Ottobre rosa, il Tumore al seno si può prevenire

Autore: Dott.ssa Francesca Cavaliere

La prevenzione attuata e i progressi scientifici hanno fatto si che i valori di incidenza e mortalità per questo tumore si siano abbassati con un netto miglioramento della qualità di vita 

Per combattere il Tumore al seno sono stati fatti nel tempo molti passi avanti, prima di tutto in ambito chirurgico, grazie al Professor Umberto Veronesi, in quello oncologico, radioterapico, farmacologico e radiologico. Tante sono state anche le iniziative di solidarietà che contemporaneamente sono nate e che sono ancora oggi preziose e necessarie.
Sebbene, nella maggior parte dei casi sia possibile curare la malattia con interventi chirurgici meno invasivi di un tempo, ottenendo risultati estetici sempre più accettabili e talvolta gradevoli, l’impatto emotivo, proveniente dalla diagnosi è tuttora fortissimo. Il percorso di cura, inoltre, può essere molto lungo con visite di controllo periodiche e terapie farmacologiche che possono protrarsi fino a 10 anni.

Situazioni molto variabili

Le varianti di Carcinoma mammario sono molteplici, potendo essere diverse per caratteristiche morfologiche e dimensionali, per aggressività nei tessuti adiacenti a breve e lunga distanza di tempo e per risposta al trattamento. Gli schemi terapeutici possono essere differenti e le terapie attuali sono sempre più integrate e personalizzate, grazie alla maggiore disponibilità di diverse tipologie di farmaci. Allo stesso modo anche le donne cambiano e sono diverse le une dalle altre, per età, storia clinica, lavorativa e familiare.

LILT, una realtà consolidata

L’Associazione Metropolitana LILT di Bologna, presente sul territorio da più di cent’anni, fa parte di questa fitta rete di realtà, in cui Medici e volontari condividono conoscenze, esperienza e creatività. Oltre agli eventi mirati alla diffusione di messaggi di promozione dei corretti stili di vita e di prevenzione oncologica, nel 2023 è stata perfino dedicata alle donne, cosiddette “survivors”, una mostra fotografica dal titolo Metamorfosi, in cui loro stesse fossero allo stesso tempo artefici ed interpreti. Il Carcinoma mammario, tuttavia, rimane ancora oggi il Tumore più frequente nella popolazione generale e non soltanto in quella femminile.

C’è ancora tanto da fare

Come dimostrano i dati, in questo momento la sopravvivenza libera da malattia a dieci anni dalla diagnosi ha raggiunto valori del 90%; un risultato conquistato gradualmente e dovuto a due fattori principali: la possibilità di offrire terapie sempre più integrate e personalizzate e l’efficacia del programma di Screening mammografico.
Basta dare un’occhiata ai dati pubblicati annualmente dall’Associazione Italiana Registri Tumori: in Italia, l’anno scorso, sono state 834.000 le donne con diagnosi di Carcinoma mammario e 55.900 i nuovi casi diagnosticati. Le morti per l’anno 2022 sono state 15.500. Nel 2012, invece, le donne con la stessa diagnosi nell’insieme erano 522.235, i nuovi casi diagnosticati erano 46.000 e le morti calcolate 13.000. Allora la sezione, che ogni anno elenca gli aggiornamenti sul Cancro per singole sedi, apriva proprio con il Carcinoma della mammella femminile ed evidenziava che si sarebbe registrato per tutto il territorio un trend in crescita.
Abbiamo, quindi, ottenuto che i valori di incidenza e mortalità per questo Tumore si sono tendenzialmente stabilizzati con un netto miglioramento della qualità di vita e nel ventaglio delle opportunità diagnostiche e terapeutiche, sempre più innovative a disposizione, la mammografia, indubbiamente, è stata e rimane tuttora uno strumento fondamentale.


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