazioni benigne, i Tumori della tiroide sono molto diffusi anche tra i giovani ed è importante sottoporsi alle campagne di prevenzione in presenza di fattori di rischio 

Da quando faccio parte delle realtà no profit impegnate in ambito sanitario, come l’Associazione Metropolitana LILT di Bologna, con cui collaboro, ho imparato a consultare il Registro Tumori in cui, annualmente, vengono pubblicati i dati relativi alle Malattie oncologiche in Italia. Si tratta in effetti di uno strumento imprescindibile soprattutto perché rappresenta una fotografia delle diverse regioni, includendo le realtà intra-ospedaliere come quelle extra-ospedaliere, le zone centrali e quelle più periferiche o geograficamente isolate. Inoltre osservare i dati e come essi cambiano nel tempo, serve ad indirizzare e migliorare le attività di ricerca e prevenzione.
Quando andiamo nelle scuole a incontrare i ragazzi e le ragazze delle classi di liceo per parlare di prevenzione oncologica e degli stili di vita salutari, partiamo necessariamente dalle tabelle più recenti del Registro Tumori. Ragionare sulla base dei dati osservabili è parte del metodo scientifico, e il primo antidoto alle malattie, a disposizione di tutti, è diffondere dati corretti e contestualizzati.

Un po’ di dati

Nel territorio italiano, negli ultimi vent’anni, si è registrata una forte riduzione, di circa il 50%, del numero dei nuovi Tumori che ogni anno sono stati rilevati (incidenza) per il colon-retto in entrambi i sessi, dei Tumori della prostata e del polmone negli uomini. Evidentemente questa tendenza dipende dai miglioramenti in ambito farmacologico ed è frutto dei programmi di Screening, a cui sempre più persone nel tempo aderiscono, e delle campagne di sensibilizzazione, in costante crescita sul territorio nazionale dal 2023, con il superamento dell’emergenza della pandemia da coronavirus. La partecipazione trasversale ai programmi regionali è condizione necessaria per l’ottimizzazione delle cure oncologiche.

Tiroide e Tumori, quale incidenza?

Tra i tipi di Tumore su cui è possibile fare prevenzione ci sono anche i Carcinomi della tiroide di cui, però, ci si occupa ancora molto poco, non perché essi siano  funrari, ma perché godono di una relativa buona prognosi se paragonati ai Carcinomi della mammella, del colonretto e del polmone in termini di guarigione e sopravvivenza dalla diagnosi.
Consultando i dati nazionali relativi ai Carcinomi tiroidei, scopriamo che sono abbastanza diffusi tra uomini e donne e che i nuovi casi annuali registrati di anno in anno sono stabili, per cui non sono né aumentati né diminuiti.
In particolare, nel 2023 in Italia, sono stati registrati questi andamenti:

  • 12.200 le nuove diagnosi di Carcinoma tiroideo, di cui 8.700 donne, 3.500 uomini;
  • 212.900 complessivamente le persone conviventi con questa diagnosi (166.900 donne, 46.000 uomini);
  • la sopravvivenza a 5 anni dalla scoperta del Tumore, calcolata nelle donne e negli uomini, risulta essere rispettivamente del 96% e 92%.

Frequenti nei giovani

Per quanto i Carcinomi della tiroide siano relativamente frequenti tra giovani e anziani, risultano sconosciuti ai più. Inoltre, tra tutti i tipi di Tumore, sappiamo che proprio i Carcinomi tiroidei, nella popolazione giovanile, occupano la seconda e terza posizione per frequenza, rispettivamente nelle donne e negli uomini. Le persone di età inferiore ai 45 anni sono evidentemente escluse dai programmi di Screening regionali ed è anche a loro che le campagne di sensibilizzazione promosse dall’Associazione metropolitana LILT di Bologna sono rivolte.

Noduli tiroidei

I Carcinomi tiroidei rientrano nel più vasto gruppo dei noduli della tiroide, in termini di diffusione geografica ed eterogeneità di sottotipi.
Noduli benigni come gli Adenomi sono diffusi nella popolazione generale, con una percentuale stimata tra il 2 e il 6%. In particolare, la prevalenza di queste nodulazioni aumenta a tal punto da raggiungere la metà delle persone all’interno di due sottopopolazioni rappresentate dalle donne sotto i quarantacinque anni e dagli anziani sopra i settant’anni di età. In altre parole, un anziano su due e una giovane donna su due ha un nodulo della tiroide.
Questa massiccia presenza di noduli tiroidei può essere giustificata dal fatto che queste formazioni benigne, come gli Adenomi, possono essere l’esito di piccoli processi emorragici, di infiammazioni (dette Tiroiditi), di accumulo di sostanze normalmente presenti nella ghiandola, come la colloide, oppure possono essere espressione di una situazione di carenza di iodio.


Pagina precedente 1/2 Pagina successiva »