Quando l’inverno è ormai alle porte e le temperature si abbassano, a volte anche in modo brusco e repentino, la prima parte del nostro corpo che ne risente è spesso la gola. Se il fastidio alla gola diventa dolore accompagnato da febbre, può trattarsi di Tonsillite.
Che cos’è la Tonsillite
Si tratta di una delle più comuni patologie infiamma-torie alle quali può andare incontro una persona. Si calcola che in Italia vengano richieste oltre 1 milione di visite all’anno inerenti tale problema. Risulta particolarmente frequente in età pediatrica, con 200 visite ogni 1000 bambini, nei mesi invernali. Nella maggior parte dei casi la Tonsillite ha un’origine virale, mentre l’infezione batterica può sopravvenire nel 30% dei casi ed è determinata, nel 90% delle forme, dallo streptococco beta emolitico di gruppo A (SBEA o SBEGA). Occasionalmente la Tonsillite può insorgere come conseguenza di una malattia esantematica infantile. La Sindrome PFAPA Una forma particolare di Faringo-Tonsillite ricorrente è la Sindrome PFAPA (Periodic Fever Aphthous Pharyngitis Adenitis), caratterizzata dal periodico ripetersi di fenomeni febbrili acuti della durata di 3-6 giorni, associati ad afte del cavo orale e a gonfiore dei linfonodi cervicali. La terapia cortisonica in un’unica dose risolve rapidamente la malattia.
Un po’ di anatomia
La tonsilla palatina, o amigdala, è un organo linfatico situato nell’orofaringe (gola), dietro al cavo orale (bocca), e appartiene, insieme all’adenoide (tonsilla faringea) e alla tonsilla linguale, al sistema di organi linfatici che costituiscono l’anello di Waldayer. Questi organi linfatici rappresentano la prima barriera difensiva contro virus e microbi che penetrano nell’organismo attraverso bocca e naso in quanto possono produrre gli anticorpi che ci difendono dalle malattie causate da questi agenti patogeni. L’aspetto della tonsilla è molto variabile in quanto può presentarsi di piccole e di grandi dimensioni, indipendentemente dalla presenza di infiammazione e, nella maggior parte dei casi, le tonsille dei due lati appaiono di volume molto simile. La presenza di tonsille di notevoli dimensioni (tonsille ipertrofiche), in assenza di sintomatologia, non è conseguente a una situazione patologica ma a una relativa insufficienza del sistema linfatico per cui l’organismo cerca di stabilire, attraverso l’aumento numerico delle cellule linfatiche e quindi del volume dell’organo, una nuova condizione di equilibrio che gli consenta di costituire un adeguato patrimonio anticorpale. Come tutti gli organi linfatici, le tonsille vanno facilmente incontro a processi infiammatori, denominati Tonsilliti.
Quali sono i sintomi
La sintomatologia della Tonsillite è caratterizzata da dolore alla gola, difficoltà e dolore nella deglutizione e febbre elevata (oltre 38,3°). Si possono inoltre associare dolore riflesso alle orecchie e gonfiore dei linfonodi cervicali. Gli episodi acuti durano alcuni giorni e possono essere singoli o ripetersi, talvolta con frequenza molto elevata. La Tonsillite interessa sempre contemporaneamente le due tonsille.
Come appaiono le tonsille
L’aspetto delle tonsille è valutabile molto facilmente facendo aprire la bocca al Paziente, eventualmente utilizzando un abbassalingua o un cucchiaio, e illuminandole con una pila. Nella fase acuta della Tonsillite le tonsille appaiono ingrandite, arrossate, spesso ricoperte da materiale biancastro (placche tonsillari). La presenza di alcuni puntini bianchi che spuntano dalle cripte tonsillari, definiti “zaffi caseosi”, in assenza di sintomatologia non sono significativi di Tonsillite in atto ma sono semplicemente detriti di alimenti e di cellule desquamate che riempiono le cripte tonsillari.
Quali sono le cause
L’origine della Tonsillite, virale o batterica da SBEGA, non può essere individuata con certezza sulla base dei soli parametri clinici per cui, per definirne l’origine, si deve ricorrere all’esecuzione del Test rapido immunoenzimatico. Questo esame, simile a quello utilizzato nella diagnosi di Covid, è eseguito mediante lo sfregamento dell’apposito bastoncino sulla superficie delle due tonsille; la risposta viene ottenuta in pochi minuti ed è molto accurata. L’esecuzione del Test rapido ha significato solamente se eseguito in fase acuta, mentre perde ogni interesse se eseguito in fase di benessere in quanto lo SBEGA è normalmente presente nella mucosa tonsillare; il portatore sano di SBEGA non deve quindi essere trattato con antibiotici. Il tradizionale tampone faringeo con coltura dei microbi dà una risposta tardiva, alcuni giorni, quindi non è utile in fase acuta. Spesso nel Paziente affetto da Tonsillite viene richiesto un prelievo di sangue per la ricerca dei valori dell’ASLO (Titolo Antistreptolisinico) o dello streptozyme test. Attualmente questi test sono considerati scarsamente utili nella diagnostica della Tonsillite in quanto i valori ottenuti evidenziano semplicemente il tasso nel sangue di anticorpi contro lo SBEGA, per cui l’eventuale positività dimostra solamente un pregresso contatto con il microbo ma non è indicativo di malattia o di complicanza in atto.






