Endometriosi, attenzione all’alimentazione

Autore: Dott. Luca Savelli

Oltre alle opportune terapie, lo stile di vita e l’alimentazione rappresentano fattori sia di prevenzione che di miglioramento dell’evoluzione dei sintomi della malattia

L’Endometriosi è una malattia dolorosa, spesso subdola e difficile da riconoscere che colpisce all’incirca il 10-15% delle donne in età fertile. Essa consiste nella presenza di endometrio (la mucosa che desquama nel corso del ciclo mestruale) al di fuori della cavità uterina. Coinvolge le ovaie, le tube, l’intestino, la vescica, gli ureteri, i legamenti utero-sacrali e in generale il peritoneo (la membrana che riveste i visceri addominali e pelvici e la parete dell’addome).

Come si manifesta

I sintomi sono variabili da lievi fino a diventare molto invalidanti; i più comuni sono: disturbi mestruali, ciclo abbondante, dolore mestruale intenso, dolore pelvico e addominale cronico (non ciclico) o che si presenta durante l’ovulazione, durante i rapporti sessuali e addirittura durante la minzione e la defecazione. Questi sintomi possono presentarsi tutti o solo alcuni e con diversa intensità. Tuttavia, in alcuni casi, l’Endometriosi è asintomatica. Si rilevano quattro stadi di gravità e le forme gravi si attestano intorno al 5/6% dei casi.
L’Endometriosi è una malattia che riguarda le donne in età fertile: colpisce in particolare le donne tra i 20 e i 40 anni. Esiste alla base una componente genetica e immunologica. Le parenti di primo grado di una donna affetta da Endometriosi hanno, infatti, una possibilità più alta di soffrire un giorno della stessa malattia.

Come si diagnostica

La diagnosi si basa su una attenta anamnesi (la raccolta della storia clinica), sulla visita ginecologica e su una ecografia ginecologica transvaginale. Tale indagine è accurata quando effettuata da Specialisti preparati, con specifica esperienza nel campo della Endometriosi. Purtroppo la diagnosi è ancora oggi spesso tardiva perché i sintomi sono subdoli, comuni ad altre condizioni, e l’ecografia è informativa solo se eseguita da mani esperte. Solo raramente sono utili altre indagini, come la risonanza magnetica.

Le terapie

Nel campo delle cure negli ultimi anni sono stati fatti passi da giganti. Oggi i trattamenti chirurgici sono molto efficaci, sempre meno invasivi e demolitivi. L’impiego della laparoscopia consente di ridurre al minimo il tempo di ospedalizzazione delle Pazienti, e di eseguire interventi minimamente invasivi. Sempre più spesso si ricorre alla terapia farmacologica, alternativa o complementare alla terapia chirurgica, con farmaci somministrati per via orale che sono dei composti ormonali che agiscono sia sulle lesioni che sui sintomi. Questi farmaci consentono di ripristinare una qualità della vita soddisfacente anche nelle situazioni più invalidanti, sono efficaci e hanno pochi e lievi effetti collaterali.

L’alimentazione...

Lo stile di vita e in particolare l’alimentazione influenzano molto sia lo sviluppo dell’Endometriosi che la sintomatologia legata alla sua presenza. È dimostrato che un alto indice glicemico dei cibi assunti favorisca la crescita e la proliferazione cellulare, così come la produzione di prostaglandine (le molecole responsabili della sintomatologia dolorosa). Pertanto le Pazienti affette da Endometriosi dovrebbero essere correttamente informate circa i benefici di una dieta alimentare adeguata al loro caso. In particolare, obiettivo della Dietoterapia è ridurre/escludere nutrienti ad azione pro-infiammatoria (responsabili dell’incremento dello stress ossidativo cronico associato alla patologia), estrogeno- ed insulino-mimetica, favorendo invece i cibi ad azione anti-ossidante/anti-infiammatoria, a basso indice glicemico, bilanciando non solo qualità, ma anche la quantità di cibo introdotta in relazione al dispendio energetico quotidiano. Il rialzo della glicemia nel sangue dopo ingestione di carboidrati dipende da molti fattori, tra cui il tipo e la quantità di carboidrati ingeriti, l’eventuale presenza di fibre, grassi e proteine, e la cottura. Gli alimenti ad alto indice glicemico provocano un incremento molto veloce della glicemia, con la conseguente secrezione di insulina e rapida ipoglicemia; i cibi a basso indice glicemico consentono di mantenere la glicemia costante e, di conseguenza, aiutano a prevenire le ipoglicemie e gli attacchi di fame. L’assunzione di elevate quantità di carboidrati, in particolare se ad alto indice glicemico, è associata allo sviluppo di infiammazione. Le fibre facilitano il transito intestinale, danno senso di sazietà, riducono la velocità di assorbimento dei carboidrati (riduzione del picco glicemico, quindi della liberazione di insulina), riducono i livelli circolanti di estrogeni e di colesterolo. Sono contenute in frutta fresca e secca, verdura, cereali, semi e legumi. È indicato pertanto limitare il consumo di carboidrati e incrementare quello di fibre fino ad almeno 5 porzioni al giorno di frutta e verdura fresche.


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