Autore: Dott. Filippo Ongaro

La lotta all’invecchiamento si può attuare attraverso un percorso articolato che prevede il cambiamento delle abitudini di vita, una sana nutrizione oltre all’utilizzo di una nutraceutica personalizzata

I continui progressi medico-scientifici e l’innovazione tecnologica hanno rivoluzionato la tradizionale concezione di longevità. Oggi parlare di prevenzione dell’invecchiamento vuol dire non solo “aggiungere” anni alla vita per allungarne la durata ma, soprattutto, ottimizzare la qualità degli anni d’argento, in modo che siano il più possibile in salute, con il minor numero possibile di malattie croniche e con un buon livello di fitness e felicità. Ma come si conquista una longevità corretta, con il giusto equilibrio fra orologio biologico e benessere psico-fisico? Bisogna mettere in atto un percorso che richiede determinazione, cambiamento dello stile di vita e delle abitudini, oltre alla consulenza personalizzata di esperti.

Il ruolo delle Farmacie

Il 70% del nostro invecchiamento dipende dallo stile di vita e dalla combinazione, più o meno virtuosa di sana nutrizione, movimento, buona qualità del sonno e cura olistica del benessere. Inoltre, se la genetica incide solo in una percentuale del 30%, diventa cruciale un approccio scientifico personalizzato. In questo scenario, la Comunità Scientifica dei Farmacisti Preparatori presenti sul territorio assume un ruolo di primissimo piano nella promozione dello stile di vita e della cultura che favorisca la longevità.

Un nuovo approccio

È stato recentemente messo a punto un nuovo approccio (GenAge®) che prevede: Test del DNA, valutazione dello stile di vita e utilizzo di specifici integratori. Attraverso lo specifico test genetico previsto da tale approccio è possibile, infatti, “scattare” la fotografia delle predisposizioni genetiche individuali per definire le priorità nella strategia personalizzata a favore della longevità. Questo approccio garantisce la massima precisione nell’intervento sui processi di invecchiamento attraverso il tracciamento dello stile di vita e dell’impatto genetico, la micro-nutrizione specifica e l’integrazione personalizzata.

Dai ritmi circadiani al movimento

Il controllo dei vari processi che permettono di sviluppare una longevità sana si fonda sulla ripetitività dei giusti stimoli nel tempo. La sfida è quindi quella di creare nuove abitudini salutari che vadano a sostituirsi a quelle vecchie. Qualche esempio? Seguire i ritmi circadiani (la naturale alternanza sonno-veglia), l’esposizione  alla luce naturale, l’assunzione dei pasti a orari regolari e della cena prima del tramonto; muoversi ogni giorno e coltivare relazioni socialmente appaganti.

Lotta ai radicali liberi e all’infiammazione

Una dieta bilanciata e ricca di nutrienti e antiossidanti (frutta e verdura di stagione, ad esempio) è fondamentale per contrastare l’azione dei radicali liberi, i materiali di scarto del metabolismo che danneggiano le membrane cellulari, determinando l’invecchiamento di DNA, proteine e strutture lipidiche. La lotta ai radicali liberi parte anche dalla tavola. In primis occorre ridurre i prodotti industriali che favoriscono l’infiammazione, tanto quanto i prodotti da forno con olio di girasole, eventuali prodotti con grassi idrogenati e quantità eccessive di zuccheri raffinati. Bisogna invece prediligere pesce azzurro, ricco di omega 3, cereali integrali, olio extravergine di oliva, avocado, frutta a guscio, legumi. Inoltre, nel carrello della spesa non dovrebbero mai mancare mele, frutti di bosco e uva, tutti alimenti ricchi, tra l’altro, di quercetina.

Protocolli di allenamento mirati

Il mantenimento della massa muscolare e ossea è essenziale per la regolazione neuroendocrina e la secrezione di specifici ormoni, come il testosterone e l’ormone della crescita, che contribuiscono al mantenimento della qualità della vita, anche nell’anziano. Basti pensare che la perdita di consistenti quantità di muscolo inizia già attorno ai 30 anni e aumenta dopo i 60: in media si perde il 3-8% della massa muscolare per decade. È raccomandata, quindi, l’attività fisica quotidiana (camminare, salire le scale, ecc.) e l’allenamento mirato 2 o 3 volte a settimana, sia di tipo aerobico che per la forza. In particolare, è fondamentale eseguire un programma progressivo con i pesi, incrementando nel tempo i pesi utilizzati, le ripetizioni, e il numero delle serie.


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