Autore: Dott.ssa A. Lorella De Mariani Dott. Gianluca Tiri

La qualità degli alimenti e l’elevato consumo di frutta e verdura possono contribuire ad una migliore qualità di vita e ad un abbassamento della mortalità

Gli uomini hanno sempre cercato un modo per allungare la durata della vita e la sua qualità. La longevità, tuttavia, è un fenomeno complesso perché sono molti i fattori ambientali, comportamentali, socio-demografici e alimentari che influenzano i meccanismi fisiologici legati all’invecchiamento.

Le alterazioni dell’invecchiamento

Il processo di invecchiamento è caratterizzato da numerose alterazioni delle funzioni organiche, del metabolismo e delle funzioni cellulari, che sono denominatori comuni di molte malattie. Uno dei cambiamenti più significativi a cui una persona anziana va incontro è la perdita di massa magra, specialmente dai muscoli scheletrici. La funzionalità renale, inoltre, dopo i novant’anni si deteriora notevolmente in seguito alla perdita di circa il 50% della propria efficienza. La concomitante riduzione degli ormoni sessuali favorisce anche lo sviluppo di Demenza senile, Osteoporosi, Aterosclerosi e complicanze cardio-metaboliche. Il sistema cardiovascolare degli anziani inoltre subisce numerose alterazioni, ciò causa rigidezza e bassa distensibilità delle arterie, predisponendo il soggetto a future complicanze cardiovascolari. La conseguenza principale è rappresentata dalla scarsa irrorazione degli organi, in particolar modo del cervello.

Fattori che migliorano l’invecchiamento

Lo stile di vita, che include regime alimentare, attività fisica, assenza del fumo e mantenimento di un adeguato BMI (body-mass-index), sembra un fattore in grado di influenzare in modo significativo il processo d’invecchiamento. In particolare l’alimentazione è stata riconosciuta come il fattore più importante che condiziona lo sviluppo delle malattie e il rischio di mortalità in tutte le specie, incluso l’uomo. Pertanto la qualità dell’alimentazione è fondamentale per la salute umana.

Alimentazione e mortalità

La Dieta Mediterranea fin dagli anni ‘60 è stata oggetto di numerosi studi. In questa tradizione alimentare il consumo di grassi deriva principalmente da alimenti ricchi di acidi grassi monoinsaturi (i cosiddetti grassi “buoni”) e vengono consumate grandi quantità di frutta, verdure, legumi, noci, cereali, e solo moderati quantitativi di pesce, pollame, vino, insieme a basse quantità di carne, specialmente rossa. L’abitudine all’alimentazione tradizionale mediterranea è associata a una bassa mortalità e ad un minore rischio di malattie croniche, tra cui: Cancro, Sindromi metaboliche, Depressione, Demenza, Patologie renali, cardiovascolari e neurodegenerative. In particolare l’aderenza a tale stile alimentare è correlato ad una riduzione del 21% delle cause di morte generali ed in particolare del 34% per cause cardiovascolari, contribuendo perciò all’allungamento dell’aspettativa di vita. Molti componenti di questa alimentazione, tra cui olio d’oliva, antiossidanti, omega-3 e 6, polifenoli e flavonoidi, mostrano infatti effetti anti-invecchiamento ed anti-infiammatori.


Pagina precedente 1/2 Pagina successiva »