Autore: Dott.ssa Melissa Righi

Con il suo elevato potere diuretico e antiossidante, aiuta a prevenire i danni ossidativi e facilita il ricambio del colesterolo

Se si volesse individuare un alimento fra tutti come emblema dei cosiddetti alimenti “funzionali naturali”, ossia di quei cibi dotati naturalmente di proprietà benefiche, sicuramente il Carciofo potrebbe di diritto rappresentare questa categoria, per la particolare composizione e per le proprietà, oltre ad essere ipocalorico, può essere considerato un vero toccasana da inserire in modo abituale nella nostra dieta. Il Carciofo è una meravigliosa pianta di origine mediterranea, appartenente alla famiglia delle Asteraceae. È una pianta erbacea perenne dal fusto robusto e ramificato alto fino a 1,20 metri e alla cui estremità crescono, nel periodo primaverile, capolini floreali, che non sono altro che i suoi frutti, di piccole dimensioni, dotati o privi di spine. È un ortaggio ben conosciuto e consumato fin dai tempi antichi: era utilizzato come alimento già dal popolo egiziano e in seguito dai greci e dai romani. Secondo Columella, scrittore e agricoltore latino del I secolo d. C., il termine Carciofo, in latino Cynara, deve il suo nome alla parola “cinis” cioè “cenere”, poiché con questa veniva concimata la pianta; per altri autori, invece, Cinara era una giovane che secondo la tradizione venne trasformata in Carciofo.

In tavola

Il Carciofo viene coltivato principalmente a scopi alimentari: la raccolta avviene da ottobre a giugno, anche se molte specie fioriscono più volte durante l’anno. In Italia è molto diffuso, soprattutto nell’area mediterranea: le coltivazioni più estese si trovano in Liguria, Toscana, Sardegna, Lazio e Puglia; il nostro Paese è attualmente il maggiore produttore mondiale di Carciofi. Le varietà di Carciofo coltivate nel mondo sono circa 90: tondeggianti o allungati, con spine o senza, in diverse tonalità di verde e con sfumature violacee. 

In Erboristeria

La droga di questa pianta erbacea, bienne o perenne, è costituita dalle foglie, in particolare da quelle del primo anno. Si presenta come un fitocomplesso articolato di cui fanno parte oltre ai flavonoidi, gli ortodifenoli, tra cui la cinarina, sostanza aromatica che gli conferisce il caratteristico sapore amaro e  molte delle sue proprietà benefichee terapeutiche. Essa è presente in concentrazione massima durante la formazione del capolino, la parte della pianta che viene usata in cucina. Il Carciofo è ricco di potassio e sali di ferro, mentre ha uno scarso contenuto di vitamine. Troviamo poi alcuni zuccheri consentiti ai diabetici, come mannite e inulina e altri minerali come rame, zinco, sodio, fosforo e manganese.

I flavonoidi

Il Carciofo è un’importante risorsa di flavonoidi ai quali sono attribuite importanti azioni benefiche per il nostro organismo. È stato infatti dimostrato il loro potere antiossidante naturale che gli conferisce il ruolo di “spazzini” dei radicali liberi; essi consentono quindi di prevenire i danni ossidativi delle cellule e aumentare le funzioni immunitarie delle cellule dell’organismo, migliorando la risposta immunitaria generale. I flavonoidi svolgono inoltre una marcata attività antitumorale, prevenendo la formazione dei Carcinomi del tratto gastrointestinale e la loro proliferazione cellulare; diminuiscono il rischio di Malattie cardiache, inibendo l’ossidazione del colesterolo LDL (quello “cattivo”), e riducono l’adesività delle piastrine sanguigne.


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