Salute degli occhi, l'importanza della prevenzione

Autore: Prof. Dott. Demetrio Spinelli

Ambliopia e Cheratocono

L’Ambliopia è una patologia oculare tipica dell’età infantile che comporta un deficit, in genere monolaterale, dell’acuità visiva che può diventare irreversibile se non diagnosticata in tempi utili al suo ripristino attraverso misure terapeutiche mirate. In Italia è stato calcolato che la prevalenza dell’Ambliopia nella popolazione raggiunge il 2-4% il che significa che dei 1.6 milioni di bambini tra i 3 e i 5 anni, 40-60.000 bambini ambliopi dovrebbero essere identificati e adeguatamente trattati in Centri specializzati.
Il Cheratocono invece è una malattia multifattoriale della cornea, su base genetica, biochimica, biomeccanica e ambientale, caratterizzata dal suo progressivo sfiancamento e assottigliamento, prima nella porzione centrale e, in seguito, anche in quella eriferica, è ad evoluzione cronica e, nella maggior parte dei casi, progressiva.

In caso di Glaucoma

Il Glaucoma è la seconda causa di cecità nel mondo, si indentifica in un gruppo di Malattie oculari che causano un progressivo deterioramento del nervo ottico nel punto in cui questo lascia l’occhio per portare le informazioni visive al cervello. Se non diagnosticato e trattato in tempo, il Glaucoma può portare alla cecità. Ne esistono diversi tipi: congenito, primario e secondario, quello più comune è il Glaucoma “ad angolo aperto” o Glaucoma cronico che insorge dopo la 4ª decade di vita e la cui frequenza aumenta con l’età. È caratterizzato da aumento del tono oculare (pressione oculare), pallore ed escavazione della testa del nervo ottico (papilla ottica), riduzione del campo visivo, riduzione del visus. È asintomatico, infatti il Paziente non ha modo di avvertirne la presenza in quanto la vista può essere eccellente, mancano disturbi irritativi, l’occhio non è arrossato, rischiando così di esserne informato solo quando la malattia è già in uno stadio avanzato. Per tale motivo è fondamentale la diagnosi precoce mediante la misurazione del tono oculare (pressione), l’esame della papilla ottica e del campo visivo e attraverso l’impiego di tecniche di immagine. La terapia prevede l’uso di colliri, Laser o Chirurgia, con l’obiettivo di abbassare il tono oculare a valori di pressione target, rallentando e/o bloccando la progressione del Glaucoma verso la cecità.

Degenerazione maculare legata all’età

Si tratta di una malattia cronica e progressiva della retina che coinvolge in particolare la regione maculare, cioè quella parte centrale del fondo dell’occhio deputata alla visione distinta delle immagini che ci permette, quindi, di distinguere le singole parole di un testo scritto, i colori o di riconoscere il volto di un individuo e ci consente di svolgere azioni quotidiane come guidare, leggere, guardare la televisione. La DMLE (Degenerazione maculare legata all’età) è la prima causa di cecità nei Pazienti sopra i 50 anni d’età nel mondo sviluppato. È una malattia perlopiù legata all’invecchiamento della retina, anche se sembra esistere una predisposizione familiare. Si riconoscono due forme di DMLE:

  • forma “secca”: riguarda circa il 90% di tutte le Degenerazioni maculari ed è caratterizzata dall’accumulo, al di sotto della macula, di depositi di materiale metabolico giallastro (drusen), che alterano progressivamente la funzionalità delle cellule deputate alla percezione degli stimoli luminosi e da anormalità dell’Epitelio Pigmentato Retinico (EPR);
  • forma “essudativa” o “umida” o neovascolare ad evoluzione rapida: è fortunatamente meno frequente della forma “secca” (10%) ma con un esito più invalidante che può giungere sino alla cecità legale; è caratterizzata dalla formazione di piccoli vasi sanguigni coroideali anomali al di sotto della macula, dalle pareti molto fragili, che possono facilmente lasciare trasudare liquido o possono rompersi, causando emorragie nella retina.

In conclusione

Da una mancata prevenzione potrebbe scaturire un ritardo diagnostico con progressione irreversibile della malattia come in caso di Ambliopia, Glaucoma, Degenerazione maculare, riduzione più o meno importante della funzione visiva e conseguente effetto sulla vita lavorativa e di relazione. Ne deriva un rilevante impatto psicosociale delle patologie oculari, anche perché ricordiamo che più dell’80% delle interazioni che arrivano al cervello passano dalla vista.
Per concludere, è opportuno sottolineare che la prevenzione è un atto medico che, attraverso gli screening, individua fattori di rischio e patologie oculari che possono, se non diagnosticate per tempo, portare ad una più o meno grave disabilità visiva e che comporta delle responsabilità sia per quanto riguarda l’informazione che i protocolli da seguire nonché rispetto alla prevedibilità ed evitabilità del danno da mancata prevenzione. L’Oculista e l’Ortottista-Assistente in Oftalmologia sono la figure deputate alla prevenzione e allo screening con particolare riguardo alla prevenzione infantile. Ricordiamo che lo screening non equivale ad una visita: in caso di positività sono previsti esami di approfondimento specifici per quella specifica malattia al fine di ottenere una diagnosi certa, e di conseguenza, una terapia sicura.


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