Disturbi della colonna vertebrale, tra prevenzione e correzione

Autore: Prof. Bernardo Misaggi

Il rachide è spesso sottoposto a notevoli stress biomeccanici che possono portare allo sviluppo di numerose condizioni patologiche

La colonna vertebrale è il principale sistema di sostegno del corpo umano; svolge la funzione di sostenere il tronco, consentendo di mantenere la postura eretta e di proteggere le strutture nobili del sistema nervoso centrale, il tutto mantenendo una struttura estremamente mobile. Proprio per queste sue caratteristiche il rachide è sottoposto a notevoli stress biomeccanici, che purtroppo possono portare allo sviluppo di numerose condizioni patologiche. 

I disturbi più comuni

Le patologie più comuni che colpiscono la colonna vertebrale possono essere distinte, mediante una semplificazione, in due macro categorie: le patologie degenerative, legate ad un danno cronico alle strutture ossee e legamentose che compongono il rachide (dischi intervertebrali, articolazioni e legamenti) e le deformità, ovvero quelle patologie in cui la normale anatomia del rachide in toto è alterata.

Discopatia lombare

La forma più comune di patologia degenerativa del rachide è la Discopatia degenerativa lombare. Si stima che oltre il 50% dei soggetti over 50 abbiano almeno un disco lombare degenerato. Inoltre, la Lombalgia è il secondo sintomo al mondo più comunemente riportato ai Medici di base, dopo solo il Raffreddore.
Questo disturbo, spesso associato all’invecchiamento, coinvolge i dischi intervertebrali, strutture cruciali che agiscono come “ammortizzatori” tra le vertebre. I dischi intervertebrali sono composti principalmente da acqua e proteine. Nel corso del tempo, a causa di fattori come l’usura, l’invecchiamento e lo stress meccanico, questi dischi possono subire cambiamenti strutturali. La riduzione del contenuto d’acqua e la perdita di elasticità possono portare alla riduzione della capacità “ammortizzante” del disco e alla formazione di crepe o protuberanze, note come Ernie o Protrusioni discali. Questo processo è al centro della Discopatia degenerativa lombare.

La Lombalgia

Definita come un dolore che comprende la zona lombare e si irradia sia verso l’alto, fino alle costole, che verso il basso, nella parte posteriore della gamba fino alle ginocchia, questa Sindrome rappresenta il disturbo più comune. Talvolta, se le radici nervose sono “schiacciate” da un’Ernia o una Protrusione discale, possono comparire dei dolori irradiati a tutta la gamba, noti come Sciatalgie. Questi dolori sono spesso saltuari, potendo andare incontro a miglioramento spontaneo. Nel caso in cui il dolore si cronicizzi può essere opportuno eseguire degli approfondimenti diagnostici, come la Risonanza Magnetica o la Tomografia Computerizzata.
Una volta confermata la presenza del disturbo, il trattamento può variare da approcci conservativi, come la Fisioterapia e i farmaci antidolorifici, a opzioni più invasive come l’Infiltrazione di corticosteroidi o la Chirurgia, in casi estremi.
Sebbene l’invecchiamento sia un fattore chiave, altri elementi come la genetica, il peso corporeo, la postura e l’attività fisica possono influenzare lo sviluppo della Discopatia degenerativa lombare. Mantenere un peso corporeo sano, adottare corrette abitudini posturali e impegnarsi in esercizi mirati possono contribuire a prevenire o rallentare la progressione della condizione.
La gestione del dolore è un aspetto fondamentale per coloro che vivono con la Discopatia degenerativa lombare. Secondo la letteratura scientifica, le Terapie fisiche, che comprendono esercizi mirati di rinforzo muscolare associati a strategie di gestione del dolore nella vita quotidiana sono il “gold standard” terapeutico. Inoltre, adottare uno stile di vita sano, inclusi una dieta equilibrata e il mantenimento di un peso corporeo ottimale, può svolgere un ruolo significativo nel gestire la condizione.


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