Dermatite Atopica, un disturbo circolare

Autore: Dott.ssa Rosalba Aiazzi

La terapia

La complessità della Dermatite Atopica richiede un approccio multidisciplinare. Il Pediatra di famiglia svolge una funzione centrale in relazione alla tempestività della diagnosi. Quest’ultima risulta essenziale al fine di evitare l’innescarsi dei circoli viziosi relativi a: prurito-grattamento, alterazioni del sonno, livelli di stress nel bambino e nella famiglia. Quanto prima viene effettuata una diagnosi e definito il percorso di cura, quanto prima la famiglia acquisisce le informazioni necessarie alla gestione della patologia, assicurandosi una qualità di vita accettabile. Nella formulazione della diagnosi e nel percorso di cura sono centrali le figure del Dermatologo e dell’Allergologo. La presa in carico dermatologica consente alla famiglia l’adeguato utilizzo delle creme necessarie, idratanti, corticosteroidi, questi ultimi necessari, soprattutto nelle fasi acute della patologia. E’ il Dermatologo a fornire particolari informazioni circa la cura della pelle del Paziente atopico. Essa richiede particolare attenzione per quello che riguarda i detergenti, le creme idratanti, l’abbigliamento e alcune particolari attenzioni riguardo all’ambiente circostante: temperatura, umidità, ecc. La visita allergologica è fondamentale al fine di fare luce sulla eventuale presenza di reazioni allergiche da allergeni da contatto, inalanti o alimentari, che in alcuni casi possono aggravare i sintomi della Dermatite Atopica. Nei casi di Dermatite Atopica severa potrà essere utile effettuare una consultazione psicologica.

La famiglia

La cura della Dermatite Atopica richiede una particolare attenzione per quello che riguarda l’acquisizione da parte della famiglia e del bambino di una serie di informazioni relative a conoscenze e competenze specifiche. Oltre alle necessarie e indispensabili informazioni fornite dal Dermatologo, circa le tipologie delle creme da utilizzare, i detergenti, gli accorgimenti ambientali, i suggerimenti forniti dall’Allergologo, in caso di allergia alimentare; alcune altre rilevanti informazioni possono agevolare il percorso di cura della famiglia e del bambino. Innanzitutto è importante spiegare al bambino cosa è la Dermatite Atopica, che si tratta di una malattia non contagiosa e come può gestire il sintomo del prurito. Le forme più aggressive e severe di Dermatite Atopica possono provocare nel bambino disturbi della concentrazione, difficoltà nel rendimento scolastico a causa delle difficoltà nel ritmo del sonno. E’ necessario informare gli insegnanti e spiegare loro le caratteristiche della patologia e i suoi risvolti.

L’adolescente

Per quello che riguarda l’adolescente la Dermatite Atopica può rappresentare un evento stressante ad alto impatto sulla qualità di vita e sugli aspetti psicoemotivi, in una fase evolutiva nella quale l’immagine è tutto. L’investimento sul corpo è massivo nel periodo adolescenziale, pertanto anche se i casi in adolescenza sono abbastanza rari, tali Pazienti richiedono una particolare attenzione. I vissuti emotivi dell’adolescente sono di per sé densi di sentimenti di insicurezza, confusione in relazione alla propria identità, bisogno di essere accettati dai pari e dal gruppo. Nei soggetti maschi una particolare attenzione è da rivolgere alla aderenza della terapia: l’uso quotidiano delle creme idratanti può essere percepito dai ragazzi come qualcosa di poco “maschile” e favorire una discontinuità nelle cura della pelle, con conseguente mantenimento o esacerbazione della patologia.

Alcuni consigli

Il prurito è un sintomo fonte di preoccupazione per la famiglia; può quindi essere utile fare chiarezza sui vissuti emotivi relativi al grattamento del bambino (paura, ansia, sconforto, rabbia, impotenza, ecc.). Inoltre alcuni comportamenti possono favorire e/o rinforzare il comportamento di grattamento, tra questi ad esempio, volgere l’attenzione al bambino quando si sta grattando. Al fine di disinnescare il comportamento è possibile adottare delle tecniche di distrazione e/o insegnare al bambino a porre in essere comportamenti alternativi al grattamento, come ad esempio idratarsi, o utilizzare un piccolo massaggio. E’ utile pertanto lodare il bambino quando mette in atto comportamenti alternativi al grattamento e ignorarlo o distrarlo quando si gratta. Il massaggio infantile può essere una tecnica opportuna per alleviare il sintomo del prurito. Il massaggio aiuta il bambino a rilassarsi ed è allo stesso tempo una valida tecnica per contrastare le alterazioni del ritmo del sonno. Il massaggio infantile riduce la soglia dell’ansia e la produzione degli ormoni dello stress, l’irritabilità e la tendenza a non gradire il contatto, aumenta il senso di sicurezza, la comunicazione e lo scambio affettivo.

Il sonno

In alcuni casi è possibile che si instauri un effettivo disturbo del sonno. Esso richiede una diagnosi specifica e l’avvio di un breve percorso di rieducazione al sonno, dal quale trarranno beneficio, in primis il bambino, ma anche tutto il resto della famiglia. I percorsi di rieducazione al sonno si avvalgono di specifiche tecniche comportamentali, che constano di una serie di fasi. Il primo passo è relativo alla descrizione della qualità del sonno del bambino, sia nei termini di modalità di addormentamento, sia rispetto ai risvegli notturni, pavor (terrori notturni); è utile consolidare la cognizione che il bambino è geneticamente predisposto per dormire da solo; acquisire informazioni sulle fasi del ciclo del sonno e la presenza dei risvegli notturni, che si intensificano soprattutto in occasione di periodi critici dello sviluppo infantile. Successivamente è opportuno instaurare un rituale specifico per l’addormentamento (favola, bagnetto, crema), incoraggiare il bambino a dormire da solo e rassicurarlo fino a che non avrà acquisito la fiducia necessaria. Il rituale per l’addormentamento prevede il fornire al bambino un oggetto con il quale dormire. Parole utili per i genitori: fiducia, tenacia e pazienza! 


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