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Astragalo per le difese immunitarie

Autore: Prof. Alberto Ritieni

Le spiccate proprietà immunostimolanti e antivirali di questa pianta la rendono un rimedio adatto anche per le comuni Malattie da raffreddamento 

La pianta dell’Astragalo è storicamente originaria dell’estremo oriente e in particolare è utilizzata da lungo tempo in Cina. Il nome Astragalo così particolare, e identico ad un osso del piede, lo si deve alla forma dei fiori simili ai nostri calcagni.
In Botanica “Astragalus membranaceus”, l’Astragalo appartiene alla famiglia delle cosiddette “Fabaceae” meglio conosciute con il nome di Leguminose che comprendono fagiolo, pisello, fava, soia, cece, l’albero del carrubo e della mimosa.

La parte preziosa è la radice

Si tratta di una pianta erbacea perenne che può raggiungere anche 70 cm di altezza e che fornisce una radice di colore giallo-marrone formata da una parte esterna rugosa e dura mentre la parte interna è costituita da una polpa di gusto leggermente dolce e dotata sensorialmente di forti somiglianze con la più conosciuta liquirizia. I semi dell’Astragalo sono racchiusi in frutti a forma di baccelli, ma la parte preziosa è la sua radice che si dimostra utile per i vari effetti biologici.

Energia gialla

L’utilizzo terapeutico dell’Astragalo risale a tempi molto lontani, sia nella Medicina tradizionale cinese che in quella occidentale. Nella Medicina cinese questa spezia è chiamata “Energia gialla” perché da sempre considerata un tonificante naturale capace di contrastare in modo ottimale gli stati di stress e contemporaneamente di aumentare i flussi di energia andando ad accelerare il metabolismo in maniera generica.
Nella tradizione l’Astragalo stimola organi come reni, milza e polmoni e aiuta il recupero dei tessuti danneggiati e, fra le altre cose, aumenta i livelli delle difese immunitarie. La Medicina tradizionale cinese lo utilizza anche come diuretico naturale e in associazione con altre piante, come l’Echinacea, risulta utile nella Fibrosi epatica e nell’Amenorrea.

Immunostimolante e disintossicante

Le proprietà dell’Astragalo lo classificano come una pianta immunostimolante, disintossicante, oltre ad aumentare la resistenza dell’organismo a stress di varia natura. Questo perché nelle radici di questa spezia sono presenti molecole quali saponine triterpeniche, gli astragalosidi da I a VII, flavonoidi, amine piogene e alcuni polisaccaridi; infine, gli astragalani da I a IV, che di per sé sono immunostimolanti e rafforzanti i meccanismi di difesa naturali in caso di infezioni.
Il Farmacista di solito utilizza due diverse tipologie di estratti secchi di Astragalo, rispettivamente titolati al 16% e al 70% della frazione dei polisaccaridi.
Questi stessi principi attivi della pianta le conferiscono delle proprietà antivirali, per cui è utile nel contrastare le comuni Malattie da raffreddamento e nel ridurre alcuni sintomi come tosse, febbre, ecc. L’Astragalo supporta la nutrizione di organi quali milza, timo e anche dei linfonodi intestinali, inoltre favorisce l’attività di distruzione di materiali estranei e la trasformazione dei linfociti T. In uno studio svolto “arruolando” 1.000 Pazienti che hanno ricevuto un trattamento profilattico di due mesi con Astragalo (8 g al giorno) e interferone si è osservata una significativa riduzione dei sintomi da Raffreddore, rispetto all’uso del solo placebo o del solo interferone.
L’attività immunostimolante dell’Astragalo è confermata da più studi che descrivono vari meccanismi come l’incremento della proliferazione dei linfociti B, l’aumento della sintesi di interleuchine e del fattore di necrosi tumorale da parte dei macrofagi e l’incremento dell’attività dei linfociti T.
Uno studio pubblicato su “Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine” nel 2016, ha evidenziato dei risultati positivi con i primi effetti comparsi dopo quattro ore l’integrazione, dovuti ad un aumento delle piastrine circolanti, ma anche di alcuni leucociti noti per il loro ruolo di difesa dell’organismo. Tra i globuli bianchi aumentati si osservano monociti, linfociti e neutrofili, comparsi entro 8-12 ore la somministrazione. Si osserva anche un cambiamento dei livelli di citochine circolanti, come il TNF-alfa, l’IL-6 o l’interferone gamma ovvero tutti elementi coinvolti nel sistema immunitario.

Protegge il fegato

Le saponine della radice presenti nel fitocomplesso sono degli epatoprotettori che difendono il fegato dall’accumulo di sostanze chimiche o tossiche. L’utilizzo dell’Astragalo risulta migliorare la Leucopenia (carenza di globuli bianchi) e in generale migliora le funzioni epatiche nei Pazienti affetti da Epatite cronica. Queste stesse saponine riattivano alcune delle funzioni bloccate dagli ormoni steroidei e dal colesterolo.
La principale saponina triterpenica ricavata dalla radice è l’astragaloside IV che è utilizzato come composto marker per verificare la qualità delle formulazioni cinesi a base di Astragalo. L’astragaloside IV, poco solubile nei grassi e poco biodisponibile quando ingerito, aumenta il flusso coronarico e contrasta l’Infarto miocardico dopo occlusione coronarica.
L’estratto di Astragalo è un calcio-antagonista, bloccandone l’ingresso e il rilascio intracellulare di calcio quando aumenta per l’Ipossia e l’Ischemia miocardica. L’astragaloside IV inibisce la morte programmata delle cellule miocardiche e renali colpite da danni ossidativi.


