Vitamina D, l’importanza dell’alimentazione

Autore: Prof. Michele Carruba

Una recente Ricerca rivela che buona parte della popolazione italiana non ha un corretto apporto di Vitamina D 

Condurre una vita sana significa non solo astenersi da comportamenti dannosi, quali l’abitudine al fumo, il consumo eccessivo di alcol e l’inattività fisica, ma anche alimentarsi correttamente assumendo ogni giorno adeguate quantità di macro e micronutrienti, i cosiddetti “nutrienti essenziali” che l’organismo non è in grado di produrre autonomamente, come ad esempio vitamine e minerali.
Le vitamine, infatti, partecipano a numerosi processi del nostro organismo e rafforzano il sistema immunitario. Molte svolgono un’azione antiossidante, contrastano l’azione dei radicali liberi responsabili dell’invecchiamento precoce e all’origine di diverse malattie dell’invecchiamento.  

Importanza della Vitamina D

“Curare la salute”, campagna di informazione nata con l’obiettivo di informare e sensibilizzare la popolazione sull’importanza di prendersi attivamente cura di sé, partendo da un’alimentazione sana e da uno stile di vita virtuoso, dal 2015 ha messo a disposizione della popolazione uno strumento per verificare le proprie abitudini nutrizionali: il Test della Piramide Alimentare.
Dall’analisi dei questionari raccolti, che ad oggi conta più di 23.000 compilazioni on-line su www. curarelasalute.com, risulta che il 61% degli italiani non assume il giusto quantitativo di pesce, il 77% non consuma dosi adeguate di latticini e il 23% non mangia il giusto quantitativo di uova.
Essendo questi alimenti le principali fonti di Vitamina D, ne consegue che una fetta di popolazione italiana è a rischio deficit di questo importantissimo micronutriente, fondamentale per la salute delle ossa e del nostro sistema immunitario.
La Vitamina D favorisce infatti l’assorbimento intestinale del calcio ed è quindi cruciale per la salute delle ossa, oltre ad avere un ruolo di grande rilievo come immunomodulatore. La sua carenza può essere un importante fattore di rischio nell’Artrite reumatoide, nel Lupus eritematosus, nella Spondiloartrite, nella Fibromialgia e nelle Vasculiti.

Esporsi alla luce solare

Nonostante il nostro sia un Paese con temperature miti e particolarmente soleggiato anche in inverno, il problema alla base di questa carenza vitaminica sembra attribuibile anche a una ridotta esposizione alla luce solare. Nelle stagioni più fredde, costretti inevitabilmente ad alternarci tra casa e ufficio, per ovviare alla mancata esposizione ai raggi solari dobbiamo semplicemente fare molta attenzione alla nostra dieta per non rischiare di andare incontro a carenze vitaminiche.
Inoltre, quando la temperatura lo consente, è consigliabile cercare di trascorrere la pausa pranzo all’aperto e, nel caso in cui non si riescano ad assumere i giusti quantitativi di Vitamina D, o di qualsiasi altro micronutriente, utilizzare un supplemento multivitaminico e multiminerale completo.

Assumere giusti quantitativi di latticini...

La Piramide Alimentare della Dieta Mediterranea prescrive che in una giornata vengano assunte 2-3 porzioni di latticini e derivati. In una giornata tipo si potrebbe ipotizzare, per non incorrere in eccessi o carenze, il consumo di un bicchiere di latte a colazione, uno yogurt a metà mattina e una grattugiata di formaggio sulla pasta.
Se si sta seguendo una dieta ipocalorica è chiaramente preferibile l’assunzione di latte parzialmente scremato o formaggi a ridotto contenuto di grassi, anche se in tali alimenti più “ligth” è presente un minore quantitativo di Vitamina D.
A differenza dei latticini a ridotto contenuto di grassi, nei formaggi e nel latte senza lattosio, la quota di Vitamina D rimane invariata poiché questo micronutriente è contenuto all’interno della porzione grassa del latte.


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