L’Insonnia è il disturbo del sonno più frequente nella popolazione generale, in Italia ne soffre un italiano su quattro. È caratterizzata da precoce risveglio, difficoltà ad addormentarsi e/o a restare addormentato. Lo svolgimento di attività sportiva può essere un ottimo alleato del buon sonno, se effettuato con alcuni accorgimenti.
Insonnia, quali conseguenze?
Caratterizzata da risveglio anticipato, difficoltà di addormentamento e frequenti risvegli notturni, l’Insonnia ha effetti negativi anche sulle attività diurne: dormire poco e male porta a difficoltà di concentrazione, irritabilità, sonnolenza, maggiore propensione agli errori, calo del tono dell’umore e soprattutto ansia per il sonno. Si parla di Insonnia quando queste caratteristiche si presentano per 3 volte a settimane per almeno 3 mesi. Le cause possono essere psicologiche (traumi, stress, disturbi d’ansia) altre volte fisiche (cambiamenti ormonali, problemi tiroidei o altri disturbi del sonno come la Sindrome delle gambe senza riposo o le Apnee). Bisogna ricordare che alcune persone sono geneticamente più predisposte a sviluppare un disturbo da Insonnia rispetto ad altre.
Sport, quando praticarlo
È consigliato svolgere attività sportiva al mattino, all’aperto e alla luce del sole, per iniziare la giornata in modo positivo, al primo pomeriggio o a fine lavoro, facendolo diventare il nostro momento in cui chiudiamo la giornata e ci scarichiamo delle sensazioni negative per poi dedicarsi al relax: cena, libri, musica, film. Bisognerebbe evitare di svolgere l’attività fisica almeno 2 ore prima di andare a letto.
Fare sport, poi, ci aiuta a liberare le cosiddette “sostanze della felicità”, le endorfine, che migliorano l’umore e favoriscono la salute generale. Qualsiasi attività sportiva aiuta il rilassamento e aumenta quindi la probabilità di dormire bene. Le attività devono essere adeguate al nostro fisico, l’obiettivo deve essere il rilassamento, il prendersi cura di sé ma non in modo eccessivo, altrimenti diventa un’attività negativa.
Attenzione all’intensità
Il sovrallenamento può causare difficoltà ad addormentarsi e a restare addormentati. Allenarsi in eccesso significa arrivare a letto con una tensione e un’adrenalina ancora in circolo, soprattutto se tale attività è svolta alla sera. L’attività sportiva, se eccessivamente intensa, è per il nostro organismo paragonabile a degli eventi stressanti che innescano la produzione di ormoni e neurotrasmettitori che hanno la funzione di aiutarci a combattere e ridurre tale stress; tra questi neurotrasmettitori c’è anche l’adrenalina, nemica del sonno e amica della veglia. Per questo motivo, se si arriva alla sera ancora troppo attivati, si fa fatica ad addormentarsi. Durante l’attività sportiva, poi, produciamo acido lattico che il nostro corpo deve metabolizzare e che potrebbe portare a percepire importanti fastidi come bruciore, crampi e dolore che possono disturbare il sonno.
Insonnia e stile di vita
Con il passare del tempo il nostro sonno si modifica, tende quasi a diventare più superficiale. Questo succede anche perché le nostre attività durante il giorno tendono a diminuire e, di conseguenza, anche il riposo si modifica. Se i pensieri e le preoccupazioni sul lavoro vengono poi “portati” a letto, addormentarsi e mantenere il sonno è più difficoltoso. Anche l’alimentazione ha sicuramente una relazione con il sonno e l’Insonnia: mangiare troppo presto e/o mangiare troppo leggero rischia di provocare dei risvegli notturni dovuti alla fame e alla produzione di succhi gastrici eccessivi ma anche mangiare troppo ha lo stesso effetto perché potremmo fare fatica a digerire. Per poter beneficiare dello sport e migliorare la nostra qualità di vita bisogna anche ricordare che il livello e l’intensità dell’attività deve esser adeguata all’età e all’alimentazione: in adolescenza si possono svolgere sport più intensi e anche per più volte a settimana mentre, in età avanzata, anche la passeggiata o 20 minuti di ginnastica dolce aiutano a stare meglio e anche dormire meglio, lo sport è un nostro prezioso alleato.






