L’aspetto più importante della Medicina è fare prevenzione perché si elimina un problema di salute prima che questo si presenti. La prevenzione però deve essere efficace (deve risolvere il problema) e non deve essere rischiosa.
Uno dei settori in cui la prevenzione è più sviluppata è naturalmente quello oncologico: l’insorgenza di alcuni tipi di neoplasia, a lento sviluppo ed eliminabili in fase precoce, ha reso possibile la pianificazione e l’organizzazione di campagne di Screening in cui un determinato settore della popolazione viene chiamato a fare dei test che possano predire il rischio di sviluppare un tumore e, soprattutto, se il rischio è presente, di eliminarlo.
Tumore del colon, cosa sapere?
La campagna di Screening di cui ci occupiamo come Gastroenterologi è quella per il Tumore del colon (e del retto). Il Tumore del colon è molto frequente sia negli uomini che nelle donne ed è la seconda causa di morte per tumore, anche per la sua frequenza. Come per molti altri tumori, ci sono fattori di rischio noti, come l’elevato consumo di carne, insaccati e farine raffinate, lo scarso consumo di frutta e verdura, il sovrappeso, il fumo e il consumo di alcolici. Generalmente il Tumore del colon si sviluppa lentamente nel corso di anni e spesso è preceduto da lesioni benigne (polipi) che possono essere quasi sempre asportate durante una Colonscopia.
La fascia di età in cui insorge più di frequente è quella adulto-anziana (90% dei casi dopo i 50 anni) ed esiste un esame che può segnalarne la presenza, ovvero il Test del sangue occulto fecale positivo. Va detto che avere il sangue occulto fecale positivo non vuol dire avere un Tumore maligno del colon (che anzi è presente in meno del 2% dei soggetti con il test positivo), ma soltanto avere una probabilità significativa di trovare lesioni durante la Colonscopia, alcune non correlate al rischio tumorale (ad esempio Diverticoli ed Emorroidi), altre invece che possono nel tempo diventare Tumori maligni, ma asportate in fase precoce non lo diventeranno mai. Solo la Colonscopia può chiarire perché il test sia positivo.
Le campagne di Screening
È così che da quasi venti anni alcune regioni in Italia hanno deciso di finanziare campagne di Screening per la prevenzione dei Tumori del colon-retto che in genere prevedono la ricerca del sangue occulto fecale ogni 2 anni, a partire dai 50 anni, con la proposta di eseguire una Colonscopia nel caso il test risultasse positivo. L’ultimo piano di prevenzione oncologica del Ministero della Salute prevede che tutte le regioni ora debbano offrire tale Screening, pertanto a breve l’offerta sarà per tutti.
È infine in discussione l’ampliamento delle fasce di età coinvolte, sia fra i giovani (si è in attesa della decisione se anticipare l’inizio a 45 anni), sia fra gli anziani, estendendo gli inviti ad eseguire il sangue occulto fecale fino ai 75 anni.
Gli esami di approfondimento
L’esame del sangue occulto fecale è molto semplice, bisogna raccogliere una piccola quantità di feci in una provetta e inviarle ad analizzare in laboratorio. L’esame consentirà di evidenziare la presenza o meno di tracce di sangue non visibile (occulto), che normalmente non dovrebbe essere presente nelle feci. Non ha senso fare il test se il sangue è evidente (in tal caso occorre valutare con il proprio Medico quali indagini eseguire) e, almeno nell’ambito dello Screening, si esegue una volta sola: nessuno ha mai dimostrato che avere un test negativo subito dopo uno positivo annulli il significato del precedente, mentre fare ogni volta più test, oltre che essere più complicato, aumenta il numero di esami inutili.
Se il test risulta positivo, e questo accade in media nel 5% dei casi, il Centro Screening invita la persona ad eseguire una Colonscopia. In molte regioni si organizza, prima dell’esame, un colloquio con personale formato (Infermiere/i dedicati a tale percorso) che, oltre a spiegare come prepararsi, può rispondere a dubbi o perplessità.
La Colonscopia è l’esame che esplora il colon e il retto, ovvero all’incirca l’ultimo metro del nostro tratto gastrointestinale (non interessa esplorarne di più perché sono rari i Tumori del piccolo intestino che precede il colon).
Come prepararsi alla Colonscopia
Si tratta di una procedura certamente invasiva ma, negli anni, si sono enormemente sviluppate le tecniche per limitare i disagi, utilizzando farmaci che tolgono l’ansia e il possibile dolore associato. Prima dell’esame è necessario prepararsi assumendo dei lassativi affinché lo Specialista che svolge l’esame possa vedere bene in un colon pulito. Anche in questo ambito ci sono stati dei progressi per cui è possibile utilizzare volumi di lassativi molto più bassi rispetto agli anni passati. L’esame ha una durata variabile intorno ai 20-30 minuti e, considerato il tempo per prepararsi prima di iniziare e quello del risveglio dopo la manovra, in media in un’ora/un’ora e mezza si entra e si esce dal centro in cui viene eseguita.




