Dolore pelvico, un problema multifattoriale

Autore: Dott.ssa Manuela Tutolo

Caratterizzato da una eterogeneità di sintomi, il dolore pelvico è associato ad altri fenomeni sensoriali, muscolari e psicologici e necessita di un approccio multidisciplinare 

Il dolore pelvico cronico è una sensazione dolorosa percepita in sede pelvica e/o perineale che colpisce sia uomini che donne, con possibili irradiazioni alla regione lombare, inguinale, ai genitali esterni, al pube, al sacro-coccige, alla radice delle cosce. Può essere più o meno accompagnato da sintomi urinari, colon-proctologici e/o sessuali. Per definizione, tale condizione deve perdurare per non meno di sei mesi; spesso è associata a disagio emotivo, cognitivo, sessuale e psicologico molto intensi, con conseguente compromissione della qualità di vita.

Un insieme di sintomi

La diagnosi di dolore pelvico cronico si ottiene per esclusione, ove siano state escluse infezioni o infiammazioni d’organo che invece possano spiegare la sintomatologia. Sebbene in alcuni casi sia il dolore a essere centrale nella sintomatologia, spingendo il Paziente a cercare aiuto, molto spesso è proprio tutta la serie dei sintomi, soprattutto quelli urinari, a risultare estremamente invalidanti e a richiedere un approccio medico. In tal senso, la sintomatologia urinaria può variare dal fastidio soprapubico, che si risolve soltanto urinando (indipendentemente dalla quantità di urina presente in vescica), alla aumentata frequenza minzionale, fino ad arrivare alla vera e propria urgenza, talvolta con incontinenza urinaria. In altri casi il Paziente riferirà una sensazione di mancato svuotamento, o difficoltà a iniziare la minzione, o ancora un getto molto debole.

I risvolti psicologici

I Pazienti affetti da dolore pelvico cronico spesso sperimentano grande frustrazione e ansia, sono provati a livello psicologico, si chiudono con i partner e con gli amici, si isolano e, piano piano, cominciano a entrare in un “loop” in cui i loro disturbi diventano centrali nella vita quotidiana. La tensione muscolare, legata al disagio urinario e doloroso e all’aspetto psicologico a essi correlato, produce una ulteriore contrazione involontaria della muscolatura pelvica, peggiorando così i sintomi vescicali, intestinali e sessuali. In ogni caso è bene tenere presente che, sia che si accompagni o meno a sintomi d’organo, il dolore pelvico cronico è una condizione importante da riconoscere poiché affligge sempre più Pazienti, soprattutto giovani.

Il ruolo del sistema nervoso

Se il dolore pelvico cronico, per definizione, prevede l’aver escluso altre patologie, come mai spesso i Pazienti arrivano dallo Specialista con sintomatologia urinaria invalidante? Nel corso degli anni l’attenzione per le Sindromi dolorose del pavimento pelvico si è concentrata in gran parte sui meccanismi d’organo, come le condizioni infiammatorie o infettive. Tuttavia sia la ricerca sull’animale che quella clinica hanno indicato come molti dei meccanismi risiedano all’interno del sistema nervoso centrale. Sebbene uno stimolo periferico, come un’Infezione, possa dare inizio a una condizione di dolore pelvico cronico, questa può autoperpetuarsi grazie alla modulazione del sistema nervoso centrale. Oltre al dolore, questi meccanismi centrali sono associati a numerosi altri fenomeni sensoriali, funzionali, muscolari, comportamentali e psicologici che insieme costituiscono la base della diagnosi di Sindrome dolorosa; ognuno dei fenomeni deve essere affrontato singolarmente attraverso un’assistenza multi-specialistica e multidisciplinare. Pertanto, l’evento “trigger” iniziale determina l’innescarsi di una serie di meccanismi neurologici di amplificata risposta al dolore, con conseguente disfunzione non solo dell’organo di origine ma anche degli organi vicini, addirittura quando lo stimolo periferico è ormai passato.


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