Sostiene il cuore

L’Astragalo ha azione cardiotonica perché può modulare il metabolismo del sodio e del potassio, permettendo così di ridurre la pressione arteriosa e perciò può essere considerato un ipertensivo naturale utile nei Pazienti affetti da Angina pectoris.
L’astragaloside IV quindi allevia i danni al miocardio per la sua azione regolatrice dell’omeostasi di calcio e antiossidante. Le proprietà definite come adattogene dell’Astragalo (aumenta la resistenza dell’organismo a stress di varia natura) sono dovute alla capacità di ridurre il consumo di ossigeno mitocondriale e di sostenere la crescita e il metabolismo cellulare per cui indirettamente contrasta l’affaticamento, l’astenia, la stanchezza, specie nella fase convalescenziale post-trattamento con antibiotici.
Indirettamente, l’Astragalo aumenta le performance di apprendimento e di memoria oltre alla durata del sonno grazie agli effetti rilassanti che possiede.

Sostiene le terapie

La supplementazione ai Pazienti in Chemioterapia con estratto di Astragalo, grazie alla sua attività immunostimolante, pare aumenti l’efficacia della terapia antitumorale e ne riduca gli effetti tossici. L’Astragalo come antivirale inibisce l’enterovirus “Coxsackie B” che causa Miocarditi e Pericarditi e migliora il decorso delle infezioni da “Herpes simplex” e della Cervicite associata al papilloma virus tipo 16, inoltre allevia anche i danni da cytomegalovirus e da “Herpes simplex” tipo 2. Infine, l’azione antiossidante dell’Astragalo è collegata all’inibizione della reazione di perossidazione lipidica.
Uno studio recente ha dimostrato che l’estratto di Astragalo agisce positivamente nella vasodilatazione di solito collegata ad uno stato di infiammazione. La frazione attiva dell’Astragalo agisce sul processo infiammatorio; questa interessante attività antinfiammatoria si può assegnare a 5 isoflavoni e ad 8 saponine che possono prevenire o almeno alleviare le forme di infiammazione.

Preparazione degli estratti

La quantità giornaliera di Astragalo adoperata negli studi clinici va dai 2 ai 30 g di radice secca, attestandosi in media su 8-15 grammi.
Può essere utilizzato sotto forma di tisana o di decotto, usando la radice tagliata a fette sottili, che può essere somministrata un paio di volte al giorno, usandone circa 20 grammi alla volta, insieme al ginseng e alla liquirizia e lasciando poi bollire la miscela per circa 10 minuti. Di solito le dosi normalmente consigliate al giorno sono di 250-500 mg di estratto secco di Astragalo per quattro volte al giorno, oppure 1-30 grammi di radice secca per decotto o di 20-50 gocce di tintura madre per due volte al giorno per una azione immunostimolante o con dosi fino a 800 mg al giorno per combattere eventuali infezioni, stando attenti ad assumerla lontano dai pasti principali.

Controindicazioni per l’uso

L’Astragalo di solito è una fonte di molecole naturali ben tollerata da chi ne fa uso; addirittura dosi orali fino a 100 g/kg utilizzate nei ratti non provocano alcun effetto indesiderato o preoccupante.
Come rimedio naturale l’Astragalo ha una lunga storia, ma al momento non sono presenti in letteratura studi esaurienti e abbastanza robusti circa le sue possibili controindicazioni. Alcuni degli effetti collaterali riportati dal suo utilizzo riguardano un certo senso di stanchezza, di vertigini e un leggero abbassamento della pressione e questi effetti già ne sconsigliano decisamente il suo uso durante la gravidanza e l’allattamento e nei bambini al di sotto dei 12 anni di età. Per quanto riguarda le sue note proprietà immunostimolanti e antivirali, non è consigliato assumerlo contemporaneamente a farmaci che hanno effetti simili, dato che potrebbe interferire con la loro azione terapeutica.
L’Astragalo può interagire farmacologicamente con i farmaci della classe degli antiaggreganti piastrinici che agiscono come agenti preventivi, con gli anticoagulanti come eparine a basso peso molecolare o dicumarolici e con gli agenti trombolitici o fibrinolitici come le streptochinasi o le urochinasi che agiscono invece su trombi già presenti, perché potrebbe verificarsi un aumento del rischio di sanguinamento.

Il parere del Medico è fondamentale per l’utilizzo o meno dell’Astragalo nei Pazienti che hanno subito un trapianto d’organo e che sono in terapia con dei farmaci immunosoppressori e anche con immunostimolanti per cui potrebbero subire delle interferenze non auspicabili per il Paziente.