Sanità, quale ruolo per le donne?

Autore: Dott.ssa Elisa Zoccarato

Nonostante le donne rappresentino una parte considerevole della forza lavoro nel settore sanitario, raggiungere un ruolo di leadership rappresenta oggi una sfida ma anche una grande opportunità 

Quando parliamo di leadership al femminile, spesso ci stupiamo di fronte a traguardi ambiziosi raggiunti da donne, ancora di più se si tratta di ragazze giovani che, in pochi anni, si sono ritrovate a coprire ruoli storicamente svolti da uomini. In realtà ciò che fa stupore è lo stupore stesso che ancora sorge in tempi dove la continuità d’istruzione risulta essere quasi automatica dopo le scuole superiori; quello che non sembra automatico invece è la possibilità che una giovane donna possa sognare in grande o meglio che possa essere ambiziosa.
Ambizione è la parola chiave che dobbiamo tenere presente quando ci approcciamo alla discussione su argomenti che riguardano le enormi capacità delle donne di essere determinanti, nell’evoluzione sociale e nel ruolo di “decision maker”.

La storia di Agnodice

La storia ci insegna che da sempre le donne hanno svolto ruoli fondamentali, soprattutto nel settore della Sanità. Nell’antica Grecia la pratica della Medicina era assolutamente un’esclusiva maschile; si narra però che la temeraria Agnodice, figlia di una facoltosa famiglia di Atene, pur di poter frequentare le lezioni di Medicina tenute da Erofilo (noto come primo Anatomista della storia, fondatore assieme ad Erasistrato, della grande Scuola medica di Alessandria d’Egitto), decise di tagliarsi i capelli e di travestirsi da maschio. Successivamente si trasferì ad Alessandria d’Egitto dove si specializzò in Ostetricia e Ginecologia. Una volta terminati gli studi, sempre sotto mentite spoglie e travestita da uomo, tornò a casa e iniziò a lavorare da Medico; la sua bravura era tale che ben presto conquistò l’affetto e la riconoscenza di molte donne di Atene e, contemporaneamente, l’invidia dei colleghi maschi che la accusavano di sedurre le Pazienti. Per questa ragione fu processata e rivelò il suo sesso a chi la stava giudicando, sollevando la tunica: accusata di esercitare illegalmente la Medicina in quanto donna, fu difesa dalle stesse donne di Atene che la elogiarono per le sue cure efficaci. Fu assolta e la legge contro ledonne Medico fu revocata. Questa episodio vuole sottolineare come ambizione, passione e tenacia possano davvero essere determinanti nel raggiungimento di qualsiasi risultato, soprattutto in ambienti apparentemente ostili; dico apparentemente perché in realtà il vero potere sta nella capacità di comprendere come nulla sia impossibile, se lo si vuole davvero.

Essere donna oggi nella Sanità

Siamo consapevoli di come, attualmente, riuscire a raggiungere un ruolo di leadership in ambito sanitario rappresenti una sfida ma anche una grande opportunità per le donne. Negli ultimi decenni il mondo della Sanità ha visto e vissuto un aumento significativo della presenza femminile in ruoli di leadership. Tuttavia, nonostante i progressi, le donne continuano ad affrontare sfide uniche e significative nel raggiungere e mantenere posizioni dirigenziali in questo settore. Le donne rappresentano una parte considerevole della forza lavoro nel settore sanitario tanto che studi recenti mostrano come, a livello internazionale, l’impiego femminile costituisca circa il 70% degli operatori sanitari; nonostante ciò, la rappresentanza in posizioni di comando e decisionali rimane decisamente bassa.
Le donne sono spesso sottorappresentate nei consigli di amministrazione delle strutture sanitarie e nei ruoli di leadership “senior”, anche quando possiedono le qualifiche e le esperienze necessarie.

Superare gli stereotipi e aumentare il supporto

Stereotipi di genere, mancanza di supporto nella conciliazione tra vita professionale e privata e difficoltà nel trovare un appoggio in termini di collaborazione sono solo alcune delle barriere che possono ostacolare l’avanzamento di una donna. Per incoraggiare la dirigenza al femminile è necessario implementare iniziative mirate come, ad esempio, programmi di mentorship, formazione specifica per leader emergenti e politiche di assunzione che puntino sulle straordinarie capacità di dinamismo e intuizione tipiche della mentalità femminile.

Una marcia in più

Le donne portano prospettive e competenze uniche che possono contribuire ad un sistema sanitario più efficace e reattivo in termini di:

  • comunicazione: creando un ambiente di dialogo aperto;
  • empatia: attraverso percorsi di coaching mirati, le donne sanno comprendere e considerare le emozioni e le esigenze del proprio team, favorendo relazioni di fiducia;
  • decisione e determinazione: affrontando le sfide con sicurezza anche attraverso la presa in carico di provvedimenti informati e tempestivi;
  • resilienza: affrontando le difficoltà con coraggio e capacità di adattamento, soprattutto conseguenti all’attitudine di imparare dagli insuccessi;
  • collaborazione: promuovendo un lavoro di squadra, valorizzando le diverse competenze dei membri del gruppo;
  • integrità: comportandosi in modo etico e coerente, guadagnandosi il rispetto e la fiducia degli altri;
  • creatività: essendo aperte e propositive a nuove idee e soluzioni, stimolando l’innovazione nel proprio ambiente di lavoro.

Un equilibrio tra le parti

Le donne leader nel settore sanitario stanno cambiando il volto della Sanità, portando nuove prospettive e approcci innovativi. Investire nel supporto delle donne in posizioni di leadership non è solo giusto ma è anche essenziale per costruire un sistema sanitario più efficace e dinamico. Ricordiamoci che chi ricopre un ruolo di guida in qualsiasi ambiente di lavoro deve essere in grado di motivare le persone a dare il meglio di sé, creando armonia collaborativa e non limitandosi solamente ad impartire ordini. Avere una visione orientata agli obiettivi è fondamentale soprattutto quando il leader sa combinare la capacità di “sognare” ad una visione a lungo termine, mantenendo sempre il focus sugli obiettivi da raggiungere. Le donne hanno dimostrato, soprattutto negli ultimi 50 anni, di saper non solo reggere il confronto, ma addirittura di risultare più idonee, in alcuni casi, alla leadership rispetto agli uomini, il ché non vuole assolutamente sottintendere che ci sia l’esigenza di rivoluzionare totalmente a favore della dirigenza femminile, ma che si cerchi di raggiungere il più possibile un equilibrio sostanziale tra le parti così da conseguire un obiettivo comune finalizzato al bene della collettività.