Autore: Dott.ssa Matilde Leonardi

Esistono attività e abitudini semplici che, con un minimo sforzo, possono portare a importanti risultati in termini di prevenzione 

La Salute del Cervello rappresenta una delle sfide più urgenti e complesse per la Sanità pubblica. Prima di esaminare tale sfida, è necessario definire cosa si intende per “Salute del Cervello”: secondo il Piano Globale di Azione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), recepito anche dalla Società Italiana di Neurologia (SIN).

Cosa si intende per “Salute del cervello”

Intendiamo la capacità di ogni individuo di realizzare le proprie potenzialità cognitive, emotive, psicologiche e comportamentali per affrontare le sfide della vita. Questo approccio bio-psico-sociale mira a migliorare il benessere mentale e fisico di ciascuno, riducendo l’impatto delle Malattie cerebrali sui Pazienti, sui caregiver, sul sistema sanitario e sulla società nel suo complesso.

Lo stile di vita

Salute del Cervello non significa semplicemente assenza di malattia, ma implica mantenere stili di vita sani, fare attività fisica, dormire bene, seguire una dieta equilibrata, evitare alcol, droghe e fumo, gestire lo stress, prevenire problemi di salute come Diabete e Ipertensione, restare attivi cognitivamente e avere relazioni sociali che promuovono le funzioni cerebrali, mentali e sociali.
Prendersi cura della Salute del Cervello deve diventare una prospettiva di miglioramento della salute adottata da ogni Paese, promossa a ogni livello, accessibile e attuabile dalla maggior parte delle persone, in contesti diversi. Esistono attività e abitudini semplici che, con un minimo sforzo, possono portare a importanti risultati in termini di prevenzione.

Malattie neurologiche e problematiche sociali

Le Malattie neurologiche e mentali colpiscono oltre la metà della popolazione italiana e, a livello mondiale, sono la principale causa di disabilità e la seconda causa di mortalità. Purtroppo, questa tendenza peggiorerà a causa dell’aumento dell’invecchiamento della popolazione. L’impatto delle malattie del cervello non deriva solo dal loro aumento epidemiologico ma è connesso anche allo stigma di cui soffrono molti Pazienti, alla discriminazione sociale, alla perdita di opportunità a causa della malattia, alle difficoltà di accesso a percorsi chiari di cura e presa in carico. E questo insieme di fattori colpisce persone di tutte le età e di ogni estrazione sociale e di pari passo riguarda anche milioni di caregivers che spesso sono ignorati.
Tuttavia, nonostante queste previsioni e i dati preoccupanti, i governi non stanno implementando politiche adeguate a promuovere e incentivare la Salute del Cervello. Nonostante l’elevata incidenza delle patologie neurologiche, l’accesso ai servizi di prevenzione è insufficiente, specialmente nei Paesi a basso e medio reddito. È quindi necessario adottare soluzioni concrete, preferibilmente a livello globale, multilivello e pragmatiche, affinché la Salute del Cervello sia promossa durante tutto il corso della vita di ciascuno e non solo dopo la manifestazione di una patologia.

One brain, one health

In risposta a questa evidenza, la SIN (Società Italiana di Neurologia) ha introdotto la Strategia Italiana per la Salute del Cervello 2024-2031 nel marzo 2024 alla Camera dei Deputati. Si tratta di un piano nazionale che mira a implementare in Italia il Piano Globale di Azione per l’Epilessia e altre Malattie neurologiche promosso dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) con l’obiettivo di ridurre l’impatto di tutte le Malattie cerebrali e migliorare la Salute del Cervello in Italia. La Strategia, delineata nel Manifesto italiano “One Brain, One Health”, stabilisce i punti chiave e le priorità d’azione da realizzare nei prossimi anni attraverso un programma nazionale che prevede la collaborazione tra tutti i soggetti nazionali coinvolti, Società scientifiche e Associazioni di Pazienti, rappresentanti politici e dell’industria. Lavoreranno insieme in settori cruciali come la programmazione sanitaria, la prevenzione, la ricerca, la diagnosi, la cura, la riabilitazione e il supporto sociale.

I punti chiave del manifesto

Nel manifesto One Brain One Health, vengono dettagliati alcuni punti chiave che includono in primis il rafforzamento della governance, attraverso il miglioramento della gestione della salute del cervello per tutti i cittadini italiani e l’inclusione nelle iniziative istituzionali nazionali e regionali, nonché l’istituzione di un Tavolo interdisciplinare presso il Ministero della Salute per monitorare l’implementazione della strategia. Il secondo punto riguarda la necessità di fornire diagnosi, cure e trattamenti efficaci, tempestivi e mirati a coloro che hanno una malattia neurologica, potenziando le strutture sanitarie, rafforzando le reti tra territorio e Ospedale e sviluppando modelli di cura di prossimità. Il terzo punto prevede l’attuazione di strategie di promozione e prevenzione delle malattie del cervello e richiede lo sviluppo di programmi di educazione e formazione su stili di vita sani e la promozione di campagne nazionali di sensibilizzazione e informazione. In quarto luogo, è importante promuovere la ricerca, l’innovazione e i sistemi informativi, incentivando la collaborazione tra pubblico e privato. Infine, l’ultimo punto si focalizza sul rafforzamento dell’approccio di Sanità pubblica per i disturbi neurologici e mentali, adottando soluzioni concrete per proteggere il cervello durante tutta la vita e riconoscendo il ruolo dei caregiver familiari e il valore socioeconomico della cura non professionale.

La prevenzione in Italia

L’Italia con la sua strategia è uno dei paesi, assieme a Finlandia, Norvegia, Svizzera, Austria, India, che per primo ha definito una strategia nazionale, in linea sia con il Piano di azione dell’OMS che con la “Brain Health Mission” portata avanti dall’Accademia Europea di Neurologia in 48 Paesi. Per promuove la Salute del Cervello in Italia, la SIN avvierà un proficuo confronto con le cosiddette “6 P”: Pazienti (Associazioni di Pazienti e familiari), Professionisti sanitari, Providers (di servizi sociosanitari, terapie e tecnologie, pubblici e privati), Partners (le Società scientifiche, le Università, gli Istituti di ricerca), Politici (decisori e finanziatori delle politiche pubbliche e istituzioni) e Popolazione generale.