Linfodrenaggio, più benessere per le gambe

Autore: Dott.ssa Emanuela De Martino

Le manovre manuali previste in questo metodo favoriscono il deflusso della linfa dai tessuti periferici verso il sistema venoso, eliminando l’edema localizzato 

Il Linfodrenaggio manuale terapeutico è una tipologia di trattamento manuale che ha lo scopo di attivare il sistema linfatico e favorire il deflusso della linfa dai tessuti periferici verso il sistema venoso. In questo modo si ottiene l’eliminazione dei liquidi in eccesso attraverso il sistema circolatorio e successivamente renale.

Il sistema linfatico

Quando il sangue trasportato nei vasi sanguigni arriva agli organi periferici (ad esempio alle gambe), la sua componente liquida esce dai capillari per irrorare i tessuti (ad esempio la pelle). Questa componente liquida raccoglie le sostanze di scarto e deve essere drenata verso i reni. Solo il 10% della linfa, però, ritorna attraverso le vene: quasi il 90% viene infatti assorbita dal sistema linfatico, che la riconduce successivamente nel sistema circolatorio venoso.
Il sistema linfatico è costituito da una rete di capillari e dotti che scorrono paralleli al sistema venoso, avvolgono i tessuti per drenare la linfa periferica, e poi convergono in un sistema di vasi via via più grandi, che attraversano profondamente l’addome e si immettono nel sistema circolatorio venoso a livello della vena cava superiore (all’incirca alla base del collo). Lungo il loro percorso, i vasi linfatici attraversano stazioni linfonodali (in particolare a livello delle ascelle e dell’inguine), dove la linfa viene filtrata e “controllata” dal nostro sistema immunitario per individuare eventuali infezioni o alterazioni. Una volta rientrata nel sistema circolatorio, la linfa (che a questo punto è parte del sangue) continua il suo viaggio verso i reni, dove l’eccesso viene filtrato ed eliminato attraverso la minzione. Se la linfa periferica non viene correttamente drenata, si accumula nei tessuti dando origine a visibili gonfiori (Linfedemi). Oltre alla sensazione di pesantezza e alla sgradevolezza estetica che gli Edemi possono generare, essi possono essere dolenti e potenzialmente pericolosi: dove la linfa si accumula, il sistema circolatorio e soprattutto immunitario non funzionano correttamente e, nei casi più gravi, questo può dare origine ad infiammazioni e infezioni locali difficili da curare.

Come agisce il Linfodrenaggio

L’azione del Linfodrenaggio manuale terapeutico è innanzitutto quella di stimolare il sistema linfatico  le manovre manuali hanno dimostrato attraverso evidenze radiologiche (scintigrafie) di essere in grado di accelerare la capacità contrattile delle cellule dei vasi linfatici, aumentando quindi la velocità di scorrimento della linfa attraverso il sistema di vasi. È interessante sottolineare che questo effetto di stimolazione non si esaurisce nel corso del trattamento, ma prosegue a distanza di ore, rendendo il trattamento efficace anche nei giorni successivi alla seduta.
Alcune manualità specifiche, inoltre, hanno lo scopo di favorire il drenaggio periferico “liberando” la linfa intrappolata nei tessuti. Altre specifiche manovre agiscono direttamente sul sistema nervoso vegetativo, che regola proprio il funzionamento del sistema linfatico. Poiché il sistema vegetativo regola anche altre funzioni fisiologiche (battito cardiaco, respirazione spontanea, pressione, attivazione nervosa), un trattamento linfodrenante accurato e profondo ha effetti anche più ampi di rilassamento corporeo e mentale.
Le indicazioni terapeutiche del Linfodrenaggio manuale sono principalmente tre: Linfedemi primari, Flebolinfedemi e Lipedemi.

Linfedemi primari

Questo disturbo si manifesta con un accumulo anomalo di linfa nei tessuti, dapprima localizzato e tratsuccessivamente esteso. I Linfedemi primari sono causati dal malfunzionamento del sistema linfatico stesso: per esempio a causa di malformazioni congenite (rare), oppure in seguito a intervento chirurgico, soprattutto oncologico. Questo è il caso delle Pazienti che subiscono mastectomie, soprattutto se associate ad asportazione dei linfonodi ascellari. Se le stazioni linfonodali attraverso cui transita il sistema linfatico vengono eliminate chirurgicamente, si creano degli “ingorghi” linfatici che sfociano in gonfiori a carico delle braccia e del torace. Questi possono essere efficacemente trattati con le manovre di Linfodrenaggio manuale e con l’applicazione di bendaggi specifici.

Flebolinfedemi

Si tratta di Edemi (gonfori) causati da Insufficienza venosa cronica. Se il sistema venoso non lavora correttamente, la sua funzione drenante viene trasferita al sistema linfatico, che può compensarlo solo fino ad un certo limite, oltre il quale si generano Edemi declivi (con deposizione del fluidi verso il basso). I Flebedemi sono infatti tipici delle gambe, bilaterali e simmetrici; migliorano la notte e peggiorano con la posizione eretta; spesso si accompagnano a senso di pesantezza, fatica, dolore al tatto e alterazioni visibili del sistema capillare (vene varicose). Il Linfodrenaggio manuale si rivela molto utile in questi casi, ma deve essere tassativamente accom-pagnato dall’utilizzo di calze elastiche a compressione graduata, che hanno un effetto maggiore sul sistema venoso e costituiscono la terapia principale. È inoltre importante non confondere questo tipo di Edema con quello derivante da Scompenso cardiaco, che ha una presentazione simile (piedi e caviglie gonfie), ma si accompagna a sintomi cardiaci (fatica, affanno). Lo Scompenso cardiaco è una controindicazione assoluta al Linfodrenaggio, perché il movimento di liquidi indotto dal Linfodrenaggio aumenta il carico sul cuore e peggiora lo Scompenso stesso; in casi di dubbio la valutazione medica è vincolante.


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