Autore: Dott. Franco Frati

L’Immunoterapia con allergeni è in grado di trattare la causa fondamentale e i sintomi, risolvendo un grave e diffuso problema anche di carattere sociale

Le Allergie Respiratorie sono patologie scarsamente considerate, ciò emerge da numerosi studi condotti presso gli stessi Medici di famiglia. Vengono descritte come banali disturbi, caratterizzati da starnuti, lacrimazione e mal di testa.
La Rinite Allergica interessa una ampia fetta della popolazione e oltre ai fastidiosi sintomi, rappresenta un vero e proprio problema di carattere sociale poiché determina molto spesso assenze dal lavoro, scarso rendimento scolastico e perdita di produttività lavorativa.

Gli allergeni

A livello medico, nelle forme più gravi, è la prima tappa evolutiva per lo sviluppo dell’Asma, tanto che è stato recentemente coniato un nuovo termine “Sindrome Allergica Respiratoria”, che gli americani definiscono con l’acronimo CARS (Chronic Allergic Respiratory Syndrome) che indica un insieme di disturbi che identificano una eccessiva risposta immunologica quando il soggetto allergico entra in contatto con una sostanza in grado di dare risposta allergica: l’allergene.
Le principali sostanze in grado di determinare una risposta allergica sono i pollini di vario tipo, gli acari, le muffe e gli epiteli di animali che determinano problemi per migliaia di persone nel mondo, in Italia per circa il 20% di adulti e bambini.

Un disturbo molto diffuso

Secondo l’EFA (European Federation of Allergy and Airway Disease Patient Association) il 30-35% della popolazione europea fa esperienza di qualche forma di Allergia Respiratoria nel corso della vita: il 20% soffre di Rinite Allergica e il 20% di questi ultimi ne presenta una forma grave. Recenti studi ci dicono inoltre che nella popolazione di adolescenti (13-14 anni) il problema è grave nel 20% dei casi. Uno studio italiano, diretto da Walter Canonica ha seguito 1.482 Pazienti in cinque Paesi europei con i seguenti risultati: il 67,2% presentava sintomi moderati-gravi, 42,5% aveva sintomi persistenti oltre la stagione della pollinazione e il 31,5% presentava comorbidità con Asma.
L’incremento esponenziale delle Allergie ha recentemente indotto a considerarle una condizione epidemica. L’Allergia è infatti da considerarsi la più diffusa malattia cronica nella popolazione dei giovani adulti, preceduta solo dall’Ipertensione e seguita da Ipercolesterolemia e Diabete. Nonostante ciò, il 45% delle persone con sintomi allergici non riceve una diagnosi corretta se non dopo più di un anno dalla comparsa dei sintomi, come ha dimostrato uno studio italiano (La Rosa M. et al.) del 2009, questo perché non vengono riferiti al Medico i sintomi con cui, al contrario, ci si abitua a convivere o vengono momentaneamente attutiti con l’assunzione di farmaci da banco.

L’Immunoterapia

l’“Irish College of General Practitioners” (il Collegio irlandese dei Medici generici) ha rilevato che il 60% degli asmatici, compresi i bambini, non è adeguatamente controllato. La maggior parte degli allergici è trattata con farmaci sintomatici che, non curando in modo radicale la patologia, permettono l’aggravarsi della stessa. L’unico trattamento che agisce sulla causa primaria della malattia (l’allergene), efficace peraltro anche nei Pazienti “non responder” agli altri trattamenti sintomatici, si chiama “Immunoterapia con allergeni” che consiste nella somministrazione graduale di dosi crescenti dell’allergene responsabile dei sintomi. Relativamente a questo tipo di terapia oggi sono disponibili nuovi prodotti biomolecolari nei quali la componente allergenica più importante (allergene maggiore) è dosata grazie a tecniche farmaceutiche innovative in cui è determinata la sua quantità in microgrammi.
Questo fondamentale miglioramento del processo produttivo consente di raggiungere una caratterizzazione farmaceutica di tali prodotti. Infatti, conoscere la dose di allergene maggiore (il principio attivo) somministrata diventa fondamentale per l’efficacia e la sicurezza della terapia. Grazie alla sua facilità di somministrazione nella forma sub-linguale (SLIT) l’adesione al trattamento è maggiore dell’80%.
L’assunzione della SLIT da parte del Paziente richiede pochissimo tempo: la compressa o la soluzione liquida contenente l’allergene viene mantenuta sotto la lingua per due minuti e poi deglutita. 


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